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"Il testimone chiave" di Sarah Savioli: un giallo estivo leggero ma non banale

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Il testimone chiave
di Sarah Savioli
Feltrinelli, 2021

pp. 304
€ 16 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


 

"Questa è la situazione, Anna. Che degli altri non sappiamo mai abbastanza, però attacchiamo le nostre etichette comunque (...), comprendere ci aiuta ad affrontare il mondo in maniera più costruttiva, non pensi?" (p. 277)

Era da un po' di tempo che sentivo forte l'esigenza di rifugiarmi in una storia scorrevole ma che facesse riflettere, e solitamente quando questo bisogno si fa impellente mi affido sempre ad un buon giallo.
Anche stavolta non ho fatto eccezione ed ho scelto di proseguire la serie (della quale è in corso lo sviluppo per una serie televisiva) che l'autrice sarda Sarah Savioli aveva inaugurato con Gli insospettabili (Feltrinelli, 2020), e che oggi continua con Il testimone chiave.

Nella nuova storia ritroviamo la nostra eroina Anna, una donna sui quarant'anni che in seguito ad un incidente ha acquisito il "dono" di riuscire a comunicare con tutte le forme di vita che popolano il pianeta, dalle piante agli animali.
La dolce quanto imbranata protagonista è sempre alle prese con la sua famiglia d'origine (composta dal burbero ma amorevole padre, dalla dolce seconda moglie dell'uomo e dalla sorella sempre bisognosa di affetto), oltre al marito ed al figlio piccolo, e continua a mettere a disposizione il suo "talento" per risolvere i casi dell'agenzia investigativa nella quale lavora, sempre efficacemente supportata dal buon Tonino, dal severo Giovanni Cantoni e dal simpatico Otto, un cane alano arlecchino dolcissimo ma estremamente pauroso.

In questa avventura Anna ed i suoi colleghi si ritrovano ad indagare sul misterioso suicidio del facoltoso industriale Luigi Barani, del quale l'unico spettatore (il testimone chiave che dà appunto il titolo al libro) è il cane Carl il carlino, che scompare improvvisamente poco dopo aver comunicato alla donna di aver visto un'inquietante presenza la sera in cui è morto il suo padrone: riusciranno i nostri eroi a risolvere il caso?
Si nasce, si cresce, si impara e si è chi si è. E noi genitori dovremmo semplicemente accettare, gestire il nostro stupore e capire che, con i nostri figli, il percorso che facciamo si arricchisce di molte più finestre sul mondo (p. 19).
Sarah Savioli non perde la verve ironica che avevamo imparato a conoscere nel suo primo libro, ma non manca di alternare riflessioni serie e profonde sui tanti aspetti della nostra vita.

Di questa storia (come della precedente) non si possono non apprezzare gli "interrogatori" fatti a pipistrelli drogati, tartarughe ipocondriache, erbette frustrate e cagnolini poco collaborativi, che riescono sempre a strapparci una risata.
Eppure la leggerezza con la quale la scrittrice ci presenta queste creature non deve trarci in inganno, poiché questa cela un aspetto più profondo ed interessante: le voci di piante ed animali, infatti, rappresentano un punto di vista altro rispetto a quello solito al quale siamo abituati, un incitamento a cambiare prospettiva ed a osservare la realtà circostante con occhi nuovi.

A differenza de Gli insospettabili, con Il testimone chiave noi lettori scopriamo alcuni tasselli in più della vita privata di Anna: il marito Alessandro è preoccupato per l'incolumità della moglie, messa a dura prova dalla sua professione, il padre è malato e la sorella Lavinia ha sempre più bisogno di attenzioni.
Anna si trova proprio al cento di questo marasma, e tenta di fare del suo meglio per gestire le situazioni che lei ed i suoi cari si trovano a fronteggiare.

La mia vita mai come ora mi sembra essere un giardino incolto intervallato dalle bolle a loro modo ordinate dei momenti lavorativi e io sono un'Anna rotta in pezzi che porge parti differenti a momenti differenti e non si sente mai completa o anche soltanto sufficiente (pp. 129 - 130).

Il testimone chiave è un giallo piacevolissimo, di quelli ottimi per staccare e fare una pausa dai libri molto impegnati, di quelli che sembrano fatti apposta per essere letti sotto l'ombrellone, da sfogliare pigramente mentre si sorseggia una granita al limone dello stesso giallo della copertina, di quelli che a prima vista ci paiono leggeri, ma che in realtà celano molti significativi insegnamenti.

Non possiamo che augurarci che la serie ideata da Sarah Savioli prosegua, e nel frattempo possiamo fantasticare sui volti che avranno gli attori che interpreteranno i personaggi dei libri nella serie tv. 

Ma c'è quello che vogliamo e c'è quello che riusciamo, fra loro c'è tutto quello che non possiamo (p. 47).


Ilaria Pocaforza