giovedì 13 dicembre 2012

Speciale #CritiCINEMA: "Lo Hobbit", il romanzo-favola di Tolkien

Nel giorno dell'uscita nelle sale di Lo Hobbit (regia di Peter Jackson, con Martin Freeman nel ruolo di Bilbo Baggins), abbiamo deciso di regalarvi una giornata tolkeniana con un doppio appuntamento: il primo, di Debora Lambruschini, è un invito alla lettura del libro (e alla visione del film) per prepararci a un "viaggio inaspettato" in compagnia degli eroi della Terra di Mezzo; il secondo, di Dario Greco, ci regalerà un percorso in un'altra trasposizione tolkeniana, quella dello Hobbit a fumetti curato per Bompiani da Daniel Wenzel. Buona lettura!


Lo Hobbit
o la riconquista del tesoro
di J.R.R. Tolkien

Bompiani, 2012 (1937)



Finalmente ci siamo: dopo quasi dieci anni dall’uscita dell’ultimo film della trilogia Il signore degli anelli, siamo pronti per tornare nella Contea. Oggi, 13 Dicembre, arriva al cinema Lo Hobbit: un viaggio inaspettato primo film di una trilogia firmata anche questa volta dal genio di Peter Jackson. Una lunga, lunghissima attesa per tutti i fan, che dopo la saga capolavoro del Signore degli anelli ci porta indietro, alle origini della storia raccontata da Tolkien, in un romanzo-favola che è il presupposto ideale per capire davvero la magia di questa lunga storia.

Tolkien scrive Lo Hobbit nel 1937: un piccolo romanzo che ha il sapore della fiaba, ma in cui già si intravedono le straordinarie atmosfere e i personaggi memorabili che prenderanno poi vita nella trilogia dell’Anello. Evidente infatti appare in questo primo libro l’intento dell’autore di rivolgersi ad un giovane pubblico, usando quindi un linguaggio semplice e diretto, anticipazioni e rimandi frequenti, un romanzo che nei toni appare ad una prima lettura ben diverso dal capolavoro successivo. Eppure, anche grazie allo stile semplice e godibilissimo, Tolkien ci regala un piccolo gioiello capace di stregare lettori di tutte le età, che siano fan fedeli del Signore degli anelli o nuovi appassionati. Perché in fondo Lo Hobbit è il punto di partenza, l’antefatto di tutto quello che verrà in seguito, grazie al quale capire davvero come tutto ha avuto inizio e conoscere alcuni degli straordinari personaggi che ci accompagneranno poi nel lungo viaggio dell’universo tolkieniano, intuendone già in questo primo libro tratti particolari dei caratteri, luci ed ombre, decisioni avventate e destini segnati.

Ma è prima di tutto una favola, che si legge con la gioia vorace di un bambino - e perché no, perfetta per i prossimi giorni di festa da passare davanti al camino della nostra tana hobbit - che scopre per la prima volta la Terra di Mezzo e alcune delle straordinarie creature che la popolano: nani, stregoni, elfi, draghi, orchi. E la curiosa razza degli hobbit”gente piccola, alta all’incirca la metà di noi, e più bassa dei barbuti nani”, simpatiche creature amanti della buona cucina, pacifici e allegri fumatori di pipa per niente attratti da pericoli e avventure, da cui stanno alla larga protetti nelle loro comode tane. Ma è questa una favola che si trasforma presto in avventura quando lo stregone Gandalf giunge nella Contea (una della regioni in cui vive il popolo degli Hobbit) per convincere proprio Bilbo Baggins a partire per una misteriosa missione insieme ad una compagnia di tredici nani decisi a riprendersi le proprie terre usurpate da un terribile drago. Dapprima riluttante e intimorito dai pericoli che tale viaggio certamente potrebbe celare, Bilbo si dimostra un hobbit alquanto imprevedibile: capace di coraggio e inventiva, salvando la situazione e i suoi compagni in più di un’occasione il piccolo hobbit matura dentro di se una nuova consapevolezza che si accompagna alla voglia crescente di avventura lontano dal mondo tranquillo a cui era abituato. Pur sempre un poco goffo e incredulo, Bilbo rivela sotto la scorza del pacato abitante della Contea un cuore coraggioso e molto curioso verso le sorprendenti creature incontrate durante il viaggio in luoghi molto spesso impervi, personaggi indimenticabili che in alcuni casi segnano per sempre il destino del giovane hobbit. Un destino che appare segnato nel momento stesso in cui lascia la comoda tana dietro di sé, per avvicinarsi sempre di più al ritrovamento di qualcosa di magico e pericoloso che cambierà la sua vita per sempre.

Un viaggio avventuroso, una compagnia chiassosa e incontri inaspettati fanno quindi de Lo Hobbit un romanzo speciale, reso ancora più suggestivo nella splendida edizione illustrata da Alan Lee per Bompiani, la lettura ideale prima di lasciarsi trasportare dalla magia del film finalmente nelle sale.



Debora Lambruschini

0 commenti: