giovedì 10 gennaio 2013

Seguendo briciole di pane tedesco: "La figlia dei ricordi"

La figlia dei ricordi
di Sarah McCoy

Nord, 2013

462 pp.



Esce oggi in Italia il bel romanzo The Baker's Daughter di Sarah McCoy, La figlia dei ricordi nella traduzione italiana curata da Nord. Un romanzo popolato di donne indimenticabili: da Reba Adams, giornalista trasferitasi dalla Virginia a El Paso, città di confine tra Texas e Messico e teatro di storie d'emigrazione, a Elsie Schmidt, trapiantata negli Stati Uniti, anziana e instancabile panettiera in una profumatissima Bäckerei. Con l'occasione di un'intervista a tema natalizio le storie delle due donne s'incrociano: Reba è una tipica donna del terzo millennio, con un carico di menzogne autoimposte, che sfoggia davanti agli altri un rigido veganismo per divorare, sola in casa, latte e biscotti al cioccolato; Elsie ha alle spalle una storia molto tragica, fatta di guerra e violenza, ma riesce a irradiare insieme alla figlia una luce argentina e solare. E l'articolo che Reba dovrebbe dedicare a Elsie, una strenna sulle tradizioni tipiche del Natale, si trasforma completamente: lo strazio della seconda guerra mondiale diventa specchio di altre guerre, la tragedia della Germania nazista, coi suoi problemi etici e culturali in gioco, non è in fondo tanto diversa da quella che Riki vede negli occhi degli immigrati messicani che, da funzionario della U.S. Border Patrol, deve riportare oltre confine sempre più a malincuore.
Tutte queste vite, che s'intrecciano in un fittissimo scambio di lettere, incontri ed e-mail, sono temprate, costrette a una profonda definizione (o ridefinizione) di sé stesse in rapporto all'altro e al cambiamento. La giovane Elsie, in particolare, attraverso un percorso di sofferenze mette alla prova la propria determinazione nell'andare contro gli schemi, nel rivederli tanto da accogliere un piccolo ebreo in fuga nella propria mansarda e da mentire anche al proprio fidanzato - una SS che vive un altro dramma personale - e alla propria famiglia. Storie che, tra la Garmisch degli anni 1944-1645 e la El Paso 2007-2008, sanno raccontare la sofferenza con una delicatezza tutta femminile, che stende sul dolore la dolcezza di un Lebkuchen a forma di cuore, o un intenso profumo di pane e dolci legato al mondo, tutto materno, delle fiabe: non a caso, in alcuni punti strategici del romanzo fanno capolino due personaggi d'eccezione, i fratelli Grimm. La figlia dei ricordi è un come un Hansel e Gretel della memoria, in cui briciole di pane tedesco (il "pane di Reba" che Elsie crea proprio per la sua nuova amica) conducono allo scavo dentro sé stessi, alla rivelazione dei segreti e a una riappacificazione con essi. Il tutto coniugato a una scrittura intima senza essere intimistica, calda e famigliare nella propria agile semplicità: proprio come la poesia di Frost eletta a nume tutelare del romanzo, The Trial by Existence: letteralmente, "la prova dell'esistenza, attraverso l'esistere". E cos'è in fondo la vita se non una continua messa alla prova?
Il bambino osservava il pezzo di carne rimasto nel piatto. "Una volta, a cena, mia madre si è tagliata mentre mi preparava la chorissa", aveva iniziato a raccontare. "Il suo dito ha sanguinato molto. Le è rimasta anche una cicatrice. Proprio qui." Si sfregò l'indice. "Io mi sono sempre sentito in colpa, ma lei mi diceva che i segni nella vita sono come note sul pentagramma: intonano una melodia".

Laura Ingallinella

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