sabato 26 agosto 2017

#CriticaLibera - Alberto Paleari, "Verso la montagna sacra. In cammino da Orta al Sacro Monte di Varallo"

Verso la montagna sacra
In cammino da Orta al Sacro Monte di Varallo
di Alberto Paleari
Monterosa Edizioni, 2017

pp. 144
€ 22,50




Il racconto di un’escursione in un ambiente spettacolare come le colline sovrastanti il Lago d'Orta è di per sé qualcosa di estremamente interessante; i sentieri che da Orta portano al Sacro Monte di Varallo, che si snodano fra boschi e piccoli, caratteristici paesi che hanno come sfondo il Monte Rosa, invitano il lettore ad armarsi di cartina geografica e a pianificare una visita a questi luoghi ricchi di fascino.
Se poi il racconto di viaggio è opera di Alberto Paleari, allora il lettore, prima di spiegare la cartina e caricare lo zaino, si accomoderà in poltrona e si immergerà nella lettura di una storia che va ben oltre le indicazioni di percorso.

Paleari, grandissimo narratore - caratteristica che Pontiggia ritrovava in tutti i grandi scrittori -, accompagna il lettore lungo l'itinerario arricchendo la descrizione del paesaggio con citazioni letterarie e cenni storici, e illustrando in modo meticoloso e puntuale le innumerevoli opere d'arte sacra che impreziosiscono ogni chiesa, oratorio o semplice cappella votiva presenti sul territorio. La sua capacità sta proprio nel fare in modo che il lettore in nessun momento percepisca un atteggiamento didascalico o professorale: tutti gli elementi aggiuntivi che Paleari immette nel testo si integrano perfettamente con il narrato, arricchendolo e dando l'impressione di ascoltare una storia raccontata di persona in un ambiente intimo, familiare e rassicurante.
Mai vi è una citazione letteraria fuori luogo: da Cechov a Rodari, da Pavese a Vassalli, l'impressione è che ognuna di esse sia non solo appropriata ma addirittura necessaria, che senza di esse il testo risulti incompleto.

Lo stesso vale per le incursioni nella storia antica e recente: la Valsesia è stato un importante teatro della Resistenza, nelle colline intorno al Lago d'Orta operò, fra le altre, la formazione garibaldina guidata da Cino Moscatelli; la digressione operata da Paleari nel raccontarne le gesta contribuisce a rendere l'ambiente descritto più vero, proprio perché visto come palcoscenico di vicende umane. Allo stesso modo, anche i cenni alla mitologia greca, alla caduta dell'Impero Romano d'Oriente o il racconto di eventi legati al periodo della Riforma luterana risultano perfettamente funzionali alla descrizione della ricchezza artistica di questo territorio.

Valsesia e arte sacra costituiscono un binomio perfetto: non solo perché, come già notato, il territorio è disseminato di opere di indubbio valore, ma proprio perché qui nacquero e operarono moltissime famiglie dedite alla decorazione degli edifici di culto. Valsesiani erano Gaudenzio Ferrari, Lorenzo Peracino, Giovanni d’Enrico e soprattutto suo fratello Antonio, meglio noto come Tanzio da Varallo (di cui Paleari ha scritto ne L’angelo che scese a piedi dal Monte Rosa); inoltre, presso il Sacro Monte di Varallo Sesia operò Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, allievo di Ferrari.
E l’arte sacra, difatti, costituisce buona parte di quanto descritto in questa guida, che oltre ai sentieri e alle stradine illustra, con la semplicità del vero appassionato e la lucidità del grande osservatore – giacché Paleari precisa di non avere le competenze del critico d’arte – i mille capolavori incontrati lungo il cammino, cogliendone particolari mai scontati e inserendo ogni opera entro il proprio contesto storico e culturale, proponendo addirittura una lettura della dimensione estetica del Cattolicesimo, elemento che altre confessioni non hanno oppure hanno perso.

Che il soggetto sia l’arte sacra, la montagna o la produzione di vini pregiati, la capacità narrativa di Paleari si distingue sempre per la grande partecipazione emotiva che si percepisce dietro il testo, sempre agganciato alla realtà, ricco di particolari apparentemente banali, come piccoli contrattempi, ricordi personali, personaggi bizzarri intravisti fuggevolmente (fra tutti, la “donna grassa che scaricava dalla macchina un aspirapolvere” è un’immagine degna di David Lynch).
 

Una guida informativa e funzionale, con itinerari esposti con chiarezza e cartine ben leggibili, una serie di belle fotografie a colori, opera dello stesso autore, che restituiscono nel tutto o in singoli particolari le opere d’arte descritte, un testo che coinvolge e affascina grazie a una prosa che evoca momenti piacevoli e sereni, come se invece che da un libro le parole provenissero da una chiacchierata fra vecchi amici.

Stefano Crivelli

0 commenti: