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Vivere, nonostante tutto: "L’ultima nebbia. Opere complete" di María Luisa Bombal

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L'ultima nebbia. Opere complete
di María Luisa Bombal
SUR, gennaio 2026

Traduzione di Francesca Lazzarato

pp. 228
€ 19,00 (cartaceo)
€ 10,99 (e-book)

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Esiste qualcuno che non posso incontrare senza fremere. E posso incontrarlo oggi, domani o fra dieci anni. Potrei incontrarlo qui, alla fine di un viale, o in città, girando un angolo. Può darsi che non lo incontri mai. Non ha importanza: il mondo mi sembra pieno di possibilità, in ogni minuto c’è per me un’attesa, ogni minuto ha per me la sua emozione. (p. 22)

Un aneddoto curioso viene associato a uno dei romanzi brevi di María Luisa Bombal. Mentre si trova a Buenos Aires, l’autrice stringe una forte amicizia con Jorge Luis Borges, a cui confida di avere un’idea per un libro: vuole scrivere di una veglia funebre, osservata e descritta dalla donna che verrà seppellita. Scrive Borges in una recensione inclusa nel volume:

Le dissi che quella trama era di impossibile esecuzione e che due rischi ugualmente mortali erano in agguato: uno, l’oscuramento degli eventi umani del romanzo da parte del grande evento sovrumano della morta sensibile e meditabonda; l’altro, l’oscuramento di quel grande evento da parte degli eventi umani. (pp. 205-206)

Bombal sorride, annuisce, e qualche mese dopo gli porta il manoscritto di Avvolta nel sudario, dove dimostra che tutti i dubbi che Borges aveva manifestato vengono risolti dalla struttura del romanzo, basata sulla introspettiva rievocazione del passato, ma anche e soprattutto dallo stile ipnotico della narrazione. L’opera verrà pubblicata qualche mese più tardi, nel 1938, dalla casa editrice della rivista «Sur». Ed è una piacevole coincidenza che il volume L’ultima nebbia. Opere complete venga pubblicato in Italia da SUR, una casa editrice che omaggia quel gran progetto sudamericano, che ripropone le opere di Bombal con una nuova traduzione a cura di Francesca Lazzarato.

Dopo la lunga assenza dell’autrice dal panorama italiano – L’ultima nebbia viene tradotta per la prima volta nel 1997 dall’ispanista Angelo Morino, in un’edizione Sellerio che è ormai sprofondata nella foschia del “fuori catalogo” – non guasta quindi ricordare che Bombal nasce in Cile, a Viña del Mar, ma che lascia ben presto per Buenos Aires, dove accompagna l’amico Pablo Neruda a installarsi come console. La capitale argentina è sicuramente il luogo più formativo per la scrittrice, dove scrive il suo romanzo d’esordio, L’ultima nebbia (1934), che, secondo un altro aneddoto, viene composto sul bancone della cucina del poeta cileno. Oltre a questa amicizia, la frequentazione dei salotti letterari del gruppo riunito intorno alla rivista e casa editrice Sur –formato dalla sua fondatrice, Victoria Ocampo, e da scrittori del calibro di Adolfo Bioy Casares, del già citato Borges, Oliverio Girondo, María Rosa Oliver, solo per menzionarne alcuni– è senza dubbio un suolo fertile che stimola l’immaginazione di Bombal.

Influenzata dai racconti di Hans Christian Andersen e potenziata dalle atmosfere delle avanguardie (il surrealismo, in particolare), la prosa di Bombal assicura al suo lettore un’immersione in un mondo onirico, in cui la bellezza può però rapidamente trasformarsi in orrore. La natura ha un ruolo fondamentale in questo movimento, perché non viene intesa come specchio dell’interiorità (un tropo romantico-modernista ormai rigettato dalle avanguardie), ma come una forza che dialoga in prima persona con i personaggi. È difficile pensare a un esempio meno illustrativo della foschia che circonda la casa della protagonista de L’ultima nebbia; così fitta e densa da invitare la donna a uscire dall'immobilità di un matrimonio ormai spento, per ricercare ciò che la bruma le nasconde, senza sapere che si ritroverà tra le braccia di un anonimo amante.

È evidente che sia una prosa che gioca con la percezione del lettore, presentandogli paesaggi impossibili, che si mescolano a quelli reali – la pampa, il mare, il bosco –, ma che vengono sempre contagiati dalla fantasia. Sono, senza dubbio, mondi eterei, sfuggenti, come lo sono le protagoniste di questi romanzi brevi. Le donne descritte da Bombal si ritrovano a vivere in matrimoni opprimenti, che tacciare di infelicità sarebbe riduttivo. Questo le spinge a scappare, anche quando fisicamente non possono: come nel caso di Avvolta nel sudario, dove l’impossibile focalizzazione interna di una donna morta, stesa nella sua bara, ricompone una vita scandita dai desideri frustati, dalla solitudine perpetua e dall’impossibilità di essere compresa dagli altri.

I personaggi maschili sono i principali responsabili di questo isolamento. Sono uomini deboli, preda delle loro paure, che fanno di tutto per reprimere la natura delle loro mogli, come Daniel, il marito della protagonista de L’ultima nebbia: «Poi mio marito mi ha costretta a raccogliere quei capelli stravaganti, perché devo sforzarmi di imitare in tutto e per tutto la sua prima moglie, la prima moglie che secondo lui era una donna perfetta» (p. 11). Se Daniel è schiavo del suo passato, Alberto, il marito di María Griselda, non riesce a sopportare la bellezza della moglie, nonostante sia la ragione per cui l’ha sposata. Infatti, la protagonista de “La storia di Maria Griselda”, il racconto che chiude la raccolta, è di una bellezza assoluta, che Alberto cerca in tutti i modi di preservare per sé, portandola a vivere in un remoto angolo dell’Argentina. La visita della madre, che non ha mai conosciuto la nuora, romperà la bolla che intrappola la giovane donna, con gravi conseguenze per il resto della famiglia.

La scrittura di Bombal costruisce un mondo insolito, fatto di specchi in cui ci si immerge per scappare dal dolore e dove è preferibile che i sogni prendano il posto della realtà. Di fronte a questo scenario, i personaggi non possono far altro che soccombere, ma non senza prima sfidare i limiti sociali o letterari che gli vengono imposti. Nonostante questa nota malinconica, non c'è dubbio: lo stile e le battaglie identitarie che si combattono nelle sue pagine confermano María Luisa Bombal come una voce imprescindibile del panorama letterario latino-americano di ieri e di oggi.


Claudia Fogliani