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Gillian McAllister con "Ultime parole famose" ritorna sulle relazioni e sulle false apparenze in un thriller che mette in discussione il legame di una coppia

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Gillian McAllister

Ultime parole famose
di Gillian McAllister
Fazi, giugno 2026

Traduzione di Enrica Buretta

pp. 408
€ 19,50 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)

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L’incubo per Cam e la sua famiglia si materializza in un giorno d’estate, il 21 giugno, che per lei è anche il giorno in cui finalmente ricomincerà a lavorare e porterà la piccola Polly al nido. Suo marito Luke l’ha sempre sostenuta, ma quel giorno non è in casa, è uscito di primo mattino e le ha lasciato solo un biglietto, peraltro non molto chiaro e con delle cancellature. 

Dio santo, non riesce proprio a concentrarsi. Il libro inviato agli editori, il primo giorno intero di Polly lontano da lei e l'assenza di Luke. Le fanno provare quell'impulso strano ma familiare di controllare e ricontrollare. L'email, l'app del nido, le classifiche Kindle dei libri più venduti. Qualsiasi cosa. (p. 22)

Sulle prime Cam non ci fa caso, ma quando prova a contattarlo più tardi, senza ricevere risposta, comincia a preoccuparsi. Sarà quando la polizia verrà a interrogarla in merito al sequestro di alcuni ostaggi che tutto le sarà chiaro e le crollerà il mondo addosso.


Questo libro, giocato sull’apparenza delle cose e che nasconde un meccanismo narrativo molto ben congegnato, è l’ultima fatica della scrittrice Gillian McAllister, voce ormai ben consolidata del thriller inglese, che dopo Posto sbagliato, momento sbagliato del 2023 e Solo un'altra persona scomparsa del 2024, anche stavolta riesce a impressionare per la sua capacità psicologica nell’indagare l’animo umano, nel portarci dentro i limiti delle relazioni, oltre che per l’accurato gioco di prospettive e punti di vista. 


Il romanzo non indaga tanto il mistero che circonda il comportamento di Luke, si sofferma invece sulla domanda chiave: quanto conosciamo davvero le persone con cui condividiamo la nostra vita? Per Cam significa soprattutto rileggere il proprio legame con l’uomo che ha sposato, cercando nelle abitudini, nei ricordi e persino nelle parole del marito un significato diverso da quello che aveva sempre attribuito loro.


Non è casuale, allora, che tutto cominci proprio da un biglietto. Le parole assumono un'importanza enorme lungo l'intero dispiegarsi della vicenda. Sia Cam che Luke lavorano con le parole e sono così abituati a vivere dentro le vite degli autori o delle storie che raccontano, da trascurare proprio quelle stesse parole che possono metterli al sicuro e far vedere loro le cose in una prospettiva diversa. L’autrice lavora molto bene su questa ambiguità, sullo spazio che separa ciò che qualcuno dice da ciò che avrebbe voluto dire.


Quel fatidico giorno di giugno a Londra diventa uno spartiacque e per tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda, la vita si divide in un prima e in un dopo. È interessante che l'autrice scelga proprio un giorno apparentemente ordinario, fatto di piccoli gesti familiari e preoccupazioni quotidiane, per farvi irrompere qualcosa di inconcepibile, creando così una frattura temporale in un romanzo, che rispetto ai precedenti, segue il corso degli eventi e si dipana nel tempo fino ai sette anni successivi da quel primo giorno.


Luke smette man mano, almeno agli occhi degli altri, di essere semplicemente il marito e il padre che Cam conosce. Diventa un uomo da decifrare attraverso i suoi gesti, gli indizi e soprattutto i fatti che sembrano accusarlo. Cam si trova allora nella posizione impossibile di dover scegliere tra ciò che il mondo le mostra e ciò che lei pensa di sapere dell'uomo che ama. Ed è forse qui che il thriller di McAllister indaga su un altro tema: fino a che punto la conoscenza intima di qualcuno può essere considerata una prova?


Al punto di vista di Cam si alterna quello di Niall, il negoziatore che tenta in tutti i modi di salvare Luke e che sembra apparentemente fallire. Il suo è un importante contributo alla storia, perché anche la sua vita precipita quel giorno, visto che la relazione con la moglie Vic va in frantumi e che in seguito dovrà rimettere in discussione gesti e parole. La narrazione in terza persona adotta una focalizzazione interna alternata, seguendo di volta in volta Cam e Niall e permettendo al lettore di accedere alle loro riflessioni senza abbandonare la voce del narratore.

Niall aveva fatto rifare la cucina subito dopo che Viv se n'era andata, una di quelle decisioni impulsive prese da chi ha il cuore spezzato e pensa che una cucina nuova sistemerà tutto. È color grigio siderale, e non ha sistemato niente. (p. 251)

L'autrice gioca sulle parole e sulle impressioni, così un dettaglio apparentemente marginale può tornare molte pagine dopo assumendo tutt'altro peso, mentre una certezza costruita con pazienza può improvvisamente rivelarsi molto meno solida di quanto sembrasse. Quando finalmente tutti i pezzi trovano il loro posto, ci si accorge che molte delle risposte erano state davanti ai nostri occhi fin dall’inizio. Solo che, esattamente come Cam, stavamo guardando nella direzione sbagliata.


Samantha Viva