martedì 26 maggio 2020

"Il paese dalle porte di mattone": una buona (e inquietante) prima prova

Il paese dalle porte di mattone
di Giulia Morgani
HarperCollins, 2020

pp. 352
€ 18 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)



Per il suo primo romanzo, l'attrice e sceneggiatrice Giulia Morgani compone un noir intricato e coinvolgente. L'ispirazione, spiega l'autrice, viene da vecchi racconti di famiglia e in parte dalla vita del nonno ferroviere; ma la materia di partenza, invece di essere trasfusa nella "solita" storia di provincia, viene valorizzata da una scrittura intrisa di suspense.

Di ritorno dal fronte, Giacomo Marotta, capostazione a inizio carriera, si trasferisce nell'immaginario paese di Centunoscale Scalo. Giovane ed entusiasta, Giacomo si attende un borgo fiabesco e pieno di vita, popolato da persone sempliciotte ma allegre, pronte ad accogliere il nuovo direttore della stazione come un mito. Niente di più sbagliato: al suo arrivo Giacomo trova una cittadina addormentata in una fittissima nebbia, con edifici fatiscenti o crollati; persino la stazione è abbandonata. Un paese fantasma, peggio: attraversato da pochi, ostili abitanti e da inquietanti presenze che scrutano il ferroviere dalle persiane socchiuse.
Un clima spaventoso e lugubre, che Morgani rende richiamando alcuni versi di Pascoli: e alto, in cielo, scheletri di faggi,/ come sospesi, e sogni di rovine/ e di silenzïosi eremitaggi (Nella nebbia).


Di tutte le case di Centunoscale, probabilmente la più strana è proprio quella che ospita Giacomo: Basilio e Pantaleno, i proprietari, sono due fratelli rozzi e imponenti che, nell'atmosfera stregata delle prime pagine, non fatichiamo a immaginare come degli orchi o dei piccoli giganti; gli stessi abitanti di Centunoscale Scalo sembrano esserne intimoriti. Né desta meno sconcerto Roberto, apparentemente l'unico bambino del paese, che parla come un adulto e ostenta una folta capigliatura brizzolata.

Tra bisbigli, occhiatacce e leggende, Centunoscale si presenta come un borgo affatturato, pronto a espellere ogni forestiero per continuare a vivere in un tempo sospeso. È evidente che il paese nasconda un segreto e Giacomo è determinato a scoprirlo. Come mai, per esempio, non si vedono bambini? Perché non c'è nemmeno una chiesa? Cos'è successo, nel passato del vecchio scalo, per trasformarne gli abitanti in spettri?

Se all'inizio del romanzo la narrazione assume connotazioni quasi horror, più si procede nella lettura e più gli strani eventi di Centunoscale portano alla luce (tragiche) vicende umane. Il libro ricorda molto l'atmosfera de Il signor diavolo di Pupi Avati: gli indizi si svelano lentamente; via via che Giacomo li collega, sono gli stessi abitanti a rimetterli in discussione aggiungendo inquietanti retroscena e credenze popolari.

Il parallelismo prosegue per altri aspetti: sia il protagonista di Avati che quello di Morgani finiscono per essere in qualche modo assorbiti nel clima fosco del paesino (ma con esiti diversi). All'inizio del romanzo, Giacomo, che pure ha fatto la guerra, ha ancora l'esuberanza e i sogni di un ragazzino; il contatto con Centunoscale cambierà per sempre la sua prospettiva. Ma non voglio dire troppo della trama; del resto (e qui finiscono i punti di contatto con il film/libro di Avati), alla fine della storia la vicenda rimane come sfilacciata, non del tutto chiarita; alcune conclusioni le possiamo solo desumere, o immaginare.
Si deve pure dare merito a Morgani di aver creato un'atmosfera tanto tenebrosa tale da turbare i sogni del lettore; perciò un consiglio: leggetelo, sì, ma con la luce accesa.


Francesca Romana Genoviva



Visualizza questo post su Instagram

Il primo romanzo di @giuliamorgani, "Il paese dalle porte di mattone", è un noir intricato e coinvolgente, pubblicato da @harpercollinsit. Giacomo Marotta, giovane capostazione, si trasferisce nell'immaginario paese di Centunoscale Scalo. Giacomo si attende un borgo fiabesco e pieno di vita, popolato da persone sempliciotte ma allegre, invece trova un borgo fantasma, i cui pochi, ostili abitanti non vedono l'ora di cacciare il ferroviere. Di tutte le case di Centunoscale, probabilmente la più strana è proprio quella che ospita Giacomo, dei fratelli Basilio e Pantaleno. Tra bisbigli, occhiatacce e leggende, Centunoscale nasconde un segreto. Come mai, per esempio, non si vedono bambini? Perché non c'è nemmeno una chiesa? Cos'è successo, nel passato del vecchio scalo, per trasformarne gli abitanti in spettri? Presto sul sito, la recensione di @francesca_romana_genoviva. Vi intriga la trama? #CriticaLetteraria #instalibri #instabook #inlibreria #harpercollins #inlettura #book #bookstagram
Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: