Due su due. Anche il secondo libro pubblicato da Aculei Edizioni per la sezione narrativa mi ha lasciata soddisfatta. Originalità e lungimiranza non mancano a questa casa editrice dai natali recenti; allo stesso tempo, non si può negare che Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo di Noemi Bengala – nota sul web come unadonnaalcontrario – avesse tutti i presupposti per essere considerata una sfida editoriale: nell’era dell’autopromozione, pericoloso e dilagante è il contagio da “fuffa guru”, pronti a dispensare istruzioni su come si sta al mondo, e verso i quali caldeggia, a buon diritto, una certa diffidenza.
Diciamocelo, tutti i libri di auto-aiuto ci hanno sfracassato gli zebedei con ’sta storia di trovare te stessa e che la risposta è sempre dentro di te. [...] Perché dentro di noi mica c’è solo saggezza. C’è un bel mix di emozioni, paure, autostima (bassa o alta all’occorrenza). E vogliamo parlare degli ormoni? […] Acquisito che è davvero ardua impresa capire qual è la strada giusta per trovare ’sto benedetto posto nel mondo, io nel dubbio ne ho intraprese parecchie. (p. 15)
Ed ecco qui trovata la prima differenza. In questo racconto di vita, organizzato per brevi capitoli, Noemi Bengala, autrice e io narrante, si segnala come una voce autentica. Non promette, non pretende, non istruisce: si limita a raccontare, mettendo insieme cocci e a nudo sentimenti per riconoscerne il peso, farvi luce e infine lasciarli andare, con consapevolezza e generosità. Lo scopo? Essere un faro per tutte quelle anime che, come lei, si sono sempre sentite “al contrario”, in perenne ricerca di un ritaglio di mondo in cui sentirsi giuste. Dagli abusi in età infantile ai disturbi alimentari, dal richiamo del viaggio a quello della maternità, Noemi ricostruisce le fermate che l’hanno condotta sui binari della sua strada: quella vocazione che trova il suo punto di unione nel dialogo tra scienza e spiritualità, in continuo divenire. La lettura assume così per il lettore la portata di un dono di pregio: quello di una donna che ha trovato il coraggio di non narrarsi vittima della vita e di mettersi in cammino, con la gravità e la curiosità tipiche di ogni viaggio dell’eroe.
Tendiamo, ed è assolutamente umano, a dare la colpa di tutto ciò che ci accade a qualcun altro o a qualcos’altro. Quando, infine, comprendi che ciò che ti accade è lì per te, per la tua evoluzione personale, perché noi abbiamo la grande possibilità di farci qualcosa, allora la prospettiva cambia del tutto. (p. 31)
La narrazione non assume mai la forma di un manuale. L’autrice, semmai, propone “assaggi” di studi, tecniche e pratiche sperimentate nello sviluppo del suo potenziale interiore, tra cui si segnalano il buddhismo, le neuroscienze, i tarocchi e la cosiddetta “psicologia del cavallo”. Il filo rosso è una prospettiva olistica e integrativa, sostenuta da una passione profonda per la mente umana e da un genuino desiderio di trovare il proprio posto: quel posto cercato lì fuori solo per fare ritorno, con più consapevolezza, a quello interiore, sempre in attesa di essere abitato.
A fungere da collante stilistico della “guida”, come preannuncia il titolo, è poi l’ironia, che conferisce alla narrazione equilibrio e tenuta, permettendo al lettore di affidarsi al contenuto delle pagine e rinunciare a ogni scetticismo. Un’ironia delicata, si potrebbe dire, che rispetta e accarezza i contenuti più impegnativi diventando cifra stilistica coerente e originale. Lo stile risente forse della dimestichezza dell’autrice con i contenuti di un blog (ricordiamo Unadonnaalcontrario), senza che però questo tolga credibilità al nuovo formato scelto da Noemi per raccontare la sua storia, che si distingue anzi per freschezza e personalità, aprendosi a una universalità dalla quale ciascuno può pescare un'intuizione per rendersi protagonista della propria vita.
Ultima nota di merito è per l’impaginazione. Font divertenti, frasi reminder in stile post-it intervallate al corpo del testo e incantevoli illustrazioni poste in apertura di ogni capitolo rendono la lettura ancora più godibile e curata, valorizzando ulteriormente il volume.
Ammetto di essermi proposta di leggere, forse neanche per caso, un libro poco allineato con le mie abituali preferenze: un testo ispirazionale che parla a quelle anime che faticano a rispecchiarsi nell’ossessione tutta occidentale di etichette e conformismo, velenosa per chi voglia esprimersi in termini di senso, più che di profitto. E non lo sono forse anch’io? Quello che posso dire, però, è che dallo studio e dalla ricerca di cui Noemi dà prova – nei libri come nell’esperienza del mondo – mi porto via qualcosa. Un racconto di vita, una penna sincera, una nuova fiducia. Quanto al posto nel mondo, forse, è ancora presto; di certo, ne esco con qualche coordinata in più.
Giulia Tardio

Social Network