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Una sfida senza precedenti: proporre al grande pubblico contenuti da nerd

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La battaglia dei Titani. Come Apple e Google sono entrati in guerra e hanno dato inizio a una rivoluzione
di Fred Vogelstein
Mondadori, 2013

€ 17,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
pp. 264


Nel suo La battaglia dei Titani, il celebre giornalista di Wired propone l'appassionante e incredibile sfida a suon di microchip e milioni di dollari tra Apple e Google. Tutti quanti abbiamo contribuito alla sfida: chi parteggiando apertamente per l'iPhone o l'iPod, chi comprando uno smartphone Android. E soprattutto tutti, indifferentemente, abbiamo interrogato Google per le nostre ricerche, e almeno qualche volta ci siamo affidati al servizio di Google Maps, o abbiamo ascoltato e comprato musica su iTunes. Ma ci siamo mai chiesti come queste super-aziende siano arrivate lì? E quali percorsi accidentati e geniali abbiano segnato il successo mondiale? 
Ma attenzione, Vogelstein non si limita a rispondere ai nostri dubbi, con grande quantità di dettagli. Intraprende una sua sfida: ovvero trasformare un'indagine potenzialmente di nicchia, con termini troppo specialistici e numeri da capogiro, in un saggio che apre gli occhi anche ai comuni utenti di tecnologia. Infatti, l'obiettivo è chiaro:
Il significato di tutto ciò che è "Apple contro Google" non è solo un banale battibecco tra due aziende ricche. È la battaglia commerciale decisiva di questa generazione. È un punto di svolta, come quando fu inventato il personal computer, quando si diffusero i browser, quando Google reinventò la ricerca su Internet, quando Facebook creò il social network. In questo colossale riesame del modo in cui tecnologia, media e comunicazione si intersecano, due delle più potenti aziende del mondo sono in guerra aperta per il dominio del nuovo scenario.
Il boom tecnologico ha portato tante ricadute sulla vita di tutti i giorni, che non sarà più la stessa: iPhone dal 2007 e Android dal 2010 stanno completamente rivoluzionando l'idea di telefono e di device. Come si dice spesso, finché non passi allo smartphone o al tablet non sai a cosa stai rinunciando; poi, questi strumenti sanno rendersi indispensabili. 
Vogelstein non dà solamente i dati straordinari, ma li mette a sistema: ad esempio, la somma degli iPad, iPhone e iPod Touch supera 200 milioni di dispositivi venduti ogni anno, ovvero "all'incirca lo stesso numero di televisori venduti da tutti i produttori mondiali, e quattro volte il numero di automobili immatricolate annualmente nel mondo". Impossibile non stupirsi, soprattutto se consideriamo che l'azienda di Jobs nel 1997 rischiava la bancarotta. Un rischio evitato a suon di intuizioni, ulteriori azzardi, ma sempre supportati dalla genialità e dalla preveggenza. E tantissimi ostacoli da superare: pensate che il giorno della celebre presentazione dell'iPhone non c'era un prototipo completamente funzionante sul palco con Jobs! O immaginate la delusione del gruppo di Google quando si sono visti l'iPhone, mentre loro stavano inventando Android! 
Anche questi sono aspetti non trascurati da Vogelstein: è soprattutto il dietro le quinte ad interessare la ricerca, supportata da interviste a tecnici, amministratori, ricercatori ecc., che hanno contribuito con ritmi folli, notti insonni alla realizzazione di questa rivoluzione senza pari. E poi ci si misura continuamente con le strategie aziendali profondamente diverse: riservatissima la Apple, aperta quasi come un campus universitario la Google. 

Lo studio, aggiornatissimo, si spinge fino a metà del 2013, e d'altra parte non potrebbe essere altrimenti con il continuo rinnovamento della tecnologia, che rende un libro desueto a poche settimane dalla pubblicazione. Anzi, l'obiettivo finale di Vogelstein è, un po' avventurosamente, decretare il vincitore della sfida tra Google e Apple, con lo studio di tutti i dati forniti nella prima parte (risultato di "due, sette o sedici anni di lavoro, a seconda di come li si vuole contare"), e soprattutto con la preveggenza concessa a chi parla di tecnologia da anni. Comunque vada la sfida, come scrive Vogelstein nella nota sulla metodologia del suo studio, gli "eroi invisibili della Silicon Valley" 

sentono di far parte della storia, e penso che abbiano ragione. Non vogliono che il loro lavoro vada dimenticato. E io ho sempre creduto che la loro storia meritasse di essere raccontata. 
E questa sarà la fortuna del libro di Vogelstein: anche quando sarà sorpassato nella sua ultima parte, quella che, come dicevamo, si occupa di ipotizzare le prossime mosse di Apple e Google, resterà sempre un pezzo di storia, un documento di come negli anni Duemila uomini geniali muovevano i propri affari, l'innovazione e partecipavano a cambiare per sempre la quotidianità di più generazioni.

Gloria M. Ghioni