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#CriticaNera - Un ritorno atteso spasmodicamente: Brian Panowich, "Come leoni; ritorno a Bull Mountain"

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Come leoni - ritorno a Bull Mountain
(Like Lions, 2018)
di Brian Panowich
NN Editore, 2018

Traduzione di Alfredo Colitto

pp. 272
€ 19,00 (cartaceo)

Finalmente.
Attendevo di leggere il secondo romanzo di Brian Panowich sin dal giorno in cui ne è stata annunciata l’uscita (anzi, dal giorno in cui ho terminato il primo, a essere sincero). Un’attesa un po’ preoccupata, devo riconoscere, perché talvolta le “seconde prove” non si rivelano all’altezza delle prime, in special modo quando sono sequel delle precedenti oppure quando l’autore cambia radicalmente tematica, ambientazione o altro.
Ho letto Come leoni in un solo giorno, senza riuscire a staccarmene se non per ragioni strettamente legate alla sopravvivenza (alimentazione e igiene personale), cosa che accade davvero raramente (intendo il distacco, non l'igiene).

Come leoni è un romanzo folgorante, violento, sanguigno e impietoso come il precedente Bull Mountain (qui la recensione); Panowich è riuscito pienamente a riprendere il filo della narrazione mantenendo la tensione a livelli altissimi e senza il minimo accenno di banalità o, peggio, di morbosità: la violenza, che trasuda da ogni pagina del libro, è presente esattamente nella quantità dovuta, mai in modo gratuitamente truce o da Grand Guignol. Panowich dimostra una grande abilità nel somministrarla al lettore, scegliendo cosa mostrare e cosa accennare senza esporre dettagli. La prosa asciutta, ruvida e senza una parola inutile, i dialoghi realistici e diretti, le descrizioni di un ambiente ostile ma dal fascino mortale, ne fanno un libro che merita successive riletture alla ricerca di nuovi particolari o semplicemente per rivivere ogni volta le stesse emozioni.

Figure centrali del romanzo, oltre al sopravvissuto – e parecchio acciaccato – Clayton Burroughs sono la moglie Kate e altre due donne, Twyla e Vanessa. Proprio loro tre saranno il perno narrativo del romanzo, tre leonesse in grado di sconvolgere e di governare il mondo maschile dell’infernale Bull Mountain, o di quello che ne rimane dopo il raid dei federali alla fine del romanzo precedente. Come dirà una delle tre nel momento climax della storia, infatti, sono le leonesse che uccidono le prede. Per interesse, per difendere il proprio clan oppure per motivi che scopriremo alla fine, sono queste tre donne che, in modi diversi, determineranno gli eventi.

Come in Bull Mountain, Panowich serba le sorprese migliori fino al chiudersi della storia, che però, come diceva una leggenda del baseball “non è finita finché non è finita”. In effetti il libro termina lasciando qualche canale aperto per un possibile, ulteriore sequel

L’attesa spasmodica è ufficialmente ricominciata.

Stefano Crivelli