lunedì 29 maggio 2017

La saga dei Cazalet: l'alta borghesia britannica a cavallo della Seconda Guerra Mondiale



La saga dei Cazalet: Gli anni della leggerezza, Il tempo dell'attesa, Confusione, Allontanarsi
di Elizabeth Jane Howard

Traduzione di Manuela Francescon
Fazi editore, 2015-2017
€ 18,50 (a volume)




È la storia di una famiglia dell'alta borghesia nella Gran Bretagna degli anni a cavallo con la seconda guerra mondiale. 
Così mi è stata descritta per la prima volta la saga dei Cazalet, composta da cinque volumi di cui quattro attualmente pubblicati da Fazi Editore: Gli anni della leggerezza, Il tempo dell'attesa, Confusione e Allontanarsi.  Il poco loquace, ma sicuramente preciso signore che all'epoca mi diede questa risposta, aveva sotto il braccio il secondo volume Confusione; era abbastanza infastidito che lo avessi apostrofato per chiedergli un parere e non sapeva di aver acceso la mia curiosità. Vista la moda imperate per le serie tv di fare binge-watching ovvero guardare tutte le puntate di una serie di filato, ho deciso di aspettare fino all'uscita del quarto volume e dedicare un mese intero di immersione alle vicende di questa articolatissima famiglia.




La giornata cominciò alle sette meno cinque: la sveglia (sua madre gliel'aveva regalata quando era andata a servizio) si mise a suonare e continuò imperterrita finché Phyllis non la ridusse al silenzio. Sul cigolante letto di ferro sopra il suo, Edna gemette e si girò, rannicchiandosi contro la parete; persino d'estate odiava alzarsi, e d'inverno capitava che Phyllis dovesse strapparle di dosso le lenzuola.
Incipit Gli anni della leggerezza

Coprendo la saga un arco temporale di una decina di anni, partendo dal 1937 fino al 1947, occorre andare con ordine e presentare i personaggi principali. William Cazalet, detto il Generale, è sposato con Kitty, detta la Duchessa, e possiede un'azienda di produzione, vendita e trasporto legnami. Hanno avuto quattro figli: Hugh, il maggiore e il più quadrato, sposato con Sybil; Edward, affascinante e viveur, sposato con Viola detta Villy, ex ballerina del balletto russo: Rachel, unica figlia e nubile; Rupert, il più sognatore e con velleità d'artista. Hanno tutti, a loro volta, avuto dei figli di cui citiamo le tre primogenite di ogni fratello: Polly, elegante e splendida, Louise, primadonna e attrice mancata, e Clary, aspirante e passionale scrittrice. Attorno a loro ruotano amici, servitù, amanti in una grossa commedia umana che tende a rimanere di sfondo all'arazzo intessuto dalla famiglia. Pur vivendo tutti in case indipendenti, si ritrovano ogni estate per le vacanze di famiglia a Home Place, la tenuta del Generale e della Duchessa nel Sussex.

In effetti, la descrizione datami dal signore, era acuta, ma incompleta. I romanzi parlano effettivamente di una famiglia dell'alta borghesia britannica negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, ma ancora di più si concentrano sulle donne e l'evoluzione del loro ruolo all'interno della famiglia e della società. Per parlare di questo però, bisogna aprire una parentesi e dedicarla all'autrice, Elizabeth Jane Howard. 
Nata a Londra nel 1923, era figlia di un commerciante di legname e di una ballerina del balletto russo. Le foto ci mostrano una donna splendida, con un trascorso da modella e un nutrito numero di
uomini, tra mariti, spasimanti e amori. Sappiamo di un personaggio attivo nella vita culturale
londinese e una scrittrice prolifica e raffinata. Scopriamo anche una donna con un difficile rapporto con la madre, poi lasciata dal padre, un primo matrimonio fallito e una figlia quasi abbandonata per anni. Queste informazioni vengono da lettere, testimonianze, ma soprattutto dai personaggi femminili che animano la saga dei Cazalet. 

Eppure, nello scrivere un romanzo, quando si parla di altre persone, non si può prescindere dalla considerazione di se stessi, perché non si possono comprendere con certezza i sentimenti degli altri se non mettendosi in qualche modo nei loro panni. Il che significa che tutto ciò che scrivo alla fin fine viene da me e parla di me: era un labirinto e lei vi si sentiva perduta, ma ne era anche affascinata.
Clary, Allontanarsi

Villy, Viola, moglie di Edward è un ex ballerina del balletto russo: è una donna che ha abbandonato la propria carriera al momento del matrimonio e ha sempre sentito di non aver potuto impiegare la meglio le proprie qualità durante tutta la vita. Questo sentimento di spreco è stato riversato sulla figlia Louise: vittima di molestie da parte del padre (come la Howard) e appassionata di teatro e recitazione, si rifugia in un matrimonio con un uomo più vecchio di lei senza davvero volerlo e senza capire cosa l'istituzione comporti. Così come la Howard, Louise si sentirà incastrata in un matrimonio e in una maternità non del tutto voluti. Clary, figlia di Rupert, il più giovane dei figli Cazalet, rimasto vedovo e risposato con la bellissima e viziata Zoe, è l'incarnazione dell'Io scrivente della Howard: meno avvenente delle cugine Polly e Louise, ha uno spirito appassionato, indagatore e curioso e un amore totale per la scrittura sin da bambina. 
Oltre ai tratti autobiografici, la saga dei Cazalet ci mostra una ricca carrellata di figure femminili. Troviamo Rachel, unica figlia del Generale e della Duchessa, che antepone i bisogni degli altri ai propri, incastrata com'è nella visione vittoriana della figlia nubile. Rachel è totalmente concentrata sugli altri eppure non riesce a mettere al primo posto Sid, la sua compagna. Oltre a Villy, donna melodrammatica, frigida e tradita e abbandonata dal marito, tra le mogli abbiamo Sybil, completamente e totalmente innamorata del marito Hugh, per quanto non riescano mai veramente a capirsi; Zoe, seconda moglie di Rupert, bellissima e viziata, all'inizio, e bellissima e un po' più comprensiva e meno capricciosa negli anni dopo la guerra. Sono donne con incredibile potenziale sprecato dagli anni di guerra e dalla posizione che ci si aspetta da loro nella famiglia: la cura dei bambini, l'andamento della casa e minimi incarichi per supportare lo sforzo bellico.Vedono le figlie prendere ruoli e assumere atteggiamenti per loro non sempre comprensibili o approvabili. 
La narrazione procede adottando i vari punti di vista dei personaggi, sempre in terza persona. Se nei primi due volumi, quando tutta la famiglia vive a Home Place, la casa di campagna, le vicende sono piuttosto uniformi, mano a mano che la guerra procede, i personaggi prendono la loro strada e permettono un arricchimento di situazioni e trama. 
La guerra è un rumore bianco di sottofondo. Abbiamo menzione dei principali eventi del conflitto, ma a parte la notizia della scomparsa di Rupert, comunque trattata con il dolore composto di sapore britannico, non viene seguita da vicino. Ha la funzione di sfondo: c'è, è presente e influenza le singole decisioni quotidiane, tiene insieme alcune coppie e ne rovina altre, ma non è seguita con la lente d'ingrandimento. Il focus è sempre e comunque la famiglia.
Leggendo queste righe, viene spontaneo il confronto con una serie molto amata: Downton Abbey. Pur raccontando la storia di una famiglia nobile e in un arco cronologico anteriore (dal 1912 al 1925), la struttura è simile. Viene allora da chiedersi, per analogia, il ruolo che possa avere la servitù nella storia. Se in Downton Abbey la popolazione del "piano di sotto" conquista uno spazio pari alla famiglia, nella saga dei Cazalet rimane molto a margine. Complice anche il diverso arco cronologico, riusciamo a seguire solo poche storie dei domestici e comunque poco approfondite. Miss Milliment, istitutrice di Villy, prima, di Louise, Polly e Clary, poi, viene presentata come una vecchia signorina, appassionata di arte e grata all'inverosimile per la generosità dei Cazalet. Miss Cripps, la cuoca di Home Place, è una donna energica e intraprende una relazione sentimentale con l'autista della famiglia. A parte questi pochi accenni, la servitù è lasciata in ombra, segno anche dei tempi che cambiano e dell'istituzione che sta andando ad estinguersi.
Con Downton, la saga dei Cazalet condivide il gusto squisito nella descrizione delle situazioni apparentemente banali: una cena, una passeggiata, un cambio d'abito sono ammantati dall'aura rituale che permeava la società inglese. Anche la semplice preparazione di una gita al mare è talmente ricca di dettagli e minuzie da diventare una pittura ad olio che appaga ogni senso.
Pur avendo aspettato l'uscita di tutti e quattro i volumi per potermi concedere una full immersion, sono spasmodicamente in attesa del quinto e ultimo volume Tutto cambia, previsto per settembre sempre per Fazi.
Giulia Pretta

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