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Camminare per guardarsi dentro e riaprirsi al mondo: "Tu sei qui", di David Nicholls

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Tu sei qui
di David Nicholls
Neri Pozza, maggio 2024

Traduzione di Scilla Forti

pp. 384
€ 20 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Quattro single, una coppia sposata, un adolescente. Era una specie di cena con delitto in versione trekking, ma si augurava che non si arrivasse a tanto. (p. 39)

David Nicholls è un campione nel disegnare due protagonisti credibili, presentarceli, farli incontrare, agire e dialogare sulla scena e portarli laddove mai, all'inizio della storia, si sarebbero (e ci saremmo) aspettati. Lo abbiamo visto con il suo Un giorno (uscito in lingua originale nel 2009), un long seller amato da più generazioni, e oggi possiamo ritrovare questa struttura narrativa vincente nel nuovo e attesissimo Tu sei qui

Quando da giovane fantasticava sul suo futuro, sul lavoro che avrebbe fatto, sulla città e sulla casa in cui avrebbe vissuto, sulla famiglia e sugli amici intorno a lei, Marnie non avrebbe mai immaginato di essere sola. (p. 13)

La protagonista, Marnie, entra in scena così: con le sue aspettative infrante e, soprattutto, con una solitudine in cui ha imparato ad adagiarsi più che bene, complici un matrimonio naufragato malamente e una dedizione molto grande al suo lavoro di editor. Ora, a trentotto anni, Marnie fa più fatica a uscire (anche perché Londra è molto costosa per una freelance come lei) e soprattutto a fidarsi degli altri; qualche volta pensa a come sarebbe essere madre o avere una nuova relazione nella sua quotidianità ripetitiva ma non sconfortante. In un certo senso, la solitudine è per lei quello che in psicologia chiamerebbero evitamento, e non sembra volerne uscire.

Invece, per il quarantaduenne Michael la solitudine è una conseguenza della sua separazione dalla moglie Natasha, allontanatasi dopo un periodo di depressione di Michael. «Era un insegnante, ma non un genitore», viene precisato a p. 21, e in effetti qui sta il maggior rimpianto del protagonista, che sa bene come la sua professione non debba mai essere vissuta come una compensazione. Solo a York nella casa in cui ha vissuto con la moglie, Michael decide di attraversare a piedi la Gran Bretagna, affrontando la celebre Coast to Coast Walk. Quando viene a sapere della sua intenzione di compiere il cammino da solo, la sua collega e amica Cleo Fraser decide che è venuto il tempo di agire e intervenire per aiutare Michael a riaprirsi al mondo. Anche se lui non vuole. 

L'idea - ma solo quella - pare molto semplice: organizzare una gita di gruppo almeno per i primi chilometri, a cui invitare amici e conoscenti. E tra questi Cleo invita la sua amica storica, ovvero Marnie, la quale è tanto restia a partecipare quanto Michael lo è al pensiero di dover condividere la sua passione per le escursioni con altre persone, probabilmente non equipaggiate come si deve né motivate o allenate quanto lui. 

E, in effetti, le difficoltà non mancano, lo capiamo fin dall'inizio del cammino: certo, ci sono i dislivelli, i terreni scivolosi e più in generale i cittadini sono restii ad adattarsi a quel viaggio spartano, pieno di ostacoli, ma soprattutto si incontrano problemi relazionali. Qualche esempio? Passiamo dai lamenti del borioso farmacista Conrad, che sembra corteggiare Marnie ma non sopporta le fatiche della campagna, al silenzio lamentoso del figlio di Cleo, un adolescente che vorrebbe essere da tutt'altra parte. Marnie, tutto sommato, pur soffrendo per le scarpe strette o per il percorso complesso, sembra anche incuriosita e si è ripromessa di non mollare fino alla fine del weekend. Insomma, è tutto il contrario degli altri compagni di viaggio, pigri e impreparati ad affrontare chilometri a piedi. 

Tra un dialogo ironico e uno più serio, Marnie e Michael si conoscono meglio, e ognuno di loro prova la sensazione di stare insospettabilmente bene con l'altro. Ma basterà questo ad avvicinarli e a far loro superare le tante resistenze dovute alle esperienze negative del passato? 

Sullo sfondo di un'Inghilterra descritta minuziosamente, ora sconvolta dalle piogge improvvise ora rasserenata dal baluginare del sole, il cammino raccontato tappa per tappa da David Nicholls è al contempo un percorso interiore, se non di miglioramento assoluto, per lo meno di conoscenza di sé e di svelamento di ciò che prima era indicibile e addirittura impensabile. Marnie e Michael camminano lungo la via per rimettersi in gioco: qualche volta arrancano, scivolano, sbuffano, ma sempre si rialzano con gli occhi fissi verso la meta e la disposizione a guardare l'uno il passato dell'altra, in vista di un presente diverso. 

GMGhioni