lunedì 14 novembre 2005

Viaggiando con De Carlo


"Giro di vento"
di Andrea De Carlo
2004, 2005 prima ediz. per Bompiani, Libri Oro

pagg. 318
€ 6,00

Giro di vento è un luogo, disperso sugli appennini umbri, ma è anche una dimensione mentale, un viaggio che De Carlo propone ai suoi cinque protagonisti. I cinque, quattro amici e il venditore immobiliare, partono da una grigia giornata milanese per andare a visionare i rustici umbri che vogliono acquistare e restaurare per le loro vacanze. Inaspettatamente, si perdono in una zona d'ombra: niente cellulari, la macchina in un fosso, nessun servizio. Approdano così dove abita una comunità autosufficiente che si sostenta da ben dieci anni, occupando abusivamente i rustici che si scopriranno essere proprio quelli dei milanesi.
La tensione è alle stelle, i dialoghi sono preponderanti ed è attraverso questi che avviene lo scontro con la gente del posto, strana ma quasi onniscente. Si discutono le decisioni diverse di vita e da questo clima così lontano dalla tecnologia e dalla meccanizzazione avvengono alcune scoperte interiori. De Carlo non trascura nessun aspetto della nostra società: c'è la coppia sposata in crisi (Enrico-Luisa), la showgirl egoista (Margherita), l'uomo d'affari nato dal nulla (il venditore, Alessio), il divorziato sportivo dal cuore d'oro (Arturo). Tutto, parte come una breve avventura da gita fuoriporta, come era accaduto anche in Treno di panna, i quattro amici sembrano essere in armonia tra loro, ma un contatto a tu per tu per un paio di giorni - ben dilatati da una sequela di azioni - mette in crisi l'equilibrio del gruppo. Così, anche l'amicizia si rivela essere logorata dal tempo, solo abitudine data da tanti anni di mala sopportazione.

La lettura è assolutamente spedita, leggera, da viaggio in treno, direi, e sembra in alcuni tratti riprendere storie alla Salvatores per quanto riguarda il gruppo d'amici, in auto, verso una zona non ben definita. Allo stesso modo, il viaggio si carica di un'esperienza utilissima per i protagonisti; più che di crescita bisogna parlare di pura e vera presa di coscienza. Come dovremmo avere tutti, prima o poi.