giovedì 29 dicembre 2011

Editori in ascolto - Aìsara Edizioni




Editori in ascolto
- Aìsara Edizioni, Cagliari -

Quando è nata la vostra casa editrice e con quali obiettivi?
Aìsara è nata nel 2006, quando un imprenditore sardo ha deciso di dar vita a una casa editrice capace di guardare oltre i confini non solo regionali ma anche nazionali, con l'obiettivo di diventare in breve tempo una realtà imprenditoriale competitiva e di qualità. Alla base c’è la ferma convinzione che qualità non significhi necessariamente elitarietà e vocazione al suicidio economico: c’è una parte di lettori che non compra i libri a peso, che apprezza un volume cucito, un testo curato, la scelta di titoli senza data di scadenza. È per loro che noi lavoriamo, e crediamo che non siano pochi.

Come è composta la vostra redazione? Accettate curricula?
La redazione è composta da quattro redattrici, giovani e con alle spalle importanti percorsi di specializzazione e formazione volti ai mestieri dell'editoria, e una grafica che completa il gruppo redazionale.
Riceviamo ogni giorno curricula, e li archiviamo sperando di aver presto bisogno di ingrandirci, ma per ora siamo a posto. Squadra vincente non si cambia. 
 
La redazione

Qual è stata la vostra prima collana? E il primo autore? 
Aìsara è nata subito con diverse collane, ma già sapendo che la narrativa sarebbe stata la sua vocazione principale. E capostipite di questa collana è stato il romanzo Per le mute vie, di Eliano Cau, che i suoi tre anni e mezzo se li porta benissimo, dato che continua a trovare ogni giorno nuovi lettori. È il primo ed è anche il nostro “longseller”.
 
Se doveste descrivere in poche parole il vostro lavoro editoriale, quali parole usereste?
Se dovessimo descrivere il nostro lavoro di sicuro le parole che verrebbero fuori per ognuna di noi sarebbero "qualità" e "passione". Prima che un lavoro, si tratta per noi di una passione. La passione per i libri, per le letture di qualità. È vero che un lavoro come questo, che non è mai uguale a sé stesso, assorbe moltissime energie, ma altrettante te ne dà. Spesso con gli autori si crea un rapporto personale, l’occasione di uno scambio veramente arricchente che ripaga al di là delle vendite.

A distanza di 5 anni dalla fondazione della vostra casa editrice, quali obiettivi ritenete di avere raggiunto e a quali puntate?
Cinque anni per una casa editrice sono in genere un periodo di vita ancora corto. Eppure in cinque anni Aìsara ha messo su un catalogo che conta una settantina di titoli, ha una distribuzione nazionale, partecipa ai Saloni del Libro più importanti e vede i suoi autori invitati ai Festival letterari di rilievo. Tra gli obiettivi ancora da raggiungere sicuramente c'è una maggiore diffusione, che significa un ampliamento del nostro bacino di lettori, e l'esportazione di autori Aìsara all’estero. Dall’anno prossimo, per cominciare, avremo un distributore anche per la Spagna.
Régis de Sá Moreira al PBF2011 © Sanzio Fusconi

Un libro che vi è rimasto nel cuore e che continuerete a riproporre al vostro pubblico.
Probabilmente Il libraio, di Régis de Sá Moreira, perché in fondo questo personaggio che vive solo di libri un po' ci rappresenta tutte, noi che davvero viviamo quasi solo di libri.

Come vi ponete nei confronti delle nuove tecnologie?
La tecnologia è un prezioso alleato, non un nemico. Già da un anno, tutti i titoli per i quali abbiamo i diritti elettronici sono pubblicati non solo nel classico formato cartaceo, ma anche in ebook. Abbiamo, oltre ovviamente a un sito internet sempre aggiornato sulle novità in catalogo e gli ultimi eventi, una pagina Facebook e un account Twitter che ci permettono di mantenere aperto il dialogo non solo con i lettori, ma anche con librai, giornalisti, bloggers, critici, etc. Proprio perché siamo convinte dell'importante ruolo che si stanno ritagliando questi nuovi mezzi di comunicazione, nel mese di novembre abbiamo partecipato, insieme ad Arturo Robertazzi, all'evento milanese Librinnovando, per cercare di capire meglio come sfruttare al meglio gli strumenti che il mondo digitale ci offre.
 
Cosa pensate delle mostre-mercato del libro? Hanno accusato forti cambiamenti negli ultimi anni?
Noi possiamo valutare solo cosa rappresentano per noi. Siamo da poco sulla scena nazionale ed è difficile fare discorsi generali. Per quanto riguarda Aìsara, le fiere sono servite tanto negli anni scorsi per farci conoscere, e ora che i nostri libri si trovano in libreria e hanno buone recensioni sulla stampa, il pubblico ci conosce già e la fiera diventa, oltre che una bella vetrina e occasione di incontri con i lettori, sempre più mercato.
 
Come vi ponete nei confronti dell’editoria a pagamento e del print-on-demand? 
Rispetto all'editoria a pagamento la sola cosa che vorremmo precisare è che l'errore fondamentale è quello di definirla "editoria". Si tratta di un servizio, che come tale richiede il compenso dovuto a chiunque voglia vedere stampato su carta il proprio manoscritto. Ma a queste aziende manca una cosa fondamentale che ogni casa editrice ha: un filtro. L'editore non è colui che stampa, per quello ci sono i tipografi. L'editore è colui che sceglie, seguendo una scala di valore certamente personale, un prodotto che si sente di certificare come prodotto di qualità. E poi lavora sul testo con professionalità. L'editoria a pagamento offre un servizio di stampa, niente di più.

Ritenete che il passaparola informativo, tramite blog o siti d’opinione, possa influenzare il mercato librario? E la critica tradizionale?
I siti d'opinione e i blog hanno conquistato un ruolo fondamentale nel mercato librario, avvicinandosi sempre più a quello dei canali di critica tradizionali quali carta, radio e televisioni. L'informazione sulla rete viaggia a grande velocità e può arrivare a spandersi a macchia d'olio, ma questo avviene solo se il prodotto è di qualità. Sono tanti i casi in cui il passaparola innescato dalle pagine di blog e siti Internet sono riusciti a muovere il mercato librario in una direzione piuttosto che un'altra.
 
Lucian Dan Teodorovici (2011)
Pubblico: quali caratteristiche deve avere il vostro lettore ideale?
Il lettore di libri Aìsara quasi certamente somiglia alle redattrici. Vale a dire che il lettore di libri Aìsara non è soltanto un lettore occasionale, ma un lettore appassionato, sicuramente un lettore forte, che ama libri di qualità che si tratti di noir o di letteratura surreale. È un lettore che chiede e pretende un prodotto curato nei minimi dettagli. Un lettore che non si accontenta.

Un aspirante scrittore può proporvi i propri manoscritti? Come deve fare? Sono graditi consigli!
Ogni aspirante scrittore può proporre il proprio manoscritto inviandolo in versione cartacea o elettronica alla redazione. Di certo il modo migliore per farlo è quello di verificare che il manoscritto possa rientrare nella linea editoriale della Casa Editrice. Un consiglio di banale captatio benevolentiae: leggere almeno uno dei libri che abbiamo pubblicato prima di proporcene uno. Quando alla domanda “ha letto qualcuno dei nostri libri per pensare che il suo sia adatto a noi?” ci sentiamo rispondere “no, ma mi piace il vostro sito”… be’, è un po’ avvilente, non trovate?

Avete un sassolino nella scarpa o un piccolo aneddoto da raccontarci circa la vostra casa editrice?
Una cosa molto carina che ci è successa quest’anno è che alcuni librai di quelli come si deve hanno “adottato” un nostro libro, Il libraio, di Régis de Sá Moreira, si sono immedesimati nel protagonista e, come lui, hanno iniziato a strappare pagine dai libri (da questo libro, in realtà) e a mandarle in giro per il mondo. “Ogni cliente, una tisana” è il motto del libraio di Régis, “Ogni cliente, una pagina” sembra diventato il motto del libraio di Piazza Repubblica Libri (di Cagliari), di Libri&Bar Pallotta (di Roma), e altri che ne stanno seguendo l’esempio. Non sono impazziti, eh, è solo che chi ne assaggia una pagina poi lo vuole leggere tutto e torna indietro a comprarlo.
 
Qual è il vostro ultimo libro in uscita? Lo consigliereste perché…
Il nostro prossimo libro in uscita è Sono una vecchia comunista, di Dan Lungu. Lo consigliamo perché è una divertente rilettura del regime di Ceauşescu (ma probabilmente di tutte le dittature) che colpisce per la sua ironia e sincerità, senza idealismi e strumentalizzazioni.

Volete preannunciarci qualche obiettivo per il vostro futuro?
Obiettivi per il futuro? Conquistare il mondo, naturalmente.

Avete in serbo qualche sorpresa per i vostri lettori, nel 2012?
Sì, abbiamo scoperto uno scrittore del quale siamo molto entusiaste, tanto da acquisire i diritti per pubblicare in Italia tutte le sue opere: è uno spagnolo, si chiama Pablo d’Ors. È uno di quei rari casi che mettono d’accordo critica e pubblico e siamo convinte che piacerà ai nostri lettori e - per esempio - a tutti i lettori di Milan Kundera. 
 
Intervista a cura di Gloria M. Ghioni
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Clicca qui per andare al sito della casa editrice: http://www.aisara.eu/