di B. A. Paris
Editrice Nord, giugno 2026
pp. 352
€ 20 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
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Nell Masters ha un segreto che non ha mai confessato a nessuno, non ad Alex, l’uomo con cui sta cercando faticosamente di costruirsi una vita nuova, non ai suoi amici.
Ho sempre saputo che un giorno o l’altro avrei dovuto fare i conti con la mia vita passata, quella in cui, prima di diventare Nell Masters, ero ancora Elle Nugent. (p. 16)
Ha vari motivi per temere di essere seguita, eppure si domanda se sia solo afflitta da paranoia. Se lo chiede quando scende dall’autobus e percepisce uno sguardo addosso o quando un mazzo di gigli appare sull’uscio di casa senza biglietto, senza un nome a cui aggrapparsi. Lo sente. Qualcuno la osserva.
Quattordici anni prima, quando Nell aveva un'altra identità e un'altra vita, assistette da una finestra a un episodio che non ha mai smesso di perseguitarla: ha visto una ragazza entrare nell’auto di un uomo. Poche ore dopo, quella ragazza fu trovata morta. Da allora, Nell convive con quel ricordo e il romanzo alterna il presente claustrofobico, fatto di telefonate sterili e sospetti che si insinuano in ogni gesto quotidiano, al passato che torna a reclamare i suoi conti, capitolo dopo capitolo, con un cambio di prospettiva che include anche la voce del killer.
È la fragranza che usi per il giorno. La sera ne porti un’altra. Dev’essere un profumo personalizzato, quello, perché non l’ho trovato da nessuna parte.Non che cambi qualcosa. Dubito che ci metteremo a discutere dei nostri profumi preferiti quando ti ucciderò. (p. 75)
B.A. Paris torna a trasformare la casa, il luogo che dovrebbe proteggerci, nel teatro delle nostre paure più intime e lo fa con mano più sicura.
La colpevole è il thriller più riuscito dell'autrice. I titoli precedenti (tra cui ricordiamo recensito sul sito Il dilemma) esibivano spesso un eccesso di prevedibilità, in cui il colpo di scena si percepiva a distanza e qualche delusione era quasi inevitabile. Qui no. Qui si avverte una scrittrice che ha messo a fuoco i propri strumenti e li usa con più sottigliezza, disseminando indizi che si notano solo a posteriori, quando il quadro si ricompone.
Capitoli brevi e cambiamenti di prospettiva repentini rendono la lettura scorrevole e le pagine si bruciano senza che ce ne accorgiamo. Inoltre, gli inserti dedicati al killer aggiungono uno strato di paranoia crescente, un terrore che si insinua più che esplodere.
Sotto la superficie del genere, tra le sfumature di contesto, si scorgono delle accuse. Nell è una vittima della gogna mediatica e lo è, in parte, inconsapevolmente. Nella sua storia si legge una denuncia esplicita contro il linciaggio giudiziario e sociale, contro la violenza collettiva che si scatena senza bisogno di prove. Questa è una chiave di lettura che dà un peso strutturale al romanzo e che, in un genere spesso accusato di essere solo intrattenimento, va riconosciuta e apprezzata.
Esordirò rivelandogli il mio vero nome, Elle Nugent. Potrebbe riconoscerlo. Sono trascorsi quasi quattordici anni da quando ho guadagnato notorietà su entrambe le sponde dell’Atlantico, ma la gente tende ad avere memoria lunga in fatto di scandali. (p. 92)
La colpevole resta un thriller di consumo, ma è tra i migliori pubblicati di recente e rimane in mente vari giorni dopo aver girato l’ultima pagina. Con un ritmo incalzante e colpi di scena ben dosati, è il tipico libro che i lettori anglosassoni chiamerebbero un 'popcorn thriller', da consumare pagina dopo pagina come una ciotola di popcorn al cinema, senza fermarsi.
Valentina Botrugno

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