lunedì 30 settembre 2019

"Ossigeno" di Sacha Naspini, o della luna nera della nostra società

Ossigeno
di Sacha Naspini
edizioni e/o, 2019

pp. 211
€ 16 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)


Dico: «Ci sono voluti quasi tre lustri per chiudere quella ferita. Non ero pronta. Devo ricominciare tutto da capo». Nel sottofondo sconcio di me c’è una matta che strepita giorno e notte: quella figlia non doveva tornare. La sua ricomparsa è uno schiaffo al lavoro fatto per salvarmi. (p. 147)
Non è solo affrontare il tema dello sconosciuto della porta accanto, quell’uomo distinto e intelligente, sempre così educato e che salutava sempre, che insegna antropologia all’università e nessuno sospetterebbe mai essere dietro al rapimento di (almeno) una bambina di otto anni: Ossigeno non indaga solo questo delicatissimo tema – il tema della doppia personalità, di una società dell’apparenza, di una mente criminale che solo il caso fortuito porta alla condanna – quanto piuttosto si ritrova ad analizzare il tema del ritorno e dello spaesamento.
La domanda che sembra percorrere tutto il romanzo, infatti, è una: in che modo ci si può reinserire in società dopo un evento traumatico, nel caso specifico un rapimento durato quattordici anni e che dunque ha coinvolto tutta la fase della formazione? Si badi bene: quando scrivo in che modo non intendo chiedere come sia possibile, ché alla fine lo vediamo ogni giorno come le persone (alcune almeno, si spera la maggior parte) riescono a riprendersi la propria vita dopo un’esperienza di morte in senso lato; intendo piuttosto con quali modalità una persona è in grado, affrontando il trauma o fuggendo da esso, di tornare.
Insomma, ci domanda Naspini: quali sono i meccanismi di difesa degli esseri umani? E quanto è precario l’equilibrio del ritorno?

Ossigeno ci offre diverse risposte: l’ossessione di Luca, figlio del Dott. Ill.mo Professor nonché Rapitore Carlo Maria Balestri, il quale in qualche modo sente di dover espiare una colpa non sua (emblematica è la frase riportata in quarta di copertina: “Il punto non è che mio padre è mio padre. Il puto è che sono suo figlio”); il rifiuto della madre di Laura, la quale dopo anni è riuscita a farsi una ragione di questa scomparsa e, riavuta la figlia, si trova a pensare che «quella figlia non doveva tornare»; il senso di colpa della miglior amica d’infanzia di Laura, che dopo tanto tempo ancora pensa a quel giorno fatale in cui, entrambe bambine innocenti, l’ha costretta a uscire di casa.
C’è poi la risposta di Laura stessa, un personaggio che da lettori percepiamo prima attraverso gli occhi degli altri, che sembrano seguirla per le vie della città e chiedersi come faccia a comportarsi in modo così normale da risultare reale. D’altronde è logico: Laura è una ventiduenne a cui è stata rubata la vita, è normale voglia tornarne in possesso. Affascinante è anzi osservarne il rapporto con la tecnologia: nel 1999 internet era agli albori, i pc erano enormi scatoloni portatori di programmi lenti e farraginosi; non esisteva YouTube, non c’era Facebook, il mondo, per quanto possa sembrarci strano, era un posto diverso. E qui torna la domanda: come ci si reinserisce in una società trasformata, diversa, lontana, esperita solo indirettamente attraverso le quattro pareti di un container?
Eppure in qualche modo – non senza ferite che si riaprono, non senza incubi, non senza terrore – si fa.
Naspini è fenomenale nella capacità di entrare nei panni dei personaggi, nel pensare con loro, nel soffrire – e nel farci soffrire – con loro, nel farci vivere i dubbi e le incertezze. Ossigeno è un romanzo corale duro, spietato, che non offre spiragli di salvezza. È uno di quei testi da affrontare con lo stomaco saldo e la fortezza nell’animo per resistere allo sguardo oscuro dell’abisso.

David Valentini






L'orrore si nasconde spesso dietro le persone più impensabili: il vicino di casa, un simpatico vecchietto, o ancora un rispettabile professore universitario. E così, mentre la vita scorre come nelle famiglie normali, Laura da 14 anni vive reclusa in un container, alla mercé di un uomo che neanche le rivolge la parola. Cosa ne è di lei quando finalmente torna libera? Che futuro aspetta lei e il figlio del professore, che non sapeva di avere un mostro fra le pareti di casa? L'ultimo romanzo di Sacha Naspini è un thriller psicologico con sfumature noir e horror, un libro denso che costringe a fare i conti con la realtà chiaroscura che abbiamo intorno. Ce ne parlerà a breve il nostro @darvax. #libri #books #instabooks #bookstagram #lettura #inlettura #reading #nowreading #bookshelf #bookporn #bookreading #booksofinstagram #igersitalia #iger #criticaletteraria #recensione #romanzo #novel
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