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Come scegliamo di utilizzare la tecnologia fa la differenza: lo scontro generazionale di "Giovane coppia si diverte all'aperto" di Aravind Jayan

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giovane coppia si diverte all'aperto Aravind Jayan

Giovane coppia si diverte all'aperto
di Aravind Jayan
Guanda, aprile 2024

Traduzione di Elisa Banfi

pp. 240
€ 18,00 (cartaceo) 
€ 9,99 (ebook)

Al video si accennò solo due volte.
Una quando Arjun chiamò Sree e Anita il re e la regina del porno. Lo disse con disinvoltura e venne accolto allo stesso modo, come parte della conversazione. A quanto pare Sree e Anita incoraggiavano quell'atteggiamento.
Dopo un po' sentii Sree parlare della madre di Anita, della sua politica di stretta sorveglianza che impediva loro di avere un minimo di intimità e men che meno una stanza; non si spinse, comunque, fino all'estremo, cioè a cercare di accollare a lei la colpa del video. (p. 53)

Nonostante i genitori si stiano vantando in giardino della loro macchina nuova fiammante, Sree, il figlio maggiore, non scende per dare man forte o, quanto meno, per criticarla con qualche battuta. È rinchiuso in camera, parlotta al telefono e non vuole dire a nessuno cosa sta succedendo. Ma nella cittadina di Trivandrum dove «quando ti svegliavi dopo il pranzo della domenica non ti restava altro da fare che suicidarti» i segreti vengono presto scoperti. Sree e Anita, la sua ragazza, sono stati ripresi, a loro insaputa, in un momento di intimità all'aperto e il video è finito su internet: i link per arrivarci e i siti che lo ospitano si stanno moltiplicando e le famiglie dei due ragazzi vedono nel matrimonio l'unica decorosa via d'uscita. 

Nel confronto con la tecnologia in Giovane coppia si diverte all'aperto, romanzo di esordio di Aravind Jayan, non si prende la direzione prevista ovvero la riflessione su come la pubblicazione sul web sia per sempre, su come possa rovinare la vita e la reputazione. La pubblicazione del video soft-porn che riguarda Sree e Anita è l'oggetto del dirottamento, l'espediente utilizzato per ragionare sullo scontro generazionale. Perché se c'è un'idea di base che emerge dalla storia è che il modo con cui scegliamo di usare un mezzo a fare la differenza, non lo strumento in sé. 

Attraverso il punto di vista del fratello minore di Sree, voce narrante e mediatore piuttosto inetto tra le parti, assistiamo a reazioni contrapposte sulla base dell'età anagrafica dei personaggi.
I genitori di Sree reagiscono con panico, vergogna e azioni errate per contrastare quello che loro ritengono uno scandalo da cui la famiglia non potrà mai riprendersi. La madre devolve grosse somme in beneficenza nei comitati di quartiere per far sì che i pettegolezzi si plachino; il padre fa goffi tentativi per far rimuovere il video rivolgendosi alla polizia che ha ancora meno competenze – e voglia – di eliminarlo e si trincera dietro il detto che una volta su internet è per sempre. I genitori di Anita ritengono la figlia disonorata e senza alcuna prospettiva futura tanto da ricorrere ad appostamenti per convincere la famiglia di Sree a obbligarli a un matrimonio riparatore

Dall'altro punto di vista, la vicenda non ha niente di irrisolvibile. Anita non disdegna di fare un autografo a qualche buontempone che l'ha vista nel video; Sree incoraggia le battute sulla loro carriera nel porno; insieme trovano uno sfogo artistico che parte dalla loro disavventura. I danni più grossi derivati da questa situazione sono proprio le azioni dei genitori che esasperano la vicenda e le fanno assumere un peso maggiore di quanto in realtà non abbia. "Queste non sono conseguenze. È la gente che è scema" dichiara Sree a suo padre quando insiste per il matrimonio. Anche i comportamenti del fratello lo imbarazzano più della reazione delle persone intorno a loro. Essendo anagraficamente vicini ci si aspetterebbe una maggiore intesa, ma lui è conteso tra le due visioni e non riesce a fare bene né in una direzione né nell'altra. Non c'è punto di incontro: i giovani vorrebbero l'accettazione di una circostanza poco piacevole, certo, ma che se lasciata sgonfiare non porterà strascichi; i genitori vorrebbero pentimento e desiderio di rimediare al danno senza condizioni.
Il romanzo non mira a sminuire le conseguenze, in molti casi tremende, della pubblicazione di materiale sensibile su internet. I casi di bullismo online e revenge porn fanno parte della cronaca a ogni latitudine. Il punto è che nessuno strumento è buono o cattivo di per sé, ma serve educazione nell'utilizzo.

Mi domandai se, in fin dei conti, non fossimo insignificanti, se non avessimo ingigantito quella storia che in realtà era un niente con zampette da millepiedi che non l'avrebbero portata da nessuna parte. (p. 207)

Chi non è nativo digitale non comprende fino in fondo la tecnologia e trova più facile demonizzarla e lamentarsi dei mores della gioventù, con una sfumatura di luddismo nell'affermare che quando non c'erano tutte queste diavolerie si viveva meglio. Sree e Anita non hanno fatto nulla di digitalmente irresponsabile, tanto che sui commenti social c'è chi ride pensando al caso che si è montato per una semplice camporella, ma unendo gli aspetti culturali, di rispetto e di casta della società indiana ci sono tutti gli elementi perché la vicenda diventi un dramma familiare irreparabile. Bisogna solo sperare che il solco creatosi non sia troppo profondo, che un nuovo scandalo arrivi a spostare i riflettori e che internet, che ha creato le distanze, possa intervenire per ricucire i rapporti.

Giulia Pretta