I luoghi Nilo e Orient Express suscitano un'immediata associazione di idee, soprattutto nel secondo caso: assassinio. Sono infatti lo sfondo di due dei più celebri romanzi di Agatha Christie con protagonista l'investigatore belga Hercule Poirot. Forse non è l'aspetto che più salta agli occhi quando si pensa alla produzione della regina del giallo, ma i luoghi hanno un'importanza strategica: vuoi che sia il posizionamento delle cabine rispetto alle porte del vagone, vuoi che un'isola impedisca alle vittime di scappare o vuoi anche solo l'atmosfera della quieta campagna inglese, l'ambientazione è parte integrante del mistero e della sua risoluzione. Niente di strano quindi se il nuovo volume della collana Passaggi di dogana, di Giulio Perrone Editore, sceglie Agatha Christie come guida per l'Inghilterra: e lo fa con l'accurata ricerca di Melania Guarda Ceccoli.
Fin da bambina, ho sempre immaginato Agatha Christie come un’anziana signora dai capelli bianchi, con un volto serio incorniciato in una foto in bianco e nero. La tipica signora inglese che vive in campagna, sorseggiando il tè con una goccia di latte mentre scrive uno dei suoi romanzi gialli, quelli che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Mai immagine fu più sbagliata. Dietro quell’aria austera si nascondeva una donna curiosa, moderna, avventurosa e – per il suo tempo – fuori dagli schemi, capace ancora oggi di far discutere. (p. 7)
Non era una donna sedentaria. Agatha Christie, sia con il primo che con il secondo marito, ha viaggiato in lungo e in largo, con la disinvoltura che solo la nazione con il più vasto impero coloniale della storia può regalare ai suoi sudditi. Dal Gran Tour del 1922 tra Australia, Nuova Zelanda e Canada, alle spedizioni a Ur dove conobbe il secondo marito, la scrittrice ha esplorato un bel pezzo di mondo e ne ha riportato le atmosfere nei suoi romanzi. I luoghi esotici hanno fornito lo sfondo migliore per la letteratura d'evasione: nella prefazione a Assassinio sul Nilo, l'autrice dichiara proprio che, tramite le sue pagine, il lettore potrà raggiungere cieli assolati e acque azzurre pur restando sulla propria poltrona. Ma se i suoi romanzi di più ampio consumo hanno atmosfere altre, è nella descrizione dell'Inghilterra e dei vezzi comportamentali dei suoi abitanti che Christie ha portato il brivido di paura nei luoghi, apparentemente, più tranquilli e sonnacchiosi del mondo. In Inghilterra con Agatha Christie di Melania Guarda Ceccoli ha due principali linee di indagine: i luoghi di Agatha in quanto persona e i luoghi di Agatha in quanto scrittrice.
Ho vissuto in un numero incredibile di case, le ho comprate e le ho scambiate, ho arredato case, le ho decorate e vi ho introdotto aggiunte e cambiamenti. Case! Case, Dio benedica le case! (p. 45)
Con una citazione dalla sua autobiografia, Ceccoli mostra subito l'importanza che lo spazio domestico aveva per l'autrice. In alcuni casi, le abitazioni in cui Christie ha vissuto – come il numero 5 di Northwick Terrace, la prima casa in cui andò ad abitare con il marito – sono ormai andate distrutte e questo ci porta a una sorta di archeologia del negativo, ovvero uno spazio un tempo occupato di cui oggi si vede solo il calco; in altri casi, la guida ci accompagna in luoghi che sono quasi di culto, come il numero 58 di Sheffield Terrace, dove visse con il secondo marito tra il 1934 e il 1941 e dove scrisse, tra gli altri, Assassinio sull'Orient Express.
Ma i luoghi di Agatha in quanto persona, non sono lontani da quelli di Agatha in quanto scrittrice. Cockington, pittoresco e molto fotografato villaggio vicino a Torquay, era un luogo dove la giovane Agatha andava volentieri a cavalcare: il tranquillo aspetto del villaggio fu di ispirazione per St. Mary Mead, dove Jane Marple vive e osserva la natura umana così essenziale per darle la giusta ispirazione per la risoluzione dei casi. Burgh Island, a un'ora di macchina, circa, da Plymouth, fu il luogo dove l'autrice si ritirò dopo il divorzio, in cerca di pace. L'isola che «la marea la separa dal mondo e, quando il sole tramonta, le ombre delle scogliere si allungano sul mare, come se custodissero segreti sussurrati
dal vento» (p. 77) ha ispirato l'ambientazione per Dieci piccoli indiani, il mistero della camera chiusa, a mio parere, più terrorizzante scritto da Christie.
Di abitazione in abitazione e di delitto in delitto, si percorre l'Inghilterra in lungo e in largo, senza dimenticare anche i luoghi che hanno testimoniato il successo dell'autrice come il Theatre Royal di Nottingham che vide, il 6 ottobre 1952, la prima messa in scena di Trappola per topi, l'adattamento teatrale di Tre topolini ciechi e che è, ancora oggi, l'opera teatrale più longeva della storia.
A corollario, il volume include qualche curiosità sui personaggi principali creati dall'autrice e qualche possibile indiscrezione su chi potrebbe averli realmente ispirati: le ipotesi sulla figura di Poirot sono degne di un'investigazione.
Molti sono i luoghi esplorati dalla collana Passaggi di dogana. Tra la Londra di Virginia Woolf e la Dublino con James Joyce non si poteva sperare in una guida più adatta di Agatha Christie per scoprire, sotto una luce diversa, l'Inghilterra, regione quanto mai intrisa di arsenico e vecchi merletti.

Social Network