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Cosa c'è davvero dentro, sotto il "va tutto bene", oltre il dolore: "Balena" di Giulia Muscatelli

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Balena
di Giulia Muscatelli
nottetempo, 21 ottobre 2022

pp. 168
€ 15,50 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Papà ha il suono della complicità, della confidenza, della vicinanza e quindi dell'abitudine. (p. 102)

Balena è un romanzo di pieni e di vuoti: ci sono emozioni che colmano così tanto la protagonista da tracimare e ci sono assenze tanto brucianti da mancare per sempre, senza che possano essere riempite. Le primissime pagine del romanzo autobiografico di Giulia Muscatelli, raro esempio di esordio misuratissimo e ben calibrato, sono già dense di vita e di morte: cosa significa, infatti, sopravvivere al proprio padre, morto in un incidente? Domenico Muscatelli, quarantenne non semplice da descrivere, ex direttore del Piemonte sportivo, ha popolato i primi undici anni di Giulia, facendole sentire il suo amore incondizionato di padre, ma anche lasciandole percepire i suoi momenti più cupi e pensosi. Tanti piccoli e grandi ricordi affiorano senza patetismi, volti a spiegare cosa ha reso tanto speciale un padre non perfetto, ma autentico, e forse proprio per questo idealizzato. Ora Giulia può prendere il suo posto a tavola, ma non ci sarà sera senza che pensi al fatto che suo padre non voleva che lei lo fissasse mangiare: 

Credevo che mio padre volesse tenermi lontana dai chili in eccesso per una pura ragione di salute, ma presto ho capito che il peso che voleva evitarmi non era quello di un corpo grande bensì quello della società che quel corpo lo giudica. (p. 58)

Eppure quei chili arrivano; e a scuola, manco a dirlo, piovono i primi insulti e il soprannome "Balena" si attacca a Giulia senza pietà. Anna e Gaia, compagne di classe filiformi, sono le più implacabili nel prendere in giro Giulia allo sfinimento e nell'architettare scherzi pesantissimi, che sfociano in veri e propri atti di bullismo. In un'epoca in cui si parlava poco o niente di bullismo, le tutele erano molto limitate e persino i genitori non sapevano come agire. Se aggiungiamo che Giulia non voleva in alcun modo preoccupare sua madre, già presa tra due lavori e i debiti da saldare, la casa da conservare a qualsiasi costo, capiamo come i comportamenti dei compagni non facciano che innescare un dolore sordo nella giovanissima protagonista. E ancora oggi, che sono passati vent'anni da quegli eventi, la narratrice non può fare a meno di commentare gli strascichi di quegli anni, dall'alto di una maturità che non ha però dimenticato cosa significhi sentirsi rifiutati dal mondo. E non mancano le riflessioni sulla nostra contemporaneità, che tanto ha iniziato a fare per la Body Positivity, sì, ma non è ancora arrivata a costruire serie tv, film e libri con protagonisti sovrappeso che non hanno come obiettivo accettarsi o dimagrire sorprendentemente. 

Mentre Giulia si trova a fare i conti con questi episodi che la emarginano ancora di più in classe, l'equilibrio anche a casa è difficile da trovare. Cosa accadrà, allora? Seguiamo costantemente la protagonista con il fiato sospeso, con grande desiderio di abbracciarla per quel suo "sentire" la vita amplificato, costantemente messo in gioco e sballottato dagli imprevisti. Percepiamo il suo bisogno d'amore e di vicinanza e confidiamo che il futuro, poi, porti un po' di meritata serenità. 

Tra passato e presente, Balena è un memoir decisamente toccante, coraggioso come lo possono essere certe scritture autobiografiche che non hanno alcun bisogno di finzioni o di veli per nascondersi. Ed è in questa nudità della scrittura, sciolta e commossa, che trovo tutta la bellezza di un testo che non vuole muovere al pianto e che eppure commuove, non vuole farsi manifesto di nulla, eppure esplicita pensieri potentissimi. Un libro da leggere per uscire dalla propria lagnanza egocentrica e imparare di nuovo a sentire: vi si offrirà una persona bellissima, che ha scelto di non rinnegare il suo passato, ma - anzi - di farne narrazione consapevole. 

GMGhioni