mercoledì 5 giugno 2013

"Lady Susan" di Jane Austen

Lady Susan
Newton Compton Editori, 2013
pp. 123
€ 0,99


"C'è qualcosa di piacevole nei sentimenti che si lasciano manovrare tanto facilmente."

Facciamo un paragone a dir poco azzardato. Prendete Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, considerate il genere cui si iscrive, il romanzo epistolare; considerate la malignità di certi personaggi e smorzatela un po'; privatelo dei particolari volgari della trama. In questo modo avrete una vaga idea di Lady Susan, il romanzo incompiuto della giovane Jane Austen. Scritto negli anni '90 del Settecento, non sarà dato alle stampe prima del 1871.

Sviluppato in 41 lettere, Lady Susan si presenta molto breve, scorrevole come la prosa dell'autrice sa essere; ma da una giovane Austen non ci si sarebbe aspettati una protagonista così perfida.
Si tratta con ogni probabilità del suo personaggio femminile più cattivo, senza alcun comportamento che tradisca un accenno di buona fede per cui possa redimersi, nessuna sfumatura. Lady Susan, una lettera dopo l'altra, si rivela un carattere per nulla sfaccettato, del tutto falso e bugiardo. A stridere forte con certe sue caratteristiche negative è il modo in cui viene descritto il suo fascino, la capacità di persuasione dei suoi modi, l'abilità della conversazione, la piacevolezza della sua compagnia:
Se c'è qualcosa di cui posso vantarmi, è proprio la mia eloquenza. La padronanza del linguaggio assicura il rispetto e la stima, così come la bellezza suscita ammirazione.
scrive di sé. Uno dei protagonisti, Reginald De Courcy, è in un primo momento pieno di pregiudizi su di lei, poiché conosce la sua reputazione:
Mia cara sorella,
mi congratulo con te e Mr Vernon che state per accogliere in famiglia la più scaltra civetta di tutta l'Inghilterra.
L'inconfondibile ironia della Austen fa sì che sia proprio Reginald resti vittima del fascino di Lady Susan.
Vedova da poco tempo e con una brutta reputazione, Lady Susan intreccia relazioni con uomini giovani e meno giovani, sposati e non, senza badare al fatto che abbia in mente di proporne alcuni come mariti alla figlia Frederica, di cui disprezza ogni aspetto del carattere sincero, genuino e recalcitrante ai suoi capricci. 
L'intreccio e la trama portano il segno inconfondibile dello stile della Austen, tra personaggi arguti e positivi, altri assolutamente ininfluenti, altri ancora di cui la prima impressione negativa si stempera poi in una rivelazione positiva, cui l'autrice ci ha abituati, perché si tratta di un espediente con cui rivela altri personaggi dei suoi romanzi, una vera e priopria anagnorisis finale.
Un altro personaggio importante, connotato positivamente per tutto il romanzo, è Catherine Vernon, sorella di Reginald, che vede sotto i suoi occhi il cambiamento del fratello, i sentimenti che Frederica nutre per lui, non potendo fare a meno di sperare che vengano ricambiati. Il che ricorda Emma.
Non una sola volta si offre il gioco del triangolo "sentimentale" tra Lady Susan, la figlia e certi uomini:
Ho fatto il punto anche con Frederica, dicendole che doveva assolutamente comportarsi garbatamente con Sir James, e le ho fatto intendere che la mia decisione sul matrimonio era irrevocabile. Ha detto qualcosa sulla sua infelicità ma è stato tutto.
Da un po' di tempo sono ancora più determinata a concludere questa unione, poiché vedo Frederica sempre più innamorata di Reginald e non sono del tutto certa che egli, accorgendosene, non finisca col ricambiarla. Un rapporto del genere, fondato sulla compassione, li renderebbe, comunque, entrambi spregevoli ai miei occhi; e non sono affatto sicura che non potrebbe andare proprio così. E' vero che Reginald non aveva certo perso interesse nei miei confronti, ma negli ultimi tempi aveva preso a parlare di Frederica anche senza motivo, e una volta aveva detto qualcosa in suo favore.
Piacevolmente intrigante, Lady Susan si presenta come un susseguirsi di lettere dei vari personaggi, che offrono i diversi punti di vista sull'intreccio, permettendo così al lettore di conoscere i pensieri di ognuno di loro, espediente caro all'autrice anche nella forma del narratore onniscente che adotta negli altri romanzi. Inoltre, il libro si presenta ricco di aforismi sulla vita sociale, che l'Austen descrive così lucidamente, tanto che le sue parole, valgono sempre:
[...] Quando si vuole prendere qualcuno in antipatia, un motivo si trova sempre.

[...] Nessuna condotta, neppure la più corretta, può sfuggire alla malevolenza della calunnia.

E' pazzo di gelosia, il che non può dispiacermi, poiché non conosco miglior nutrimento per l'amore.


Lorena Bruno

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