lunedì 21 marzo 2011

Il collezionista di orologi di R. Raisi

"Il collezionista di orologi"
di Robero Raisi
Minerva Edizioni

pp.159
15,00€

Scrivere un giallo non è mai semplice. Il rischio di scivolare sull'ovvio, scoprendo le carte in tavola sin da subito, pur con la convinzione di celare e creare mistero, è uno degli elementi tipici contro cui si scontra uno scrittore. 

La trama. 

"Il collezionista di orologi" basa la sua evoluzione a partire da un omicidio senza colpevole. Su questo impianto si intrecciano storie, malumori, ricerche, colpi di scena. 
Alba Fregna, una importante collezionista di orologi, viene uccisa. Il paese di Molinella, provincia di Bologna, ne viene toccato: rivalità e conti in sospeso vengono riaperti con l'apertura delle indagini. 
Il commissario Gianni Passerini, con l'aiuto dell'amico Santo Merendino, agente di commercio e appassionato investigatore dilettante, portano avanti le indagini, narrando le loro storie, quelle del paese e quella alla base della morte della donna e dei collezionisti d'orologi implicati nel giallo. Come sempre accade, il reale colpevole, nascosto da tutti gli ipotetici, è l'insospettabile.

Tecnica e stile.  Questo romanzo è stato realizzato attraverso la tecnica del "custom made". 
Alcune persone hanno prestato il loro nome e cognome e il proprio volto ai personaggi immaginari. Le loro fotografie corredano il romanzo e facilitano una familiarizzazione tra personaggi scritti e realtà (piegata al volere della fantasia). 

La scrittura, vivace, caratterizzata da alcuni regionalismi della zona padana, scorre veloce all'interno di una storia dal comparto piuttosto semplice. L'utilizzo di termini tecnici d'indagine, attinti dalla filmografia americana correlata alla medicina legale e alle squadre d'indagine, risulta, talvolta, stonato. Contestualizzano, certo, l'evento del decesso all'interno di un meccanismo criminale. Tuttavia posate sulla bocca di personaggi caratterizzati da tipicità "paesane", generano talvolta stridio, soprattutto in considerazione del fatto che sia il commissario, sia l'amico, sia gli agenti non vengono descritti come luminari delle scienze criminologiche e d'indagine.

La descrizione di paesaggi e movimento risulta molto avvincente, veloce, quasi come se al posto della penna lo scrittore avesse in mano una cinepresa. La caratterizzazione dei luoghi, con sapori, paesaggi, odori, ritmi, accenti, permette al lettore di calarsi nell'affresco di provincia bolognese.

Risultato decisamente poco credibile e alquanto fantasioso lo svolgimento delle indagini per opera di un commissario che condivide ogni notizia segreta con un agente di commercio, tanto da chiamarlo e chiedergli vicinanza nei momenti cruciali dell'operazione. Appare piuttosto lontano dalla realtà la divulgazione di dati sensibili, come i risultati dei test sul cadavere e sulla scenda del delitto a persone esterne all'indagine e non appartenenti alle forze dell'ordine.
Spennellata di noir nel tratteggio del personaggio del commissario, ma poco credibile la centralità dell'agente di commercio nell'economia del romanzo. 

Elemento affascinante è la vicenda collegata ai collezionisti d'orologi. Questa scelta ha in seno un elemento esotico capace di generare curiosità e fascinazione.   

Carolina Venturini