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E se la vita ci mostrasse i suoi bivi e le strade non intraprese? "Alla fine di una caramella al limone", di Rachel Linden

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Alla fine di una caramella al limone
di Rachel Linden
Milano, Garzanti, 2023

Traduzione di Alessandra Casella

pp. 384
€ 18,60 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Seattle, giorni nostri: Lolly, una giovane donna di trentatré anni vive la sua vita, incastrata in un'esistenza che non sente più sua. Un grande amore adolescenziale, Rory, sfumato nel passato e ormai lontano, oggi ancorato ad un'altra vita e promesso ad un'altra donna, un lavoro, quello di pasticciera, che ha svolto sempre nel suo ristorante di famiglia, tante scelte che ha fatto per restare vicino ai suoi e infine una madre venuta a mancare prematuramente. Una vita che non sente pienamente sua ma che si ritrova a vivere e dalla quale non riesce a muoversi. E se, per un attimo, avesse l'occasione di vedere uno scorcio di quelle realtà parallele, esistenti solo nel mondo ipotetico delle scelte non compiute e dei passi non fatti? L'occasione viene offerta alla nostra protagonista dalla zia Gert, uno strampalato e assai misterioso personaggio, che una sera rivela a Lolly il potere magico di alcune caramelle al limone: se mangiate prima di andare a dormire, consentono di vivere una seconda vita, di mostrare la strada non intrapresa.

"Probabilmente ti stati chiedendo perché ti ho chiesto di venire." MI lanciò uno sguardo vagamente imperioso. "In effetti." Cambiai posizione sulla sedia dura, ansiosa di fare ritorno nella mia cucina. Il caffè mi stava chiamando a gran voce. La zia andò agli scaffali e frugò in una piccola scatola d'argento finemente intarsiata, poi tornò da me e mi tese la mano. [...] "Ecco, ho un dono per te. Consideralo un regalo di compleanno anticipato." Sorpresa, allungai la mano. Le sue dita erano fredde, ossute e forti. Mi mise sul palmo aperto degli oggettini grandi come biglie, poi fece una passo indietro. Guardai il regalo. Nella mia mano c'erano tre caramelline al limone grandi come una moneta da dieci centesimi: di un colore giallo brillante, erano a forma di limone e ricoperte da una spolverata di zucchero. Quel tipo di caramelle che le nonne tengono nel barattolo per anni, perché nessuno le mangia mai. (p. 59)

Così, un po' scettica e un po' curiosa, Lolly ci prova e decide di riprendere in mano il diario di quando era ragazzina, in cui aveva trascritto i suoi desideri più reconditi, i suoi sogni più arditi. Per una volta, per una notte, potrà finalmente vedere le sue vite alternative: cosa sarebbe successo se...? Il primo desiderio era quello di aprire un ristorante in Inghilterra, lasciando la natìa America e varcando il confine britannico. Ebbene, sogno dopo sogno (che poi, a ben vedere, sono davvero sogni, quelli che vive? In tal caso perché si sente così stanca al risveglio, con ancora addosso i profumi e le tracce di ciò che ha vissuto durante la notte?) Lolly vede come avrebbe realizzato i propri sogni ma scopre anche realtà che non avrebbe mai immaginato o voluto ipotizzare, perché una scelta comporta delle conseguenze, sempre, sia positive che negative. Ed è così che Lolly finalmente trova il coraggio per riprendere i sogni in mano e di dare una svolta alla propria vita.

Alla fine di una caramella al limone può entrare a buon diritto nella categoria dei, diciamo così, "comfort book", ovvero quei libri non troppo impegnativi, delicati, dalle tinte sfumate, utili ad un momento di relax dopo una lunga e faticosa giornata. Capaci di regalare un attimo di decompressione, questi titoli possono risultare forse stucchevoli per i lettori forti, magari abituati ad avere a che fare con storie complesse e talvolta anche forti, capaci di comunicare messaggi importanti. 

I lettori accaniti, infatti, non credo che tarderanno a trovare piccole crepe nella struttura narrativa o - per dirlo meglio - scelte che potrebbero sembrare di difficile comprensione: tralasciando ovviamente la questione delle caramelle capaci di aprire una sorta di varco spazio-temporale su mondi possibili e alternativi (ché la storia si regge interamente su questo presupposto e la sua assunzione fa parte del gioco, del patto narrativo che lega scrittori-lettori), sarebbe stato efficace dare un ritmo più veloce alla storia, asciugando una tendenza molto descrittiva, inserendo magari qualche altra vicenda, nella prima parte libro a fare da traino magari, alternativa alla presenza di Rory, poiché se è vero che è sicuramente molto romantica l'idea che il primo amore non si scorda mai, ci si augura per Lolly che altri amori, magari più solidi e maturi, siano accaduti nella sua vita e le abbiano preso il cuore.

Insomma,  questo è un titolo che può sicuramente rappresentare un diversivo, una storia leggera e romantica, adatta a una lettura poco impegnata, sicuramente rilassante.

Valentina Zinnà