in

Il "Salotto": intervista a Debora De Lorenzi

- -

Cara Debora,
benvenuta qui al nostro “Salotto” e grazie per aver accettato di chiacchierare un po’ sul tuo libro e sulla scrittura. Per chi non si ricordasse o per chi viene solo oggi a trovarci, ecco la nostra recensione (clicca qui). Per gli habitué, sappiate che il 12 dicembre presenteremo il libro di Debora anche a Vigevano (presto tutti i dettagli)!
Grazie a Voi per l’interesse e l’attenzione che mi state riservando, per me è un onore rispondere alle Vostre curiosità.

Vorrei innanzitutto chiederti: da cosa è nata l’idea di scrivere Maledetto libero arbitrio?
L’idea di scrivere questo romanzo, è nata quasi per gioco: una mia cugina, che come me ha l’hobby della lettura, e che come me predilige il fantasy, si è lamentata del fatto che non ci siano scrittori Italiani a trattare il genere Fantasy, per lo meno non nello stesso stile in cui scrivono gli americani. Così le ho risposto beh, ci penso io! Detto fatto. Il libro le è piaciuto così tanto da avermi convinta a spedirlo ad un editore… ed è piaciuto anche a quest’ultimo…. E a voi…

E il titolo è stato frutto di una lunga riflessione o ti è venuto d’impulso?
E’ nato prima il titolo del libro. Era già lì da qualche parte nella mia mente, e aspettava solo di essere tirato fuori… suonava sufficientemente misterioso… ed ha ispirato anche tutto il resto. Devo ricordarmi di ringraziarlo! Ah ah ah.

Quale è stata la prima emozione, vedendo la copertina del tuo libro e le prime copie?
Quando ho aperto lo scatolone che conteneva il libro, ho pensato “ ma allora è vero! Ho davvero pubblicato un libro”, e la copertina è davvero splendida… ma l’emozione più grande è stato vedere l’orgoglio che traboccava dagli occhi di mio figlio Manuel. Ha solo sette anni, ma anche lui apprezza la lettura, possiede già centinaia di libri, ed è così fiero di me da commuovermi.

Una piccola raccolta di fiabe molto interessanti aspetta di venire alla luce in una prossima pubblicazione. Maledetto libero arbitrio è invece un libro di evasione, tra il fantasy e il gotico. Come si sposano questi generi diversi? In cosa ti trovi più a tuo agio?
In effetti, prima di scrivere un romanzo, su richiesta di un mio piccolo- grande amico e dei miei figli, ho messo per iscritto una raccolta di fiabe che mi dilettavo raccontare loro. Nonostante le proposte editoriali ricevute, non le ho ancora pubblicate, forse perché sono giunte in contemporanea a quelle del romanzo… però conto di farlo presto. Ho un animo duttile e bizzarro, nonché una fantasia sfrenata: non ho alcuna difficoltà ad adattarmi alle richieste di un bimbo, anche se devo ammettere che personalmente preferisco dedicarmi ad un pubblico adulto. Infatti è già pronto un nuovo romanzo “L’Imbroglio dell’Anima”, e sto lavorando al terzo…

Quando ti piace scrivere, in quali momenti della giornata e perché?
Adoro scrivere, tanto quanto leggere. Forse troppo. Cerco di liberarmi presto delle faccende di casa per potermi mettere davanti al foglio bianco, dando libero sfogo a quelle storie rinchiuse nel mio animo…
Il momento migliore comunque è la notte. I bambini dormono, il telefono tace, ed io sono libera d’immergermi fino ai gomiti nelle mie sensazioni.

Da qualche mese ti sei affacciata (con grande successo!) al mondo degli autori emergenti: cosa ne pensi?
Ah ah! Troppo buona! L’editoria è un settore eccessivamente chiuso, non c’è spazio per le novità, per quelli come me che non sono “nessuno”. Le case editrici più grandi ci rispediscono i lavori ancora sigillati, senza nemmeno prenderli in considerazione, e quelle più piccole che ci danno credito, non hanno mezzi sufficienti da investire in un corretto editing, in pubblicità, ne alcun potere diffusionale. Così, i nostri lavori rimangono pressoché sconosciuti e coprono una piccolissima fetta del mercato nazionale. Io posso ritenermi fortunata, perché nonostante ciò il mio libro sta vendendo parecchio, anche se sono ben lontana dai sogni di gloria…

Vuoi raccontarci qualcosa dei tuoi progetti futuri?
L’unica cosa che so per certo, è che continuerò a scrivere, per il resto sia quel che sia.

Visto che ci avviciniamo al Natale, ti va di lasciare ai nostri lettori tre consigli di libri adatti al camino acceso e alle giornate più fredde?
Hai detto solo tre, eh? Beh fammi pensare: “Maledetto Libero Arbitrio” è decisamente un buon libro, soprattutto per questo periodo, (contiene il giusto equilibrio di riflessione, emozione e passione.) Poi consiglierei “Sette giorni per l’eternità” di Marc Levy , un libro pulito, sorprendente e rassicurante. Intrigante e terribilmente coinvolgente è ”L’ora delle Streghe” di Anne Rice… ce ne sarebbero molti altri, ad esempio io adoro le storie di vampiri, in alternativa alla Meyers, io amo Colleen Gleason; ma hai detto tre…

Grazie ancora per essere stata con noi con tutta la tua simpatia!
Mille grazie a Voi, sinceramente!

GMG