Quando l'amicizia, quella più leale, nasce per caso: "Così doveva andare" di Rosario Pellecchia



Così doveva andare
di Rosario Pellecchia
Feltrinelli, giugno 2026

pp. 224
€ 18 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


«[...] non riesco proprio a fare a meno di incuriosirmi sulla vita di chi entra qui. Per la verità, pure di chi sta fuori» (p. 40)

La curiosità è uno dei più grandi doni che possiamo ricevere alla nascita: solo così, ad esempio, stare per ore chiuso in una ricicleria (o isola ecologica), lavoro da molti considerato noiosissimo, può diventare l'occasione per viaggiare più volte con la fantasia, ricostruendo le storie degli oggetti che vengono portati lì, anche a partire dall'aspetto e dal comportamento dei proprietari. Gaetano Mosca fa sempre questo, e da che vive a Milano e lavora lì non si è mai annoiato, a differenza dei suoi colleghi, che piuttosto svogliatamente portano avanti i loro turni di lavoro, ritenuti ripetitivi e poco stimolanti. 

Gaetano, ai loro occhi, è strano: prima nella sua Campania e in giro per il mondo, ha vissuto esperienze lavorative molto diverse tra loro (dal lavorare sulle navi da crociera all'aprire un locale a Milano o un'edicola,...), ma non sembra patire la tranquilla emarginazione sociale che stare per ore in una ricicleria comporta. Anzi, nel tempo libero, legge molti libri che gli consiglia il suo libraio di fiducia («Ogni tanto bisogna cambiare, no? Magari facendo pure fatica, sennò poi uno si fossilizza», p. 47). Insomma, Gaetano è davvero curioso e nella vita va a caccia di storie in qualsiasi occasione. Quello che gli altri non sanno è quanto però il collega, in apparenza tanto aperto con le persone, sia solo. Fuori dal lavoro, Gaetano ha la musica e il ricordo della sua ex moglie, Ursula, che di tanto in tanto torna da lui, come un tormento dolcissimo. Nessuna recriminazione ha svilito la bellezza dei loro ricordi, semmai c'è la nostalgia furibonda eppure rassegnata di una storia bellissima che è andata in frantumi

A smuovere la routine di Gaetano è... un tavolino intarsiato, portato in ricicleria da un uomo anziano molto distinto. Visto che il protagonista pensa che possa trattarsi di una delle opere d'intarsio di suo padre, nell'esaminare il tavolino salta fuori da un cassetto una lettera privata; non bisognerebbe leggerla, ma la curiosità è tanta, e così Gaetano scopre che quell'anziano – Giulio Vergani – è molto malato e vorrebbe rivedere la figlia, Anna, dopo anni di lontananza. Cosa sia successo tra loro è tutto da scoprire, e così, un po' sconsideratamente, Gaetano decide di dare una mano a Vergani. Ma ci vuole poco, molto poco, perché Giulio Vergani smetta di essere solo un coltissimo professore di filologia in pensione, malato di cancro, e diventi invece un carissimo amico di Gaetano. 

Raccontare l'amicizia è proprio un talento naturale di Rosario Pellecchia, che già in Le balene mangiano da sole ha narrato di un legame delizioso tra un ragazzino e un ventenne, mentre in Ora che ho incontrato te mostrava come certi incontri segnino per sempre. E non sempre gli incontri e le amicizie nascono tra persone simili, anzi! Pellecchia smonta tutti i pregiudizi di sorta: in questo nuovo romanzo l'estrazione sociale e il diverso grado di istruzione dovrebbero in apparenza tenere lontanissimi Gaetano e Giulio. Basta invece conoscere più da vicino i personaggi per accorgersi di tanti punti in comune: entrambi si mettono in ascolto dell'altro, condividono una bontà d'animo notevole e sono molto soli. Più parlano e più ammirano l'altro, rispettandone le scelte e comprendendone gli errori del passato: insomma, fanno quello che dovrebbero fare degli amici. Essere curiosi di ciò che l'altro sente, ha vissuto, desidera.

Con leggerezza ma senza mai dimenticare l'obiettivo di fondo, ovvero trovare Anna prima che sia troppo tardi, Gaetano e Giulio coltivano un'amicizia che ha un sorprendente valore trasformativo e che permette a Gaetano di indagare dentro di sé come non faceva più da tempo. 

Divertente e commovente al tempo stesso, Così doveva andare è una commedia che trasporta nelle vite dei suoi personaggi senza alcuna forzatura; le loro chiacchiere diventano le nostre e tra qualche riflessione sulla lettura, sull'amore, sulla malattia e sul valore dell'esistenza, empatizziamo con Gaetano e Giulio come se, a un certo punto, i protagonisti fossero anche amici nostri. 

GMGhioni