lunedì 4 novembre 2019

#ScrittoriInAscolto - Geovani Martins, l'autore che ci racconta le favelas senza stereotipi

Mentre leggevo Il sole in testa, la raccolta di racconti in questo momento più famosa del Brasile, la curiosità di incontrare Geovani Martins, il suo giovane autore, cresceva sempre di più. 
Non tanto per il fascino "esotico" di un mondo lontano dal nostro, del quale poco o nulla inevitabilmente sappiamo, ma più per l'interesse verso l'umanità di Geovani Martins e dei suoi personaggi, che riempiono pagine piene di orgoglio, desiderio, festa, ma anche di dolore e saudade
L'incontro con lo scrittore, che è venuto in Italia a conclusione del suo tour europeo, è stata così l'occasione per capire meglio da dove nasce la sua esigenza di raccontare le favelas con quella cruda poesia che fa dei suoi testi degli esempi perfetti di prosa letteraria intessuta di realtà, con una scrittura che autenticamente attinge al parlato, si modula del tutto su di esso. 
Abbiamo parlato di temi che vanno dal superamento degli stereotipi al mercato della droga, piaga simbolo delle favelas. Ogni sua risposta ci ha dato una piccola porta di accesso a un mondo complesso che forse solo chi vive può capire.
Ecco alcune delle domande emerse dai partecipanti dell'incontro (con noi c'erano anche altri blogger desiderosi di conoscere Geovani).

C'è un'attenzione crescente verso il mondo delle favelas, lo testimonia anche la recente serie Netflix Sintonia, dedicata al pubblico teen. Come si fa a raccontare questo mondo senza stereotipi? 

Per me è stato naturale scrivere delle favelas. Ho scritto questo libro in un momento in cui attraversavo una scoperta di identità, un'indagine di me stesso e del mio mondo. I recenti cambiamenti nella società brasiliana hanno aperto le porte a una maggiore comprensione delle favelas. Si è creata minore distanza, una prossimità. Il problema degli stereotipi non è che raccontano qualcosa di non vero (spesso si tratta di fatti reali), ma che rappresentano solo una parte di un mondo. Io cerco di proteggermi dalle visioni parziali.

È la paura il motore delle storie che racconti ne Il sole in testa?

Credo che la paura si un carburante molto potente per le città. Penso al controllo delle persone, al modo con cui influenza le decisioni politiche. Io parlo della paura anche in relazione allo spaccio e al consumo di droga, ma lo faccio per confutare l'idea che queste situazioni di violenza nascano e vivano solo nelle favelas. Le favelas sono solo degli ambienti più vulnerabili e quindi i potenti e la politica tendono a confinare lì fenomeni e problemi che in realtà sono molto più ampi.

Da dove derivano lo stile e il linguaggio (fortemente aderente al parlato) dei tuoi racconti? Ci sono particolari influenze letterarie che ti hanno segnato?

Sicuramente ci sono diverse influenze letterarie, la maggiore delle quali è Città di Dio di Paulo Lins che ha particolarmente toccato la mia memoria affettiva. Ma nel mio linguaggio ci sono anche influenze musicali derivanti dal rap e dal funk, unite a influenze della strada con le voci delle sue persone, il loro ritmo. Mi piace capire come si raccontano, quali parole scelgono per farlo, catturando la lingua come processo di trasformazione [...]
Il mio linguaggio non è mai didascalico, non spiega. Spiegare rompe il ritmo. Io non voglio vendere attraverso la mia letteratura un'idea di favelas, non voglio fare turismo del nostro territorio.

Proprio dove il sole è più cocente e luminoso ecco che nei tuoi racconti si cela un buio fitto, di quelli senza scampo. Gesualdo Bufalino parlando della Sicilia ha creato una metafora molto potente: una "mischia di lutto e di luce". Pensi che sia pertinente con il mondo della tua raccolta?


Sì, lo è senz'altro. Nel libro cerco un equilibrio tra queste due dimensioni, che sono sempre oscillanti nella vita e nell'animo dell'uomo. Sicuramente in questo senso può esserci un'analogia tra l'America Latina e la Sicilia. L'essere umano è vulnerabile e vivrà sempre di quegli opposti. Molte persone che vivono fuori dalle favelas hanno cercato di tirare fuori solo la tragedia dal nostro mondo, ma io so che non è così e mi interessa poco la loro visione.

Com'è stato scrivere questi racconti? Il personaggio del cieco - protagonista di uno di loro - è molto potente, com'è nato?

Quando io scrivo i miei racconti non sento a tutti i costi la pressione del realismo; mixo situazioni che derivano dalla mia vita e dall'osservazione diretta, con altre che invece immagino. Invento personaggi che siano di aiuto per rappresentare un mondo. Il cieco lo avevo già in mente perché da ragazzo ero rimasto molto colpito dalla biografia di Ray Charles, ma un giorno su un autobus ho realmente incontrato un cieco che chiedeva l'elemosina. Ecco come mai è finito nel mio racconto.
Riguardo alla raccolta nella sua complessità, quello che considero il più importante dei miei racconti dal punto di vista letterario è Giretto, quello che mi ha più divertito è Roulette russa, mentre quello che è stato più difficile scrivere è Spirale. L'ho scritto troppo velocemente, forse avessi avuto più tempo lo avrei sviluppato diversamente.

Stai lavorando a un nuovo libro?


Sì, a inizio 2020 inizierò a lavorare al mio prossimo romanzo. Non ho ancora cominciato, ma la storia è già tutta lì, nella mia testa. 



Un ringraziamento a Geovani Martins per la sua generosità e alla casa editrice Mondadori per quest'incontro.



“Guardava i vicoli e gli venivano in mente vecchie storie, momenti con gli amici d’infanzia, le feste di compleanno, il giorno di San Cosma, sempre a correre su e giù, a giocare con le pistole ad aria compressa, ad ammazzare i topi con la fionda.” @ogeovanimartins è cresciuto con la madre a Vidigal, uno dei quartieri più poveri di Rio de Janeiro. Il suo talento di scrittore è stato scoperto al Festival letterario delle favelas di Rio. #ilsoleintesta è la sua prima raccolta di racconti che ci porta in un mondo che la maggior parte dei lettori italiani scoprirà per la prima volta. Un pugno nello stomaco, un viaggio tra incoscienza e corruzione, tra droga e morte. Presto la recensione di @claconsoli sul sito. #letteraturabrasiliana #geovanimartins #favelas #librimondadori #letteraturacontemporanea #bookstagram #bookish #bookishlife #inlettura #libridaleggere #lettura #librichepassione #instalibro #instabook #weekendbooks #booksfortheweekend
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