martedì 28 ottobre 2014

#ScrittorinAscolto - Con Andrea Vitali alla rassegna trevigliese

Con Andrea Vitali alla biblioteca civica di Treviglio per la rassegna InChiostro, ideata e organizzata da Annarita Briganti


Cose che capitano, quando meno te le aspetti. Da queste trai un'energia che ti permette di fare tutte le cose che, drammaticamente, sai che ti aspettano, e ti aspetteranno finché non prenderai il coraggio a due mani. 
Di sicuro non mi sarei mai aspettata di presentare Andrea Vitali, autore tra i più noti e amati in Italia, che ha accompagnato momenti sì e momenti no: la sua ironia, il mistero sottile dei romanzi, i personaggi così caratterizzati, unici eppure tanto verosimili... Insomma, i suoi libri, con la piacevolezza di chi scrive per far far leggere e divertire, sottotraccia hanno rappresentato un punto fermo per me. A ogni titolo nuovo, una nuova gita a Bellano, tra personaggi noti e altri appena usciti dalla penna. 


In viaggio verso Treviglio
Quando ho letto Quattro sberle benedette, in anteprima (leggi la recensione), non avrei mai pensato di incontrare Andrea Vitali proprio nella sua città (qui trovi la cronaca), né di presentarlo nella bellissima Biblioteca di Treviglio, davanti a un pubblico fittissimo di lettori appassionati. E invece... La direttrice artistica della curatissima rassegna "InChiostro", Annarita Briganti, mi ha invitata a sostituirla, dal momento che aveva un bellissimo impegno: ritirare il premio #comoinrosa per il suo Non chiedermi come sei nata

E allora sabato 25 eccomi a Treviglio, cittadina piacevolissima, dove non avevo mai messo piede, ma gioiellino tra Milano e Bergamo, vero e proprio esempio di come 30.000 abitanti possono animare cinque (!) biblioteche, con passione e presenza. Se vi occupate di biblioteche, poi, un giro alla Biblioteca Civica va proprio fatto: un gruppo di lavoro allegro e competente, in un chiostro bellissimo dove leggere rasenta il paradiso, davvero, tanto per parafrasare la Woolf.

Ma veniamo all'incontro, all'emozione di vedere davanti ai miei occhi Andrea Vitali, stringergli la mano, essere invitata a dargli del 'tu' e sapere che per il resto del pomeriggio avremmo dialogato insieme del romanzo e non solo, perché ad Andrea piace parlare, non si sottrae a nessuna domanda, ed è un affabulatore ironico e carismatico. 

Il pubblico della rassegna (foto della biblioteca di Treviglio)
Inevitabile (e per fortuna!) partire dalle Quattro sberle: un romanzo nato dal racconto di una concittadina anziana, persona morigeratissima, che non ha lesinato dettagli su come venivano gestite le case chiuse a Lecco! E proprio questi controsensi, o per meglio dire risvolti inattesi, sono quelli che portano Vitali ad avere "un gerlo" di storie così. Anche i suoi pazienti bellanesi, d'altra parte, si presentavano in ambulatorio e anziché dire semplicemente il sintomo, raccontavano tutto un contesto fantasiosissimo: storie in nuce, potremmo dire, che a un narratore non sfuggono di certo! 
Specialmente a un narratore come Vitali, che fa tesoro di tutto quel che sente, vede e legge: anche per questo i suoi personaggi hanno caratteristiche umanissime, assomigliano ai nostri vicini di casa, e anche un po' a noi, anche se hanno nomi stravaganti... La fonte? Spesso viene in soccorso... il calendario di Frate Indovino, che è da sempre il calendario di casa Vitali, e le battute dello scrittore sottondono l'importanza della tradizione. Sempre facendo l'occhiolino alla platea in lacrime - per le tantissime risate, sia chiaro. 

Le sorprese non mancano: conclusa l'animata discussione sul romanzo, chiedo a Vitali di commentare i dati sulla lettura in Italia. Davvero sono così pochi i lettori? Vitali non crede, e anzi continua a sottolineare che il disfattismo non porta a nulla, e che basta guardare al pubblico in sala, presente e attivo, per capire che c'è sempre speranza. In più, non si possono neanche costringere i ragazzi a leggere, come invece sosteneva Patterson in una recente intervista su Repubblica: conta molto più la qualità e il piacere, rispetto alla quantità della lettura! 

Inoltre, la lettura ha anche un potere curativo, e Vitali lo sa bene, visto che dal suo recente pensionamento ha più tempo per collaborare con una comunità di cura della Val Seriana, dove risiedono persone con disagi mentali. Proprio con loro ha avuto modo di mettere in piedi uno spettacolo di successo: non è stato semplice, ma i risultati sono stati straordinari, a dimostrazione di come le attività artistiche aiutino anche a superare i propri problemi. E le attività non si fermeranno qui: anzi, proprio stando a contatto con queste persone, Vitali ha riscoperto il medico che è in lui, che la professione aveva indebolito a suon di burocrazia e incartamenti. 

Poteva forse mancarmi l'autografo? (foto della Biblioteca di Treviglio)
Con tante aspettative, vista la bella atmosfera dell'incontro, chiedo a Vitali se può anticiparci qualcosa sulle prossime uscite. E Andrea non ci delude: ben due nuovi titoli! 

Il primo sarà in libreria proprio giovedì 30, e s'intitolerà Biglietto, signorina, sempre per Garzanti. Cosa succede quando a Bellano arriva una signorina squattrinata che ha avuto una storia un po' torbida con il vice-sindaco, un "trafficone" con parecchi scheletri nell'armadio? 

Il secondo è una favola di Natale, che uscirà più in là, a novembre, per Salani: Vitali non ci dice molto, ma racconta di essersi particolarmente divertito a scriverla. In quel momento, non pensa infatti al suo pubblico, non "targhettizza" il romanzo in base a età; saranno poi i bambini a dare le soddisfazioni più belle, come gli è accaduto durante tanti incontri con le scuole. 

E come gli accade anche alla fine dell'incontro: sì, perché, dopo un'ora di incontro e tantissime domande del pubblico, all'attesissimo firma-copie si avvicina una bambina di quelle che conquistano subito - occhi grandi, vergogna appena accennata, ma quell'impulso a dire che avrà la meglio. Prima chiede un autografo, e poi allunga un biglietto ripiegato. Non vuole un altro autografo, ma ha scritto un biglietto per Vitali, un biglietto che l'autore infila con cura nella tasca, dopo una lieve commozione. Un epilogo perfetto per un incontro che mi ha resa felice, smontando i pregiudizi disfattisti: l'impegno aiuta a realizzare i sogni di una lettrice. Almeno quelli in punta di penna; poi, chissà. 

GMGhioni


Un ringraziamento particolare ad Annarita Briganti, che mi ha voluta nella sua rassegna e ad Andrea Vitali, che ha scommesso sul nostro incontro. Un altro ringraziamento agli organizzatori e ai bibliotecari: avete una realtà bellissima, continuate così!

 

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