in

Amore e Psiche - la tradizione e il mito

- -
Amore e Psiche
di Annamaria Zesi e Daniele Durante
Roma, L'asino d'oro edizioni, 2019

pp. 70
€ 28,00 (cartaceo)

Il libro di Annamaria Zesi e Daniele Durante è un vero e proprio gioiellino da intenditori. L'opera, di una raffinatezza rara, si offre al lettore in tutta la sua potenza evocativa, riuscendo nel giro di poche pagine a catturare la sua attenzione.
Al centro della narrazione il mito di Amore e Psiche, riproposto qui in una innovativa veste grafica e accompagnato dalle bellissime illustrazioni di Daniele Duranti. L'autrice dei testi, Annamaria Zesi, che ha svolto la propria tesi di laurea proprio sulla storia di Amore e Psiche, ha già all'attivo una pubblicazione sullo stesso tema, Storie di Amore e Psiche (L'asino d'oro), in cui porta avanti una trattazione sulla fortuna di questa favola. La profonda conoscenza della materia è evidente nel Prologo, in cui la Zesi ci racconta le origini del mito:
«Non sappiamo dove, né chi fu, a raccontarla per la prima volta; l'abbiamo sentita da cento e cento narratori ovunque nel vasto mondo: in Cina, in India, in Persia e in Turchia. In fondo all'Africa, all'incrocio dei due mari, la raccontano gli zulu, più su, tra le coste e il deserto, i berberi. Grecia, Italia, Francia e Spagna, le terre intorno alla foresta nera, quelle sulle rive del Baltico, quelle bagnate dal mare del Nord… e tanti altri paesi ancora ha percorso la nostra storia. […] Un poeta africano di nome Apuleio, per primo prese tavolette e stilo, e la scrisse. O almeno sua è la prima versione scritta arrivata fino a noi.» (p. 4)
Le parole dell'autrice, riportate in coda al volume, dimostrano bene la cura e l'attenzione riservate a questo lavoro:
«Quanto alla scrittura del testo, il mio intento era riportare la favola di Amore e Psiche alla sua probabile origine, ossia alla trama essenziale di un'antica fiaba di tradizione orale. Ho usato molti registri, ho preso ovunque, da autori noti e da oscuri narratori. Ho usato espressioni popolari, famigliari, epiche, mescolato lingua alta e bassa e mi sono permessa qualche libertà sintattica.»

La storia è divisa in trentacinque brevi paragrafi, accompagnati dalle illustrazioni di Duranti. Queste ultime rappresentano con varie tecniche i diversi momenti della favola: Cupido inviato da Venere per far innamorare Psiche, l'incontro tra i due, Amore che viene ferito da una goccia d'olio bollente, e così via. La storia ha il ritmo delle vicende appassionanti e velocemente conduce il lettore alla fine. Ogni tavola è curata nei minimi dettagli e le illustrazioni sono fortemente evocative, rappresentando perfettamente l'atmosfera di quel momento della storia che vogliono illustrare.


Daniele Durante, docente di architettura presso la facoltà di architettura della “Sapienza”, Università di Roma, e visiting critic alla Cornell university, racconta così il proprio intento:
«Nel disegno cerco un'intenzione, un progetto che non chiude ma apre la forma, annunciandone il processo di realizzazione e di trasformazione continua. È dal movimento della sua formazione che ha origine il mio piacere nel disegno: disegnare una linea non è distendere un tratto, bensì seguire il suo desiderio di avviare la scoperta della forma dell'apparire e toccare con mano la simultaneità di una moltitudine di istanti.»


La favola di Amore e Psiche, così, trova nuova linfa vitale e si rinnova, trovando il suo posto tra le pubblicazioni dell'Asino d'oro, la quale dà una nuova veste a questa favola millenaria: un racconto delicato, in cui si raccontano «le meravigliose avventure di due giovani amanti: le trepidazioni, le incertezze, il mistero e la gioia che si accompagnano al primo amore.» (p. 5)

Valentina Zinnà