giovedì 15 dicembre 2011

Editori in ascolto - La Lepre Edizioni


Editori in Ascolto
- Alessandro Orlandi per La Lepre Edizioni -




Quando è nata la vostra casa editrice e con quali obiettivi?
Siamo nati nel 2007, ma prima di pubblicare i primi libri abbiamo aspettato un anno, impiegato a mettere a fuoco la linea editoriale, la grafica e ad acquisire i titoli giusti per esordire. I nostri obiettivi sono di pubblicare libri che diano nuove chiavi per interpretare la realtà, che offrano una visione inedita del mondo, che restituiscano al lettore aspetti dimenticati della cultura occidentale, che mettano in discussione i falsi miti alimentati dai media.

Come è composta la vostra redazione? Accettate curricula?
Oltre i due editori, Sabina e Alessandro, che è anche amministratore delegato, ci sono Cristina Dolfi e Valerio Pizzardi, che si occupano degli aspetti amministrativi, Giulia Villoresi che si occupa dell’ufficio stampa (affiancata in questo periodo da Eleonora Tiliacos), Margherita Schirmacher, che si occupa del sito e degli aspetti organizzativi legati a presentazioni, saloni del libro etc. e, infine una stagista, Beatrice Chiriatti, che resterà con noi fino all’inizio dell’anno prossimo. In questo periodo siamo costretti a declinare i curricola perché siamo al completo.

Qual è stata la vostra prima collana? E il primo autore?
Abbiamo esordito con quattro libri e tre collane: Visioni (Collana di letteratura contemporanea che propone una visione inedita del mondo), in cui abbiamo pubblicato “Il mio corpo in nove parti” di Raymond Federman e il “Dizionario dello snobismo” di Philippe Jullian, I Saggi (Collana di saggi che affrontano temi di attualità, scienze e filosofia in chiave critica e innovativa), con “Alice nel paese degli psicanalisti”, e Il Giullare (Collana dedicata a libri umoristici, dalla fine dell’ottocento ai nostri giorni) con “Scappa scappa galantuomo” di Tano Parmeggiani e Max Rusca.
le collane
Se doveste descrivere in poche parole il vostro lavoro editoriale, quali parole usereste?
Scoprire, correggere (in alcuni casi riscrivere), valorizzare un libro attraverso contatti con il distributore, i librai, i giornalisti, radio e televisione, il pubblico (presentazioni, saloni del libro), gli autori (consigliarli e incoraggiarli), gli editori esteri (sempre alla ricerca di novità). Ma è importantissima la fase di gestazione di un libro: i contatti con il grafico, con gli impaginatori, con i correttori di bozze, con la tipografia.

A distanza di quasi cinque anni dalla fondazione della vostra casa editrice, quali obiettivi ritenete di avere raggiunto e a quali puntate?
Abbiamo raggiunto l’obbiettivo di avere un profilo riconoscibile nel mondo dell’editoria, di avere una nostra precisa identità, anche se siamo una casa editrice generalista e non ci siamo specializzati in un particolare settore. Molti librai ci apprezzano e parlano bene della nostra casa editrice, della grafica dei libri, della qualità del nostro catalogo. Credo che la Lepre sia rimasta fedele al nostro sogno iniziale,  che ci ha spinto  a concepirne il motto: “praecurrit fatum”, “arrivare prima del Destino”. I nostri libri, crediamo, sono resi diversi sia dal loro aspetto grafico che dal loro contenuto. Non abbiamo pubblicato necessariamente libri rivolti al futuro (ad esempio una nuova traduzione dell’Iliade), ma la nostra ambizione è far emergere dall’insieme dei libri pubblicati una nuova visione del mondo. E’ sicuramente troppo presto per stabilire se ci stiamo riuscendo.  Abbiamo anche raggiunto l’obiettivo (non trascurabile) di pubblicare nei nostri 3  anni di vita almeno un best seller (Ipazia), andando in attivo nel 2010. Come obiettivo per il futuro vorremmo far conoscere a un grande pubblico alcuni autori da noi pubblicati e alcuni loro libri, che riteniamo destinati a lasciare un segno nella letteratura italiana.

Un libro che vi è rimasto nel cuore e che continuerete a riproporre al vostro pubblico.
La pazzia di dio” di Luigi de Pascalis.

Come vi ponete nei confronti delle nuove tecnologie?
Abbiamo esordito su Book-Republic con 12 e-book e abbiamo realizzato una versione app book di Rosso Velabro di Luigi de Pascalis (con audio capitoli, intervista all’autore etc.) in vendita su apple store. E’ presto per dire cosa accadrà in quel tipo di mercato.

Cosa pensate delle mostre-mercato del libro? Hanno accusato forti cambiamenti negli ultimi anni?
La crisi in atto e la contrazione dei finanziamenti destinati all’editoria e alle attività culturali ad essa legate hanno determinato un abbassamento della qualità di manifestazioni  quali mostre –mercato, saloni e fiere del libro etc. L’aspetto mercantile tende purtroppo a prevalere su quello culturale.

Come vi ponete nei confronti dell’editoria a pagamento e del print-on-demand?
Ad oggi nessuno dei nostri libri è stato pubblicato a pagamento e per la tiratura ci basiamo sui dati forniti dal promotore/distributore. Comprendiamo tuttavia che in un periodo di grave crisi dell’editoria e del mercato ad essa connesso si possa ripiegare sull’editoria a pagamento o sul print on demand per poter sopravvivere.

Ritenete che il passaparola informativo, tramite blog o siti d’opinione, possa influenzare il mercato librario? E la critica tradizionale?
La Lepre al Pisa Book festival 2011
Il passaparola è fondamentale e spesso determina il successo di libri e di autori che altrimenti non avrebbero nessuna possibilità di emergere. Blog e siti di opinione possono diventare strumenti formidabili per diffondere un parere positivo su un dato libro. La critica tradizionale, con le recensioni su giornali e periodici,  è utilissima per l’immagine di una casa editrice e per farsi conoscere e apprezzare dai librai, ma sposta di poco le vendite, a meno che non si tratti di un paginone su uno dei principali giornali  a tiratura nazionale. Per la TV è diverso, ci sono programmi televisivi dedicati ai libri che hanno il potere di decretare il successo di un titolo con un semplice passaggio televisivo. La radio si situa, direi, a metà strada tra giornali e TV.

Pubblico: quali caratteristiche deve avere il vostro lettore ideale?
Gusto per la scoperta, per la buona letteratura, curiosità, senso estetico, senso critico e, naturalmente, tempo libero per scoprire e per leggere…

Un aspirante scrittore può proporvi i propri manoscritti? Come deve fare? Sono graditi consigli!
Può spedire il manoscritto cartaceo (non accettiamo file inviati via mail), corredato da una sinossi esauriente. Tuttavia devo avvertire che pubblichiamo 12-14 libri l’anno e il piano editoriale viene chiuso almeno con un anno di anticipo. Inoltre riceviamo oltre 400 manoscritti l’anno e siamo in due –tre persone a leggerli. Il tempo di attesa per una risposta va da uno a due anni.
 
Avete un sassolino nella scarpa o un piccolo aneddoto da raccontarci circa la vostra casa editrice?
Beh, il nome: Lepre edizioni, che ha un triplice significato. Intanto si tratta di un gioco di parole: Lepredizioni = Le Predizioni. Poi la scelta della lepre è connessa la fatto che per gli alchimisti era simbolo del loro mercurio e Mercurio è il dio che trasmette i messaggi tra gli uomini e tra cielo e terra.  Nei tempi antichi gli uomini vedevano anche la figura di una lepre nelle macchie della luna. Infine, quando io e mia sorella Sabina, l’altro editore, eravamo piccoli, io l’avevo convinta di avere la capacità di potermi trasformare in una lepre, che era diventata la sua migliore amica. Lei soffrì molto quando scoprì che la Lepre non era reale.

Qual è il vostro ultimo libro in uscita? Lo consigliereste perché…
Due libri sulle coincidenze, molto diversi tra loro e complementari: “Il ricercatore di emozioni” di Marco Cesati Cassin, un thiller avvincente ambientato in un prossimo futuro che descrive una rivoluzione spirituale dell’umanità  e “Tu chiamale se vuoi coincidenze” di Gabriele La Porta, che racconta fatti straordinari e affascinanti accaduti a persone comuni e a persone famose,  raccolte dall’autore nel corso degli anni.

Volete preannunciarci qualche obiettivo per il vostro futuro?
La creazione di due nuove collane: una dedicata al “Fantastico italiano” cioè al genere comunemente denominato “fantasy”, in genere ritenuto di seconda categoria. Vorremmo pubblicare libri di autori italiani, di elevato valore letterario che si possano ascrivere al genere fantastico. L’altra collana sarà dedicata alle graphic novel. Esordiremo a Natale con un  Pinocchio con testi e disegni di Luigi De Pascalis, seguirà Astrum Noctis di Eva Fairy e Sarah Burrini, una graphic novel in cui predominano mistero e paranormale. 


Intervista a cura di Gloria M. Ghioni
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Per il sito della casa editrice: http://www.lalepreedizioni.com/