in

Due libri, una storia. Stessi enigmi, due sguardi diversi. L'esordio italiano di Inoue Magi con "Enigmi della porta accanto"

- -
 

 
Enigmi della porta accanto
di Inoue Magi
Casa Editrice Nord, luglio 2026

Traduzione di Federica Della Penna

pp. 416
€ 20 (cartaceo)
€ 9.99 (ebook)

Vedi il libro su Amazon

È un giallo raccontato da una doppia prospettiva Enigmi della porta accanto, in Italia romanzo d’esordio di Inoue Magi, autore di cui si possiedono davvero poche notizie. Magi nasconde infatti la propria identità dietro uno pseudonimo, alimentando così ulteriormente il mistero di questo particolare romanzo.

Dunque, il lettore che si trova tra le mani questo libro originale, deve scegliere da quale parte iniziare la lettura essendo che si troverà di fronte a due storie distinte, stampate una al rovescio rispetto all’altra: scelta la storia da cui cominciare, una volta terminata, si dovrà materialmente capovolgere il libro e ricominciare la lettura della seconda storia. Iniziare da Fratelli o da Sorelle? È del tutto indifferente e non cambia affatto il piacere della lettura o la struttura della trama. Sì, perché si tratta di una sola storia ma raccontata da due prospettive differenti, in una sorta di focalizzazione multipla, che di fatto danno vita a due romanzi distinti e collegati al contempo.

Le due storie sono ambientate in un quartiere popolare di Tokyo, Ginnami, fatto di piccole botteghe storiche a conduzione familiare che tramandano di generazione in generazione i segreti di un sapere antico: qui tutti si conoscono e vivono in una dimensione che può essere definita di solidarietà umana, lontana dalla spersonalizzazione della modernità e dell’omologazione delle grandi catene e del commercio on line. A Ginnami si resiste:

Provava davvero un amore sconfinato per Ginnami. Lì c’erano il supermercato in cui per la prima volta aveva comprato qualcosa con i suoi soldini, la farmacia in cui era corsa con Sasami a comprare le medicine quando la madre aveva avuto una febbre improvvisa, il parrucchiere dov’era andata con un po’ d’imbarazzo sempre su consiglio della mamma, il chiosco di takoyaki dove si fermava di nascosto con le amiche e, ovviamente, la libreria Motoyoshi. (Sorelle, p. 196)

La calma del quartiere viene turbata da tre fatti bizzarri sui quali indagheranno, separatamente ciascuno nella propria storia, le tre sorelle Uchiyama e i quattro fratelli Kogure: il primo enigma riguarda la morte di un automobilista che si schianta contro la vetrina di un emporio e ritrovato con uno spiedino conficcato nella gola; il secondo enigma riguarda un atto vandalico all’interno della scuola media in cui viene distrutta una installazione artistica realizzata con materiale di riciclo in cui alcuni degli spiedini che la compongono, vengono misteriosamente disposti a formare una lettera; il terzo enigma è la sparizione di una ragazza e il ritrovamento di una presunta lettera di riscatto realizzata con le lettere ritagliate da una ricetta di spiedini di una rivista di cucina.

Le sorelle e i fratelli porteranno avanti la loro indagine spinti dalla curiosità ma soprattutto dalla volontà di difendere con ostinazione il legame stretto con la loro famiglia e con la piccola comunità, in nome di quei valori di onestà e di schiettezza che ancora sono ostinatamente radicati in loro. Saranno sfumature diverse, determinate da approcci differenti su ciascun enigma da risolvere a rivelare che la verità ha molti volti e ogni sguardo è un invito a mettere in discussione ciò che sembrava ovvio perché, come è indicato sulle due copertine del libro, «non esiste un’unica strada per arrivare alla verità». Leggere le due storie non si rivela affatto una lettura ripetitiva e noiosa, tutt’altro: ogni indagine rivela aspetti nascosti e pone una luce differente su quelli già noti al lettore.

Come detto i temi trattati sono molteplici e vengono prettamente veicolati attraverso la metafora culinaria che corre per tutto il romanzo, in entrambe le storie, per mettere in luce quanto siano importanti la genuinità e la freschezza nei rapporti interpersonali:

Adoro gli yakitori del vostro ristorante. La prima volta che li ho mangiati mi sono emozionata. Non sono solo buoni. Hanno un sapore, come posso dire… Un sapore schietto e onesto. (Sorelle, p. 197)

Magi ci mostra in modo originale e divertente che cercare la verità richiede impegno e determinazione e che significa imparare a guardare la realtà con occhi diversi: ci porta in un mondo culturalmente lontano dal nostro, ma sono gli universali umani a fare da cerniera ai due mondi. 
Enigmi della porta accanto è una lettura piacevole che difende il valore dell’unicità delle tradizioni delle piccole comunità, il senso di appartenenza e la rete di relazioni autentiche che qui si instaurano e ci mostra sette giovani che non si allontanano dalle loro radici e non perdono sé stessi, ammaliati dai social media e dall’omologazione, pur non disprezzando l’utilizzo di smartphone e pc. È un’ondata di positività quella che il lettore trattiene dalla lettura di questo romanzo:

Eppure, forse anche aiutare qualcuno in maniera disinteressata poteva donare un senso d’inebriante leggerezza. Uno stato d’animo paragonabile al ‘sentirsi felici’. (Fratelli, p. 134)
Silvana Maria Baroni