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Non c’è tecnologia che possa riprodurre il cuore e l’anima di un essere umano. Realtà e virtualità nell’era supertecnologica nell’esordio di Matteo Paolillo: “2045”

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2045
di Matteo Paolillo
Solferino, 16 aprile 2024

pp. 352
€ 19,50 (cartaceo)
€ 11,99 (eBook)

«La bellezza non è solo l’estetica. La bellezza vera fa bene al cuore. Ma se ti chiudi nell’Altro Verso non imparerai mai a riconoscerla. Qui è tutto bello e patinato, ma è tutto artefatto, tutto senza emozioni, tutto prevedibile. La bellezza della realtà è che non la puoi prevedere.»(p. 155)

Come sarà il mondo tra ventun anni? Come lo immaginate: la crisi climatica avrà sortito effetti più catastrofici di quelli che già stiamo vedendo ? E l’intelligenza artificiale fino a che punto sarà entrata nella nostra vita pubblica e privata? Ci saranno ancora le guerre?Ventun anni non sono poi così tanti, ma i ritmi del progresso scientifico e tecnologico sono impressionanti e galoppano a velocità stratosferica. Matteo Paolillo, cantautore e volto conosciuto della TV per essere uno dei principali interpreti della fortunata serie di MareFuori, ha voluto nel suo romanzo d’esordio, 2045, immaginare un mondo dove la virtualità ha superato di gran lunga la realtà fisica, soprattutto nei rapporti interpersonali tra i giovani, e dove il progresso scientifico e digitale si è posto l’obiettivo di rendere l’uomo immortale, scavalcando i propri limiti naturali. In un mondo dove la tecnologia impera, la vita quotidiana ne risulta sì agevolata e facilitata, ma si rischia di perdere completamente il calore dei rapporti umani, le sfumature e la particolarità della natura vera, quella che ha ispirato le grandi opere d’arte.

2045 non è un libro di fantascienza, perché si limita a portare su un piano più avanzato, per così dire, tecnologie digitali e informatiche già alla nostra portata: la realtà aumentata, i videogiochi sempre più immersivi, robot che svolgono mansioni prima affidate all’uomo, protesi sempre più all’avanguardia che sostituiscono gli arti, il sesso virtuale. E la guerra c’è…purtroppo c’è una guerra anche nel libro, ma è diversa, per ideologia e motivazioni, da quelle conosciamo. In quel mondo dominato dalla tecnologia creata dalla Icaro (che è anche il nome d’arte dello scrittore-cantautore), al capo della quale vi è Elia Luce (dittologia sinonimica palese), l’uomo rischia di perdere la propria umanità. Il monopolio tecnologico del signor Luce, per quanto possa sembrare esaltante e  funzionante, nasconde  aberrazioni: se da un lato propone tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, dall’altro fa esperimenti di nascosto su cavie umane. Da anni, la grande impresa Icaro ha dei nemici irriducibili, chiamati i “Ribelli”che cercano ogni volta di mandare all’aria i progetti di questo impero che sta chiudendo i giovani nelle loro case, immersi nell’Altro  Verso, fino a far loro pensare che la vita vera sia quella virtuale, che le bistecche artificiali siano buone quanto quelle naturali, che il sesso virtuale sia soddisfacente e coinvolgente quanto quello reale.

Il romanzo si apre  con il discorso di Elia Luce dall’Auditorium della Icaro, trasmesso anche live in streaming, in cui vengono elencate le conquiste dell’azienda: lo smaltimento dei rifiuti nello spazio, i viaggi intergalattici, i jetpack che indossati come uno zaino danno la possibilità a qualsiasi persona di volare. Il punto più importante di quel discorso  è però quello di annunciare la sconfitta della morte

«Per millenni l’uomo ha inventato nuove tecnologie
per vivere sempre più a lungo,
ma mai è riuscito a sfuggire alla morte.
Oggi noi rendiamo possibile l’immortalità.»
APPLAUSI (p. 8)

Subito dopo facciamo conoscenza con gli altri personaggi: Zyon, un giovane che ha perso le gambe da bambino in un brutto incidente sostituite adesso dalle Ultragambe della Icaro, Amelia, nome in codice Amazzone, una ragazza che sta dalla parte dei ribelli e sorella di Zyon, il quale per buona parte della storia non sa che sua sorella faccia parte di quella squadra di coraggiosi che si oppongono alla disumanizzazione tecnologica intrapresa dall’azienda del signor Luce. Quella sera in cui la Icaro dichiara di aver iniziato un progetto per l’immortalità umana, Zyon sta seguendo la diretta dal visore seduto in poltrona, ma sua sorella Amelia-Amazzone, travestita da cameriera occhialuta, sta cercando di mandare lo spettacolo a monte e, non solo ci riesce, ma fa breccia nel cuore di Babylonia…il figlio di Elia Luce! All’improvviso un inaspettato blackout fa calare il buio nell’ auditorium e Amazzone scappa inseguita da quel ragazzo incuriosito da lei e dai suoi spessi occhiali che le nascondono il viso. Quando riesce a afferrarla in volo sul jetpack nota non soltanto che ci vede benissimo, ma che è bellissima: per liberarsi di lui, Amazzone lo seduce con un bacio tenero e appassionato insieme, conquistando il giovane che non aveva mai visto una ragazza in carne e ossa in vita sua. Mentre lei gli sgancia il jetpack, Babylonia rimane  ancora imbambolato 

Con uno spintone improvviso lo manda a finire a terra e si alza in volo, si ferma un attimo a guardarlo, poi vola via. Lui è scioccato, immobile nel fango, sotto la pioggia ormai battente, non vede neanche gli uomini della scorta che lo raggiungono, si avvicinano, non sente le loro mani che lo raccolgono. Si lascia trascinare via. Col pensiero e con l’anima e ancora fermo a quel bacio. A quel sapore di ciliegia reso umido dalla pioggia. È stato il primo bacio reale della sua vita. (p. 19)

Il figlio del signor Luce è cresciuto, come molti giovani della sua età, lontano dal calore umano, immerso nell’Altro Verso, dove è possibile indossare un avatar e mostrarsi in un aspetto diverso, incontrare persone che assumono anche loro una identità virtuale diversa da quella reale, così da mostrare un aspetto fisico decisamente migliore e prestante. Nell’Altro Verso ci sono luoghi di ritrovo, di divertimento e di sesso virtuale. Babylonia è solo: il padre lo tiene chiuso nella campana di vetro della sua bellissima e iper tecnologica villa, in compagnia di un cane cibernetico e sorvegliato da due possenti bodyguard. La madre del giovane è invece in coma in una struttura per un incidente avvenuto in situazioni misteriose, in cui sembra implicato lo stesso marito. Babylonia imparerà presto a uscire da quel mondo virtuale grazie a Mara, una escort dall’avatar orientale che lo invita a uscire e a visitare luoghi d’arte e veri giardini. 

Parallelamente a lui, Amazzone è impressionata da Babylonia, quel ragazzo dagli occhi verdi e teneri e quel bacio adesso si è frapposto tra lei e Nanà, la sua animosa fidanzata, Ribelle come lei. Nel libro il lettore sarà coinvolto nella vicenda sentimentale delle due ragazze, messa a dura prova da una serie di avvenimenti, imparerà a conoscere da vicino anche Zyon, che ha alle spalle una storia molto interessante, ma drammatica. Il libro è decisamente adatto a un pubblico di giovani, è scritto in un linguaggio semplice e diretto, senza pretese. Le vicende sono costruite e presentate in maniera avvincente, in modo da non annoiare il lettore e lasciarlo alla fine di ogni capitolo carico di curiosità. L’opera presenta sicuramente dei difetti: c’è indubbiamente la sensazione di qualche dejà vu, tenuto conto dell’argomento, manca la complessità dei personaggi, alcuni davvero “utilizzati” per raggiungere uno scopo narrativo e abbandonati senza una spiegazione, come ad esempio il personaggio di Mara, che appare come una meteora, suggerisce degli spunti di profondità alla narrazione e alla vita di Babylonia, ma poi sparisce dalla storia senza dare una spiegazione al lettore. Ho trovato trattata con frettolosità anche la storia tra Mara e Amelia, perché era necessario soffermarsi sull’amore nascente tra il figlio ricchissimo di Elia Luce e una dei Ribelli, i cui genitori vivono nell’Ecovillaggio, insieme a una piccola comunità, e resistono all’ imperante dominio tecnologico continuando a coltivare vera frutta, veri ortaggi e a credere nel calore dei rapporti umani di una volta. Pregio del libro è sicuramente il messaggio che ha voluto comunicare Paolillo ai giovani che saranno gli adulti e i genitori del domani: per sopravvivere all’artificialità del mondo virtuale della tecnologia è importante restare umani. Dirà Muccio, capo dei Ribelli a Elia Luce:

«Meglio morire illuminati, che vivere nell’ ignoranza. […] Sono nato uomo fatto di cuore e anima e morirò tale.» (p. 326)

Marianna Inserra