domenica 21 aprile 2013

Pillole Di Autore - Da "Il libro nero" di Giovanni Papini


Nel 1931, Giovanni Papini (1881-1956) pubblica Gog, un libro singolare basato su pagine scelte da un diario di tale Gog, personaggio immaginario, «strano nomade malato di nervi», che ha conosciuto Papini in una casa di cura. L'autore finge di operare una selezione tra le sue carte, con lo scopo di offrire ai lettori «un documento singolare e sintomatico: spaventoso, forse, ma di un certo valore per lo studio dell'uomo e del nostro secolo». Gog è infatti un acuto osservatore della contemporaneità, dei vizi e delle malattie dell'uomo contemporaneo, ma anche delle tendenze più sconcertanti per il futuro. Il suo sguardo, disincantato e disinibito, non conosce freni: la malattia mentale, infatti, autorizza Gog a qualsiasi eccesso (più contenutistico che formale), con accessi di satira e un ironico gusto per il paradosso, a cominciare dal fatto che è proprio un malato di nervi a criticare i cosiddetti sani
A distanza di vent'anni, Gog torna a essere protagonista di Il libro nero, pubblicato nel 1951 e vincitore del Premio Marzotto nel 1952. Papini accompagna il libro con un'avvertenza, che lo deresponsabilizza dai contenuti dell'opera attraverso una lettera che si finge mandata dallo stesso Gog. Proprio l'opera del '31, pubblicata anche in America, avrebbe infatti indotto Gog a «riprendere il mio diario che le ricadute del solito male mi avevano fatto metter da parte». 

Il titolo è arbitrio dello stesso Papini e testimonia «una delle più nere età della storia umana», tra guerra e dopoguerra. L'operazione di censura è stata necessaria, per passaggi «troppo scandalosi o troppo dolorosi».  Storia, società, letteratura, critica aspra e predizioni inquietanti per il futuro si avvicendano in questo libro nero

Per le #PilloleDiAutore di oggi, è stato scelto un brano che potrebbe perfettamente incunearsi nel genere della critica sociale o nel quadro distopico di un presente che vedere realizzarsi l'etica del profitto e della produzione, a discapito della qualità intellettuale e dell'originalità del romanzo. Infatti, Gog racconta di un viaggio a Chicago, in una fabbrica di... romanzi! 
Come vedrete, la puntuta analisi critica è fortemente attuale e non manca l'ironia fantasiosa del grande narratore.


Opificio del romanzo
Chicago, 2 marzo. 
Sono, da qualche tempo, uno dei più grandi azionisti della Novel's Company Ltd. e trovandomi di passaggio a Chicago, ho voluto visitare l'officina della società.
Fra tutti i prodotti in carta stampata, che vengono offerti al pubblico, il romanzo è quello più richiesto e quello più largamente vendibile, sì ch'è nata, nel cervello di un mio giovane amico, l'idea di farne una vera e propria industria per offrire ai consumatori, in grandi quantità,un materiale standard. La fantasia al servizio del bisogno d'evasione: questa è la facile formula della Novel's Company Ltd. Il romanzo - ch'è divenuto un oggetto di giornaliero consumo e, per molti, di prima necessità - non poteva esser lasciato alla vecchia produzione individuale e artigiana, all'iniziativa privata.
Lo stabilimento dove si fabbricano i romanzi in serie sorge sulle rive del lago di Erié, ed è costituito da parecchi capannoni sparsi in un giardino, per i vari reparti. La divisione del lavoro - ch'è il segreto della produzione industriale di massa - è qui rigorosamente applicata.
In uno dei capannoni lavorano gli specialisti dei paesaggi agresti e degli scenari cittadineschi. In un altro sono all'opera quelli che preparano le descrizioni degli interni e degli arredi, della taverna negra al castello del miliardario. In un terzo capannone son raccolti i creatori di tipi femminili di ogni classe e misura, delle avventuriere di medio ceto, delle vergini ricche e innamorate, delle dame adultere, delle contadine del West, delle mulatte delinquenti e delle prostitute fatali. In un capannone vicino si apprestano, invece, i protagonisti maschili, dei gangsters e dei cowboys, degli uomini politici e dei ballerini professionali, dei conquistatori da salotto e degli sfruttatori di donne. V'è poi il capannone dove s'inventano forme nuove di delitti e intrecci di tenebrose vicende; e un altro che ospita i competenti dell'erotismo, di tutte le inversioni e le perversioni del sesso, assistiti da medici psicanalisti e da meretrici a riposo. Né manca una biblioteca di romanzi d'ogni tempo e paese - utilissima per le imitazioni e i plagi - e dove un linguista, addetto alla sezione dei vocabolari, suggerisce i termini dei dizionari tecnici, dello slang e dell'argot agli operai principianti e meno esperti.
Al centro del giardino s'inalza la palazzina della direzione centrale dove una schiera di aggiustatori ben pagati, mettono insieme, servendosi dei pezzi forniti dai diversi reparti, i romanzi, ben confezionati, secondo i moduli e gli stampi preferiti dal gran pubblico.
Il direttore generale - ch'è un vecchio romanziere un tempo assai popolare in tutti gli Stati Uniti - mi ha detto che in questo momento la produzione s'è orientata, per ragioni economiche, verso due tipi di romanzo: il Romanzo Venereo (con giudiziosa dosatura pornografica) e il Romanzo Criminale nelle due sottospecie: quello dove trionfano i delinquenti e quello dove trionfano i poliziotti. Il Romanzo Sentimentale e il Romanzo Psicologico sono in forte ribasso, sul mercato, al pari del Romanzo Storico e del Romanzo Sociale.
- La nostra produzione media, ha detto il Direttore, è di circa duecento romanzi al mese ma si spera di aumentarla dentro l'anno prossimo. Gli operai addetti alla fabbricazione ammontano a circa cinquecento, sono per la massima parte giovani laureati delle Università, vecchi giornalisti e letterati falliti. Non mancano, però, le donne, che si son rivelate lavoratrici diligenti e instancabili. Abbiamo, naturalmente, una grandiosa tipografia con macchine modernissime e un ufficio commerciale che, attraverso agenti e rappresentanti, diffonde i nostri romanzi nelle più remote plaghe del paese. I nostri prodotti standard hanno conquistato milioni di lettori perché corrispondono perfettamente ai gusti della classe media. Le nostre tirature annuali, sommate insieme, salgono a parecchi milioni di copie; il nostro successo è immenso e sicuro; l'azienda comincia a essere attiva. Alla prossima assemblea degli azionisti potremo proporre un dividendo del 12%.
Ho lasciato l'opificio della Novel's Company Ltd. molto soddisfatto. L'affare procede nel miglior modo possibile ed io son contento di non aver investito male i miei dollari. 

Edizione di riferimento: Giovanni Papini, Il libro nero. Nuovo diario di Gog, Firenze, Vallecchi, 1951, pp. 67-70.


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Introduzione e selezione del testo a cura di Gloria M. Ghioni

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