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Nimona non è l'eroina science fantasy che meritavamo, ma quella di cui avevamo bisogno

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Nimona

di ND Stevenson
Bao Publishing, 2016

Traduzione di Leonardo Favia

pp. 280
€ 22,80 (cartaceo)
€ 12,99 (ebook)

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Le fiabe ci accompagnano dall’infanzia, sono praticamente la prima forma di lettura a cui ci approcciamo, e insieme ai mondi incantati nei quali ci addentriamo, fatti di cavalieri, streghe, fate, draghi e pozioni magiche che impariamo a conoscere riconosciamo anche sin da subito l’esistenza di una dicotomia ben precisa che popola l’universo del fiabesco, e che ci aiuta ad orientarci e a sviluppare sin da subito una nostra etica: esistono i buoni ed esistono i cattivi. In Nimona coesistono universo fiabesco e immaginario epico-cavalleresco, fusi con una vena moderna che reimmagina il mondo degli eroi, dei cavalieri, delle armi e degli amori che era così caro ai nostri Ludovico Ariosto e all'Agilulfo del Cavaliere inesistente calviniano, mescolando elementi fantascientifici, come esplosioni, armi di ultima generazione e strumenti di robotica, che ne fanno un interessante graphic novel che rientra a pieno titolo nel genere dello science fantasy, rinnovandone le convenzioni.

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Attraverso brevi capitoli e un incipit in medias res, assistiamo all'incontro tra Nimona, ragazzina dai capelli rossi dalle misteriose origini e dalla sete di sangue e anarchia, e Sir Ballister Cuorenero, ex cavaliere dell'Ente, organo addetto al controllo della pace nel Reame, dotato di un braccio artificiale che rimpiazza quello che gli è stato tagliato via dalla sua nemesi nonchè ex amante, Sir Lombidoro, primo cavaliere dell'Ente. Insieme a Nimona, che si autoproclama sua aiutante, Sir Ballister diffonde il panico nel regno per tenere alta la sua nuova posizione di nemico pubblico n.1, spesso disseminando il panico nel mercato generale, o facendo esplodere edifici, e il più delle volte in maniera goffa e accidentale provocando danni insieme a Nimona, che scopriamo ben preso essere una creatura mutaforma dalle doti inspiegabili. Nimona riesce infatti assai facilmente a plasmare la materia del proprio corpo e a trasformarsi in qualsiasi cosa, un drago, un rinoceronte, una balena, e ad assumere anche le sembianze di qualcun altro per trarre in inganno, corrompere, manipolare e sottrarre informazioni illecite. 

Le "marachelle" commesse da Nimona e Ser Ballister prenderanno pian piano piede assumendo proporzioni incontrollabili, al punto che l'Ente, sotto l'egida della severa e algida Direttrice, intuisce in Nimona un potenziale pericoloso e devastante che è necessario arginare affinchè l'equilibrio nel Reame possa essere tenuto a bada. Nel frattempo, per destabilizzare il potere dell'Ente, Ballistair e Nimona mettono in atto un piano di diffusione di un virus, diffondendo false informazioni sull'Ente, accusandolo di essere responsabile della malattia che si annida tra la gente del Reame, e sollevando l'insoddisfazione del popolo verso l'Ente, che a sua volta è ritenuto responsabile di manipolare le informazioni e di tenere sotto scacco la libertà del popolo, reprimendo le forme di ribellione con le milizie e le repressioni sanguinolente. Questo aiuterà Ballister e Nimona a diventare due antieroi, osannati dalla folla, e per questo obiettivi da eliminare per la Direttrice, le cui mire politiche restano oscure e superiori.


A mediare in questo scontro di potere interverrà Ser Lombidoro, con il quale Ballister si trova a scontrarsi costantemente sul piano ideologico e al quale è legato da un amore mai sopito, che cercherà di intervenire a favore di Ballister e al contempo lo spingerà ad intuire che dietro la facciata di ragazzina mutaforma ribelle e temeraria di Nimona, possa nascondersi una mostruosità più antica, indomabile e malvagia, che va frenata e soppressa affinché gli equilibri tra ciò che viene considerato il Bene che si contrappone al Male possano essere ristabiliti.

La cosa che trovo più affascinante delle narrazioni sul mostruoso nella cultura popolare degli ultimi anni è l'attenzione verso il concetto di "mostro", che ne esaspera il significato fino a fare emergere la fragilità simbolica del concetto. Disney con il recente Bruno, o Dreamworks con Shrek, o per parlare di titani, la rivisitazione empatica che è stata fatta di Godzilla nell'ultimo remake, così come quella di King Kong per mano di Peter Jackson, ci stanno educando a guardare all'Altro non più come a un essere irrazionale spronato dalla bestialità, dalla sete di sangue e dalla voglia di distruggere, quanto piuttosto a una metafora di un'entità che agisce mettendo in atto parametri etici che divergono dalla Norma, la quale spesso coincide con il potere e la velleità di repressione della diversità.

Per questo è giusto leggere Nimona e la sua mostruosità, intrinseca in un corpo che può diventare qualunque cosa e che per questo spaventa e va represso dal sistema, con occhi queer, tenendo conto che l'autore ND Stevenson, diventato famoso proprio grazie a Nimona che nasce come webcomic e che viene poi pubblicato nel 2017 come graphic novel, ha già lavorato come animation producer per She-Ra e le principesse guerriere, serie animata Netflix che è il remake dell'omonima serie degli anni '80, e che in questa nuova veste si fa portavoce di un nuovo immaginario dell'animazione, che include personaggi LGBTQIA+ e tocca tematiche come il femminismo, l'ecocritica e le differenze di genere. 

Allo stesso modo, Nimona è da poco diventato un film d'animazione per Netflix, diretto da Nick Bruno e Troy Quane, con le voci di Chloe-Grace Moretz (Nimona), Riz Ahmed (Ballister) e Eugene Lee Yang (Lombidoro), e con le voci di altri personaggi pubblici della cultura queer contemporanea, come RuPaul e Indya Moore (Angel della miniserie Fox di Ryan Murphy, Pose), e nonostante alcune profonde variazioni narrative che differiscono dal fumetto e che ho ritenuto interessanti, e nonostante l'aspetto grafico non mi abbia particolarmente accattivato avendo preferito il character design del fumetto di Stevenson (soprattutto quello di Lombidoro che oggettivamente nel fumetto è un gran figo in armatura e con i capelli biondi all'aura sparsi, non me ne voglia Netflix), riesce a mantenere alta la qualità del soggetto originale, regalandoci una storia di avventura, resistenza e inesausta ribellione. 

Matteo Cardillo