martedì 28 maggio 2019

Una chiacchierata con Julio Cortázar: “L’altro lato delle cose”

L'altro lato delle cose. Intervista
di Julio Cortázar 
 a cura di Tommaso Menegazzi
Mimesis, 2014
Collana: Ispanismo Filosofico

pp. 89
€ 10,00 (cartaceo)



Con la trentaduesima edizione del Salone del Libro di Torino a omaggiare Julio Cortázar – titolo del SalTo 2019 è infatti Il gioco del mondo, traduzione italiana di Rayuela, il romanzo più noto dello scrittore argentino – non sarà di troppo spendere qualche parola riguardo a un breve libro-intervista uscito nel 2014 per i tipi della casa editrice Mimesis e dedicato a quest’autore: L'altro lato delle cose
Non un'intervista qualsiasi, ma la trascrizione – la cui traduzione si deve a Tommaso Menegazzi,  che compare anche in qualità di curatore del volume – di un affascinante documento audiovisivo che risale al 1977, ancora rintracciabile e fruibile nelle maggiori piattaforme web che consentono la visualizzazione di contenuti multimediali ma, all'epoca, trasmesso dalla Radiotelevisión Española all'interno di un programma culturale diretto da Joaquín Soler Serrano: A fondo.

Quella che il presentatore portò in scena, invitando questo importante ospite nel suo salotto televisivo, fu una chiacchierata-fiume di oltre due ore, una passeggiata nei territori della finzione di quel «grandissimo cronopio» che scosse dalle fondamenta la narrativa latino-americana e mondiale e che declinò in maniera originalissima il genere fantastico. Un genere che, nella visione cortazariana, è un modo di intendere la realtà e non un'evasione prettamente letteraria verso una dimensione “altra”, ovvero si tratta di quell'«alternativa gnoseologica» – di cui parlò un grande critico come Jaime Alazraki – attuata attraverso strumenti conoscitivi che non si basino solo su un’ottica rigidamente logico-causalistica ma che  guardino invece a un approccio “creativo” nei confronti dell’esistente:
J.C.: [...] Detto in altro modo, il fatto che accadessero cose fantastiche nei libri, o che potessero succedere a me, era un fatto che accettavo senza alcuna protesta e senza alcun tipo di scandalo. Tuttavia, mi trovavo già avvolto in un sistema sociale in cui tutto ciò era scandaloso e la cui portata subiva una sorta di riduzione razionale, mediante affermazioni come «È una casualità, una coincidenza», oppure «No, è un’eccezione». Tutti modi di respingere ciò che ti sta minacciando da un punto di vista diverso da quello della logica tradizionale. Come vedi, Joaquim, la mia concezione del fantastico non è poi così differente da quella del reale, perché nella mia realtà il fantastico e il reale si confondono quotidianamente.
J.S.S.: A volte il fantastico è la faccia nascosta della medaglia, altre volte ne è la faccia più visibile.
J.C.: Sì, è esattamente così.
Durante questa lunga intervista, Cortázar, con l'immancabile sigaretta tra le dita, si racconta partendo dagli anni dell'infanzia, dalla lettura di Verne e di Poe e dai primi tentativi di scrittura sino alla stesura e alla pubblicazione delle opere che lo resero celebre. Una narrazione che si snoda a partire da Presencia (1938) e Los reyes (I re, 1949) passando per le grandi raccolte di cuentos e i romanzi sino ai famosi libri-almanacco: La vuelta al día en ochenta mundos (Il giro del giorno in ottanta mondi, 1967) e Último round (Ultimo round, 1969).
Ma l'importanza di questo documento, ciò che lo rende imprescindibile tanto agli occhi degli appassionati quanto a quelli di studiosi e specialisti, risiede nel modo in cui l'autore argentino svela, durante un dialogo informale con l’intervistatore, il proprio modo di lavorare, le esperienze di vita e gli aneddoti che influirono sulla nascita di molte delle idee al centro delle sue opere, la sua esperienza come traduttore, l'amore per il jazz e la boxe, l'incessante búsqueda linguistico-letteraria che ne animò la produzione.

Il volume è inoltre impreziosito dal saggio introduttivo di Menegazzi, «Alla ricerca dello swing. Ovvero come fare letteratura col martello», scritto illuminante che ha il pregio di illustrare in modo chiaro i punti centrali della teoria letteraria (e metafisica) dello scrittore argentino e, con uno stile agile, di rendere edotto il lettore a proposito di quella distruzione creatrice, «morfogenetica», che informò la sperimentazione di Cortázar e costituì la sua personale risposta alla «presunta struttura cristallina di quel logos che l’Occidente, a partire da Socrate e Platone, si è imposto come il pilastro imprescindibile per la costruzione di qualsiasi discorso di verità».

Un piccolo libro la cui pubblicazione è un atto d’amore nei confronti dell’opera di uno dei giganti della letteratura della seconda metà del Novecento e che non può mancare nella biblioteca di tutti gli appassionati di narrativa ispano-americana.

Nike Gagliardi




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Tutti vorremmo ascoltare i nostri scrittori preferiti raccontarci la storia della loro vita, il loro personale percorso tra le pagine della letteratura, conoscere la scintilla alla base della creazione delle loro opere. In qualche caso, diviene possibile: "L'altro lato delle cose" è la trascrizione di una lunga intervista (oltre due ore) che Julio Cortázar rilasciò nel 1977 alla televisione pubblica spagnola e che ne ripercorre la parabola esistenziale sin dalla nascita accidentale nella Bruxelles del 1914, conducendoci per mano attraverso le pagine delle sue opere più importanti. Curata da Tommaso Menegazzi per #mimesis, si tratta di un documento di inestimabile valore, ora disponibile anche in italiano, in grado di accompagnarci e guidarci alla scoperta di uno dei giganti della letteratura ispano-americana. #juliocortazar #laltrolatodellecose #letteratureispanoamericane #interviste #booklover #bookalicious #bookstagram #books #libri #libridaleggere #librichepassione #letteraturaispanoamericana
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