sabato 10 dicembre 2005

L'impalpabile penna di Banana Yoshimoto


"L'abito di piume"
di Banana Yoshimoto
Prima edizione ne "i Canguri" Feltrinelli 2005

Traduzione: A. G. Gerevini
Pagg. 130 + glossario
Prezzo: 10,00 €

Scabro ed essenziale, in pieno stile della Yoshimoto, anche questo libro tratta della ricerca di sé, intrecciata alla vicenda d'amore. La trama è semplice, ma non vuota; infatti, la protagonista Hotaru, dopo aver vissuto per anni all'ombra dell'amante, resta sola e, dal suo stato di depressione e disperazione, decide di ritornare al paese dove è cresciuta. Il viaggio è un vero e proprio percorso nel passato, delicato e incisivo al tempo stesso: Hotaru prende coscienza di sé, della sua indipendenza di pensiero e di volontà, dell'amore per i famigliari che non rivede da tempo e riscopre la bellezza di un mondo perduto, ristretto come quello di un paesino giapponese sulle rive di un grande fiume. Sarà proprio in questo luogo che incontrerà Mitsuru, ragazzo dalla triste vicenda famigliare, che dà alla protagonista una sensazione di deja-vù continuo, finché alla fine del libro si scioglierà la vicenda...
Attorniato da pochi personaggi minori, "L'abito di piume" fa leva su un buon ambiente dialogato, incastonato tra una serie continua di riflessioni. Nonostante lo stile eccessivamente paratattico - dovuto in gran parte allo stesso sistema sintattico giapponese -, notiamo un'azione lenta, che s'avvicina più a un'azione di pensiero, anziché fisica. Come Banana Yoshimoto già ci aveva abituato con i romanzi precedenti, anche qui si arriva a respirare un grande serenità finale, in un percorso di speranza inarrestabile.