giovedì 24 maggio 2018

#PagineCritiche - "In Italia violare la legge conviene" (Vero!)

"In Italia violare la legge conviene" (Vero!)
di Piercamillo Davigo
Laterza (collana Idòla), 2018

pp. 90
€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (e-book)



Quando ho visto che per Laterza sarebbe uscito un libro dal titolo In Italia violare la legge conviene (Vero!) mi sono ritrovata a pensare che sarebbe stato il solito pamphlet pieno di luoghi comuni, poi ho scoperto che l'autore era il magistrato Piercamillo Davigo, così mi sono precipitata a leggerlo, certa che avrei scovato delle nozioni nuove e interessanti. E così è stato.

Piercamillo Davigo, presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione ed in passato presidente dell'Associazione nazionale magistrati, ha già pubblicato per Laterza diversi volumi, come La giubba del re. Intervista sulla corruzione (con D. Pinardi, 2004), Processo all'italiana (con L. Sisti, 2012) e Il sistema della corruzione (2017), e si è cimentato questa volta con un volumetto dal linguaggio assai chiaro e comprensibile anche per i "profani" del diritto.

In Italia violare la legge conviene (Vero!) è suddiviso in capitoli corti e di agevole lettura che spiegano e motivano le ragioni della scarsa convenienza all'onestà nel Bel Paese. A tal proposito, emblematico è questo passaggio:
In Italia la situazione al riguardo è addirittura paradossale perché esiste una subcultura diffusa secondo cui a violare le leggi sono i furbi, e a rispettarle sono i fessi! Esiste una lunga tradizione volta a cercare di convincere le persone che non conviene osservare le regole. Qualche esempio? I condoni (in materia edilizia, in materia fiscale, ecc.) sono atti attraverso i quali viene perdonato chi ha violato la legge senza - di solito - apprezzabili conseguenze. E si tratta, appunto, di un costume tipicamente italiano (p. 9).
Quello che più mi ha colpito è stato il paragone col sistema giudiziario anglosassone, paragone dal quale l'Italia esce inevitabilmente perdente sia per l'esorbitante numero di avvocati che esercitano la professione nel nostro Paese (223.842 unità, contro le 180.667 di Inghilterra e Galles) che per la durata dei nostri processi (532 giorni per la definizione del giudizio di primo grado a dispetto di una media di 237 giorni). 

Dalla lucida analisi delle falle del nostro sistema giudiziario emerge come l'eccessivo protrarsi nel tempo di un giudizio civile o penale non agevola chi ha ragione, o meglio: non sussistono differenze adeguate che scoraggino dall'agire o resistere in giudizio sapendo di avere torto.

Quando poi Davigo delinea con una prosa efficace e tagliente il perché in Italia ci sia una convenienza maggiore nel non pagare le imposte piuttosto che nel farlo, davvero ci si ritrova a scuotere la testa sconsolati:
La triste realtà è quindi che, in Italia, i pochi che pagano (dipendenti, pensionati, ma anche le tante persone perbene che ci sono tra gli imprenditori e i liberi professionisti) pagano moltissimo e per tutti (pp. 33-34).
In Italia violare la legge conviene (Vero!) è un libro che davvero non lascia indifferenti per vari motivi, primo su tutti perché ci costringe a osservare con oggettività i tanti (decisamente troppi!) problemi del nostro sistema fiscale, giudiziario, burocratico e politico, poi perché confronta il nostro Paese con delle realtà assai più funzionanti, ma non lo fa per puro gusto esterofilo, bensì per consentirci di comprendere quanto in Italia ci si sia assuefatti ad un'idea di normalità che sfugge a tutte le regole, e che non possiede alcun carattere di regolarità, ma che si fatica a riconoscere.
Forse leggere il volumetto di Davigo aiuterà a risvegliare quelle coscienze sopite da troppo tempo, ed a domandarci se sia davvero questo il Paese che ci meritiamo e che sognavamo, perché di lottare per le giuste cause non si dovrebbe smettere mai.

Ilaria Pocaforza