Il ricamo
di Sigrún Pálsdóttir
Bompiani, marzo 2026
€ 19,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Sigrún Pálsdóttir, nata in Islanda nel
1967, è stata accolta dalla critica come un’autrice brillante e talentuosa.
Ne Il ricamo
unisce il romanzo storico, il viaggio di formazione e la riflessione sul valore
della memoria, costruendo una vicenda che procede con delicatezza e trasformando
la storia del suo Paese nordico in un racconto vivo e avvincente.
La protagonista, Sigurlína, è una giovane donna che vive nella Reykjavík di fine Ottocento. Il suo talento per il ricamo non è soltanto un'abilità artigianale, ma rappresenta il desiderio di creare qualcosa di bello e di affermare la propria identità. Quando decide di lasciare l'Islanda per raggiungere New York, inizia un percorso che la porta a confrontarsi con una realtà completamente diversa da quella in cui è cresciuta.
Quando Sigurlína scese quella mattina, suo padre era già andato al lavoro. Portò di sotto i lavori ad ago e li dispone sul tavolo del salotto. Una volta finito, andò nella dispensa a cercare qualcosa da offrire agli invitati, e vide i cosciotti d’agnello sul tavolo della cucina. Gli ospiti sarebbero arrivati da un momento all’altro ma non sapeva bene quando, sapeva soltanto che la carne non avrebbe potuto attendere a lungo. (p. 23)
Sigurlína arriva in una città piena di opportunità, ma anche di difficoltà, dove deve imparare a cavarsela contando solo sulle proprie capacità. Il suo percorso conosce la fatica, la solitudine e le delusioni e sebbene non sia quello di un'eroina invincibile, continua a guardare avanti senza perdere mai la curiosità che la contraddistingue.
E il viaggio è filato liscio fino a questo momento. Sono in quattro, distese nelle loro cuccette, e Sigurlína non ne può più. Bisogna proprio che salga sul ponte a prendere aria. Il corridoio davanti alla cabina è pieno di passeggeri […] percorre corridoi dopo corridoi, sale altre scale, e un’altra ancora, finché non trova un varco per il ponte superiore […] e Sigurlína cade faccia avanti e il mare le si abbatte addosso con forza. (p. 55)
Le descrizioni dell'Islanda trasmettono il fascino di una terra aspra e silenziosa, mentre quelle della New York di fine Ottocento restituiscono il fermento di una città in continua trasformazione. Il contrasto tra questi due mondi diventa il terreno ideale per la crescita della protagonista e rende ancora più evidente la personalità di Sigurlína di fronte alle vicende che vive giorno dopo giorno.
Il martedì sera Sigurlína aveva terminato tre metri, le restavano da ricamare dodici fiori. Passò tutta la notte a ricamare. Una volta completato il lavoro, la gonna venne cucita alla parte superiore del vestito e orlata. Un abito semplice ed elegante per una principessa medievale, commentò la signora Barbieri ammirando il risultato. A questo punto restava soltanto da consegnare il costume. (p. 147)
Lo stile di Pálsdóttir è elegante e
scorrevole. Il testo è diviso in sette capitoli, ciascuno dei quali si articola
in sezioni con ciascuna un proprio titolo, non mancano parole in lingua e una
pagina finale di note a cura della redazione.
Il ricamo è
un romanzo che parla di libertà e di ricerca del proprio posto nel mondo. È una
lettura piacevole, capace di unire la ricostruzione storica a una vicenda umana
credibile e ricca di emozioni, con la figura di una protagonista autentica, che
affronta il cambiamento con determinazione, sensibilità e coraggio.
Silvia Papa

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