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Una sessantenne che si riprende la vita tra sexy shop e app di incontri. "Il talento di Margherita" di Viola Veloce: saper leggere tra le righe.

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Il talento di Margherita
di Viola Veloce
Feltrinelli,  2026

pp. 304 
€ 15 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Ha sessant’anni Margherita, un lavoro noioso e poco stimolante come impiegata al Tribunale di Milano, un divorzio alle spalle subìto come un tradimento, nessuna relazione amorosa ormai da anni, una pizza il sabato sera con le ex compagne di scuola come unica evasione e un figlio ventenne, che ha cresciuto da sola, chiuso in camera o fuori con gli amici, che non ha più bisogno di lei.

Il talento di Margherita è l’ultimo romanzo di Viola Veloce e ci racconta appunto la vita di una donna che si è dimenticata di sé stessa, che si lascia ormai trascinare dalla quotidianità di una vita fatta di sacrifici e responsabilità e che non le dà ormai entusiasmo.

Il romanzo si muove su due tempi, il passato felice, vivo e luminoso come amante accanto a Pietro, un magistrato del Tribunale con il quale ha una grande intesa, sia amorosa sia intellettuale, e il presente grigio, spento e monotono di madre che ha lasciato indietro sé stessa per barcamenarsi e sopravvivere tra le responsabilità e gli impegni della vita. Margherita è dislessica e se la scuola l’ha relegata a un ruolo marginale precludendole la possibilità di proseguire gli studi universitari, da sola trova il proprio metodo: «scomponevo gli argomenti complessi in elementi più semplici» (p. 151). 

Ha intuito e visione d’insieme, sa cogliere connessioni, legge tra le righe ed è in grado di notare ciò che normalmente sfugge alle altre persone e ciò la rende una ottima investigatrice: grazie a questo suo talento, risolve casi intricati di omicidio, ma soprattutto sa comprendere le persone, le sa leggere come se fossero quei libri che la dislessia le rendeva così faticosi e inaccessibili. 

Alla soglia dei sessant’anni, sente di nuovo la vita dentro di sé spingere con urgenza e cerca un modo per farla uscire, ormai impreparata a gestirla: ricorda di avere un corpo ed entra nel mondo dei social e delle app per incontri che le fanno conoscere uomini improbabili, altrettanto incapaci e impreparati ad affrontare questo terzo tempo della vita (si parla tantissimo di menopausa ma assai poco di andropausa), e tra visite mediche che le promettono una ritrovata giovinezza, incontri sbagliati e sexy shop, ci mostra senza filtri e senza vergogna che è possibile innamorarsi e vivere la propria sessualità anche a sessant’anni.

Con una scrittura ironica che abbandona gli stereotipi e le caricature, Viola Veloce descrive una donna imperfetta e attuale con le sue paure e le sue fragilità che pur ferita dalla vita, rinasce a poco a poco grazie alla propria intelligenza, all’autoironia e alla sensibilità che ha nascosto per tanti anni nella parte più profonda di sé e nessuno le ha potuto portare via. È questo il vero talento di Margherita: affrontare i cambiamenti, trasformare le sconfitte in occasioni di rinascita, accettarsi senza voler rincorrere ossessivamente e pateticamente il tempo della giovinezza, comprendere che si abita un corpo che ha tempi differenti. Margherita rappresenta senza filtri il disorientamento emotivo che la nostra società impone con i suoi modelli di bellezza che vengono trasportati banalmente e semplicemente in un’altra età, fatta di sentimenti e consapevolezze ormai diverse perché a sessant’anni la passione nasce e si coltiva principalmente attraverso discussioni stimolanti e una affinità elettiva che renda vivi. 

«Sconsiglio alle mie consorelle di abbandonarsi a quel che resta dell’attrazione fisica per uomini egocentrici» (p. 284): è questo il punto di forza del romanzo, descrivere con ironia e consapevolezza quella stagione della vita che o, da un lato viene lasciata a margine dalla scrittura letteraria o, dall’altro, di cui si fa una narrazione troppo spesso stereotipata.

Non si tratta dunque di un romanzo giallo vero e proprio, anche se il talento investigativo della protagonista la vede impegnata nella risoluzione di qualche caso: la vera indagine è quella di una donna qualunque che ha il talento di non arrendersi, di non accettare compromessi, di non considerarsi finita e di non accettare passivamente quanto la società le avrebbe riservato. Margherita attraversa il mondo fasullo delle app e dei social per incontri che la vogliono bella e innaturalmente giovane in una sorta di viaggio agli inferi da cui ritornerà con una nuova consapevolezza: la vita ci aspetta, basta solo saperla riconoscere.

Silvana Maria Baroni