venerdì 9 febbraio 2018

«Una volta risolti i vostri dubbi, non trasformatevi in petulanti censori degli errori altrui».

Come NON scrivere. Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano
di Claudio Giunta
UTET, 2018

pp. 328
€ 16,00 (cartaceo con ebook incluso)


“Questa è bipolare!” 
Lo hanno detto ad alta voce, sul treno, quando in un'oretta di tragitto ho prima riso, poi mi sono impensierita, quindi ho preso appunti come una forsennata nei fogli di guardia e via così. Più che impazzita, ero immersa in Come NON scrivere, il nuovo libro di Claudio Giunta, che è una specie di manuale del NON: non prescrive, non bacchetta, ma soprattutto non annoia e non resterà inerte nella libreria dopo aver letto le prime pagine. Ho provato a spiegarlo ai viaggiatori seduti vicino a me, ma da come mi hanno guardato azzannando un panino ho capito che erano tipi da vendere il libro di grammatica il giorno dopo gli esami di terza media. 
Dunque, ho continuato a leggere e, qualche volta, avrei anche commentato un “vai così!” mulinando il braccio, se solo non avessi rischiato il TSO. Il fatto è che da ex studentessa avrei sempre voluto incontrare sul mio percorso un libro così; e da insegnante, oggi, ho il gran pregio di poter portare in classe questo lavoro utilissimo ma con il sorriso sulle labbra, senza snobismo e con tanta voglia di essere davvero d'aiuto. 

Alla base, tre pilastri fondamentali per qualsiasi scrittura: impegnatevi, scrivete chiaro e badate ai contenuti, le parole verranno da sé (sì, ok, è il precetto catoniano, ma gli altri due? Non immaginerete mai a chi si rifà Giunta per denominare queste due "leggi").
Premessa fondamentale è l'ordine: anche l'occhio vuole la sua parte, soprattutto se deve leggere un testo articolato. Dunque, ben vengano le impaginazioni corrette, l'uso di font e di dimensioni accettabili,... Ma si entra nel cuore della trattazione quando si parla di chiarezza, nella forma e nei contenuti, contro l'antilingua e la presunta eleganza che ha portato per anni gli insegnanti a sostituire "andare" con il più ricercato "recarsi". D'altra parte, questa lotta contro la lectio difficilior a tutti i costi è ancora durissima: ci ostiniamo a "indossare l'abito della festa" quando scriviamo, a rendere il nostro italiano lontano dal parlato per legittimare il nostro scritto. E persino i libri di testo sono spesso contorti, sfuggono al principio della divulgazione chiara (non semplicistica, ovviamente) con una sintassi arzigogolata, difficile da comprendere, o con uno stile grigio che annoia. 
Per non annoiare, Giunta suggerisce il giusto miele sui bordi del bicchiere con la medicina: incipit creativi, non scontati, qualche volta spiritosi, in grado di invogliare il lettore a proseguire. In fondo, anche se a scuola i professori sono costretti a leggere i temi, perché obbligarli ad annoiarsi su testi piatti? Gli esempi ci sono, positivi e negativi: la selezione operata da Giunta è decisamente efficace (anche da proporre a una classe liceale) nel mostrare come si apre, si argomenta e si chiude un testo. 
Passiamo oltre il capitolo sulla punteggiatura, utile e svelto, ma probabilmente già affrontato a scuola; e corriamo allo spazio concesso alla sintassi, con spunti che riguardano la prosodia, la paragrafazione, l'uso di frasi nominali, di doppie negazioni, rime e bisticci,... Tantissimi consigli fondamentali, con esempi altrettanto incisivi, che hanno il pregio assoluto di restare in mente alla prima lettura. 
Per i lettori universitari, poi, schede sintetiche e pratiche su come citare, come preparare bibliografia e presentare tesi e tesine: l'onestà intellettuale e l'utilità prima di tutto! È invece meglio abolire frasi esornative e ridonanti, per non parlare dei presunti sfoggi di cultura: 
La cultura è una bella cosa, ma è un po' come l'argenteria: se la si possiede è meglio tenerla un po' nascosta, non sfoggiarla a ogni occasione (p. 179).
Quanto allo stile - forse l'ambito più difficile su cui dare consigli -, è sempre bene aprire gli occhi sulla nostra realtà, che può offrire ottime ispirazioni per vivacizzare la prosa. Giunta mette al bando tanti pregiudizi usati come dictat nelle scuole: le ripetizioni non sono il male assoluto, possono anzi aggiungere qualcosa allo stile; la forma personale e impersonale della scrittura è variabile; l'arma a doppio taglio delle domande retoriche;... E soprattutto: "se non riuscite a essere leggeri, cercate almeno di non essere pesanti" (p. 223), né retorici o criptici. Ci vuole misura in tutto: nel citare in altre lingue straniere, nell'uso/abuso di corsivo, neretto, maiuscole,...

Insomma, nella scrittura ci vuole buonsenso? Certo. Anche i grandi sbagliano, e Giunta non si fa problemi a tirar giù dal trono saggisti, giornalisti, accademici; trovano una sorte migliore, invece, gli scrittori, che perlopiù sono citati come esempi di fantasia e brillantezza formale.
Bene, lo ammetto: sono stata molto fortunata a finire la mia lettura a casa, lontana da occhi giudicanti, perché le Appendici sono di un'ironia puntuta e raffinata, e l'esemplificazione di quanto formalizzato prima è tanto acuta quanto pratica. Ed è anche per questo che porterò il libro in classe, a costo di passare per "matta" (loro non sanno ancora il significato di "bipolare"). 

GMGhioni


Utilissimo, ironico, pragmatico: il nuovo #ComeNONscrivere di #ClaudioGiunta, appena uscito per @utetlibri, fa bene alla mente del lettore e alla penna rossa degli insegnanti. In fondo, se non si riuscirà mai a creare un manuale di scrittura esauriente (né avrebbe senso avere questa pretesa), si può almeno consigliare (a volte perentorialmente) cosa NON scrivere, che ne dite? Tra scelte di stile, errori di ortografia e sintassi, gioie e dolori di incipit e conclusioni, citazioni, bibliografia,... Un libro brillante, piacevolissimo per chi deve scrivere per motivi di studio o di lavoro, ma anche per chi insegna, perché il libro è ricco di esempi scelti con grande cura, riproponibili in classe. Insomma, secondo @gloriaghioni, imperdibile! Presto la recensione sul sito! #UTET #criticaletteraria #bookstagram #bookish #bookaddict #bookworm #instalibri #instawrite #scrittura #ioscrivo #scrivere #scrittore #manuale #daleggere #consigliodilettura #preview #inarrivo #inlibreria
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