La luce può anche oscurare. Sì, ed è un'esperienza che tutti abbiamo provato nella vita. Quando? Ci torneremo dopo. Questa è una delle tante belle riflessioni a cui questo libro induce. Ed è una delle prime, anzi se non addirittura la prima scoperta, del protagonista sotteso al titolo del libro, Il viaggiatore breve, di Gennaro Serio, pubblicato, nella consueta bella edizione, da L'Orma, nella collana "I trabucchi". Chi è il viaggiatore breve? E perché breve? Lui è Edmond Halley, scienziato, astronomo, matematico, cartografo, geologo, fisico. E ancora osservatore, filosofo, letterato, scrittore, diplomatico.
Pare impossibile che in una sola vita si condensino così tante conoscenze, così tante skills, come si direbbe adesso. Halley è il prototipo dello studioso settecentesco, poliedrico e curioso, versatile ed eclettico, enciclopedico e autodidatta onnivoro, assetato di conoscenza, tanto da aver messo la sua intera vita a disposizione e al servizio della scienza. È proprio lui il protagonista dell'ultimo lavoro di Serio. Vi troverete per le mani un libro che sfugge a qualsiasi definizione, che non si lascia ingabbiare in nessuna categoria, proprio come Halley. Non è solo un romanzo, non è solo un saggio, non è solo un racconto di viaggio, non è solo una biografia, ma è un po' di tutto questo, una sorta di pastiche littéraire, sde così si può dire, dove ogni genere è portato al massimo livello, con una cura autoriale di grande rilevanza. Proprio per questo, la lettura di questo libro richiede al lettore di farsi malleabile, di non irrigidirsi cercando una trama, di lasciarsi trasportare nel viaggio che l'autore propone. Il libro richiede di "essere un lettore dissoluto, dissennato" (p. 125).
Alcuni libri, come il Catalogue of Southern Stars (e come questo, ndr), chiedono al lettore che li si legga in modo sbagliato. Si sente chiaramente, da certi grandi libri, la chiamata alla libertà di leggerli male (p. 125)
E allora che si parta per questo viaggio, leggendo "male", in piena libertà, saltando qua e là, beandosi di certi paralleli storici audaci, tornando indietro per capire meglio un passo o per rileggerlo nella sua armonia di parole. Perché che questo "romanzo" sia scritto bene non c'è alcun dubbio. Magari potrà risultare complicato e poco lineare, soprattutto a chi in un romanzo cerca la concatenazione di fatti e una storia progressiva, ma è scritto bene.
Come il ragno che, in maniera circolare, costruisce piano piano la sua ragnatela, attento a non lasciare via di fuga al povero insetto che vi capita attorno, così Serio lentamente ci cattura e ci trasporta in mondi lontani. Diversi. Paralleli. Sovrapposti. Incrociati. Atemporali. Una giostra da cui non si vorrebbe scendere. E così, per esempio, il secolo XVIII si incontra e si scontra con il Novecento, il Seicento interseca l'Ottocento, in un dialogo che intreccia John Milton a Giorgio Manganelli, Harold Bloom a Marcel Schwob. Passando per José Luis Borges, John Aubrey, Samuel Pepys, Ben Jonson, Juan Rodolfo Wilcock. Il fulcro è il genere letterario della biografia, della narrazione, più o meno breve, di vite celebri. Che cosa possiamo sapere noi delle vite narrate? A volte bastano poche righe per illuminare una persona, a volte non bastano tomi interi. Non esiste un modo più giusto di raccontare una vita, da ogni biografia rimarranno fuori elementi, fatti, avvenimenti, pensieri. E ogni vita narrata rispecchierà, attraverso le scelte compiute, la personalità del biografo, a volte più di quella del personaggio. Quanti potenziali racconti di una vita restano fuori da quell'unica vita portata all'atto in quella che è una biografia? Non lo sapremo mai. Perché la musa della narrazione può essere ingannatrice (p.7).
L'autore stesso può essere narratore, lettore, raccoglitore di storie, censore, "bugiardo", apocrifo, fantasioso. Lo stesso Edmond Halley, per tornare al nostro Viaggiatore breve, come abbiamo visto, fu tante cose. Eppure noi lo associamo a un'unica immagine, quella della cometa che porta il suo nome, perché fu il primo ad avere intuito che quel fenomeno, che circa ogni 76 anni tornava a manifestarsi, era la stessa stella. Quella stella che Gennaro Serio non nomina, sostituendola con asterischi, forse proprio per non spingere il lettore a identificare subito Halley con la cometa, fino a pagina 160. E lo fa da par suo, citando una poesia di Marina Cvetaeva, con un altro tuffo nel Novecento, versi nei quali la poetessa russa dice che i poeti vanno "a passo di cometa".
Edmond Halley, a passo di cometa, andò per il mondo e, se vogliamo a tutti i costi, trovare una trama in questo libro, potremmo dire che è il diario perduto dei viaggi che Halley fece a bordo del Paramour, una nave da guerra della Royal Navy, con sei cannoni, riadattata a nave civile, da scoperta nel caso del nostro Viaggiatore breve. L'astronomo vi fece portare a bordo telescopi, cannocchiali e tutta la strumentazione scientifica necessaria per andare a caccia di stelle, di variazioni magnetiche, di costellazioni, di paesaggi mai disegnati. Un viaggiatore breve, zigzagante, che segue traiettorie inaspettate, compie deviazioni e osserva. E in questo viaggio vediamo il mare, le terre misteriose alle quali approda (una lunga sequela che va da Portsmouth a Sant'Elena, dal Brasile alle Azzorre, dai Caraibi alle Falkland, dalle Azzorre a Capo Verde e via e via ancora), conosciamo i compagni di viaggio, con una nota divertita e ironica a sfumatura gossip, guardiamo le stelle con l'occhio di Halley, facciamo insieme a lui le scoperte. Il tutto sempre con un tocco leggero, letterario, mai pignolo.
Ci sarebbero ancora troppe cose da raccontare, ma non vorrei togliere il piacere al lettore che si appresta a partire per questo viaggio. Nel quale incontrerà anche un viaggiatore, un tale L., forse Labiche, che in valigia si era portato l'intera sua biblioteca, che aveva appositamente miniaturizzato, ricopiandola, con un metodo particolare che gli consentiva di leggere tecnicamente, senza precludersi il piacere della lettura vera e propria. Così da non dover scegliere tra viaggio e lettura, tra i più grandi piaceri della vita. E la sua tomba conserverà un libro che ogni visitatore al suo cospetto potrà prendere, lasciandone un altro a suo piacimento... in pratica, un primo avvistamento di book-crossing.
E questo è soltanto uno dei tanti incontri narrati. Il lettore che avrà la ventura di imbarcarsi nella lettura di questo "romanzo" si prepari a sorprese.
A proposito, dicevamo della luce che può oscurare... Avete senz'altro provato, in un rifugio in alta montagna o su una barca in mezzo al mare, in una notte stellata, ad alzare lo sguardo... ecco, in quell'esatto momento avrete avuto la consapevolezza di quello che la luce delle città ci preclude, ci oscura... la luminosità delle stelle infinite che punteggiano il cielo.
Sabrina Miglio
.png)
Social Network