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«Fintanto che viene raccontata, una storia resta viva»: "Il morso della vipera", di Alice Basso

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Il morso della vipera
di Alice Basso
Garzanti, luglio 2020

pp. 302
€ 16,90 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Avere vent'anni nella Torino del 1935: non è semplice, senza dubbio, soprattutto se sei donna e l'idea di sposarti e avere sei figli non ti attira così tanto. Se aggiungi che sei anche avvenente, le cose si complicano: Anita Bo non pensa neanche per un momento di aiutare nella tabaccheria di famiglia, ma un lavoro vorrebbe trovarlo. È pur sempre una valida scusa per vedere il mondo e ritardare il momento in cui diventerà la moglie di Corrado e dovrà calarsi nel ruolo di madre che tanto lui desidera. L'unico annuncio possibile, vista la carriera scolastica non proprio brillante (per usare un eufemismo) di Anita, riguarda un ruolo come dattilografa presso la rivista "Saturnalia", che propone perlopiù racconti gialli d'oltreoceano. E, dunque, come fa questa rivista a restare aperta in epoca fascista? Perché in ogni numero esce anche una puntata del commissario Bonomo, che impersona tutte le caratteristiche "migliori" del fascista perfetto. Queste storie vengono scritte dal redattore e nuovo capo di Anita, Sebastiano Satta, che lei chiama con disprezzo Satta "Coso", ma la verità non è tutta quella che si mostra sulla pagina, né quella che si mostra al regime.
Non ci vuole molto perché Anita scopra che dietro i racconti si nasconde altro: innanzitutto, proprio come le diceva la sua amica Clara, assidua lettrice della rivista, i gialli sono piacevoli e la serialità aiuta a tenere alta la suspense. Pulp, hard-boiled sono parole che prima Anita non aveva mai sentito nominare, ma presto capirà che c'è tutto un mondo dentro quei racconti, e «sono storie che mostrano lo sporco sotto il tappeto. Mai Anita avrebbe detto che lo sporco sotto il tappeto potesse essere così appassionante» (p. 68).  
Passare da passiva dattilografa a lettrice a caccia di una nuova storia è un attimo: presto Anita vive e commenta le storie via via che Satta le traduce e gliele detta, mentre qualche doppio fondo riemerge, prepotente, e sembra mettere in dubbio l'anima fascista del suo capo. Ma come è possibile, visto che è fidanzato con la figlia di uno dei fascisti più influenti di Torino? Anita non si è mai particolarmente interessata di politica, ma ha sempre avuto una battuta pronta da condividere con Clara per criticare questa o quella trovata del regime, e non sempre a bassa voce. 
Negli anni Trenta avere le proprie idee e affermarle non è per niente semplice, né privo di rischio - anzi! Ecco perché le cose si complicano, quando Anita e Satta assistono a una brutta vicenda: un'anziana viene portata via, perché ha osato protestare alla celebrazione di un presunto eroe di guerra, da lei invece accusato di essere stato l'assassino di sua figlia. Dove sta la verità? Indagare vuol dire giocare col fuoco, fidarsi l'uno dell'altra, rischiare di essere pedinati, o peggio! Eppure il richiamo della verità si fa sempre più pressante e Anita si dimentica di tutto il resto: dei pericoli, di Corrado, del tempo che ticchetta, delle raccomandazioni materne e anche della prudenza. 
In questo nuovo romanzo, Alice Basso ci propone una nuova protagonista, che ha molte caratteristiche differenti dalla sua Vani Sarca, ma che ha in comune con lei la decisione e l'ironia nel guardare al mondo. Un'ironia più casta e meno caustica, ma ugualmente d'impatto. E poi Anita ha un suo stupore verso gli altri e una sua curiosità, un'empatia che Vani vuole invece a tutti i costi reprimere. Tra le sue scoperte, sicuramente quella della lettura: in questo primo romanzo, vediamo un'Anita sconvolta dalla passione per il giallo, il mistero, gli intrighi. E, come sempre, Alice Basso coglie l'occasione per trattare di generi letterari e farci entrare, senza che ce ne accorgiamo, nei meccanismi di una rivista degli anni Trenta, alle prese con la censura, da un lato, e con la voglia di essere liberi di proporre quel che si vuole, dall'altro. 
Che cosa accadrà ad Anita? Alice Basso ci tiene in sospeso nelle ultime pagine, non tanto sul giallo che la protagonista ha vissuto in prima persona, ma sulla sua vita privata: questa giovane e forse inconsapevole ribelle accetterà di lasciarsi "ridurre" a quella figura di donna tanto caldeggiata dal regime? 
Mentre aspettiamo il prossimo capitolo delle sue avventure, una menzione va sempre ad Alice Basso, che con stile lieve e scorrevolissimo ci presenta una nuova protagonista che è impossibile non amare. 

Gloria M. Ghioni