martedì 5 giugno 2012

#CritiCOMICS: Video Girl Ai


Il titolo Video Girl Ai, letteralmente “La ragazza del videoregistratore”, ci dice subito che non si tratta di un’opera recentissima. Se siete appassionati di manga e anime quasi sicuramente sapete di cosa sto parlando, perché il capolavoro di Masakazu Katsura può essere definito un classico del fumetto giapponese. Datato 1989, è stato pubblicato da Shueisha sul settimanale Weekly Shonen Jump, come anche altri manga noti in tutto il mondo.
Il protagonista della storia è Yota Moteuchi, un ragazzo che passa molto tempo da solo, dopo aver perso la madre da piccolo abita col padre che è spesso fuori per lavoro. Soprannominato dai suoi compagni di scuola “Motenai Yoda”, ossia “senza donne”, per la sua scarsa fortuna con le ragazze, è innamorato non ricambiato. Quella deli personaggi impacciati nelle faccende amorose è uno dei tratti che tornano in altri lavori di Katsura, come in DNA², in cui il protagonista vomita nei momenti in cui è imbarazzato o eccitato dalla presenza delle ragazze, tratto estremamente imbarazzante! Altra caratteristica che ritroviamo in Video Girl Ai è l’aiuto da un essere “magico”, se così possiamo definirlo. Infatti Yota, innamoratissimo della sua compagna di scuola Moemi Hayakawa, si dispera per il fatto di saperla innamorata del suo migliore amico Takashi Niimai , che non la ricambia. Entra al Gokuraku Club, il club del paradiso, letteralmente, che non è una semplice videoteca come sembra, ma un negozio che solo i meritevoli, i bisognosi di aiuto possono vedere. Yota acquista un video dal titolo Io ti consolerò e quando lo inserisce nel suo videoregistratore malandato, Ai Amano compare sullo schermo per poi materializzarsi nella sua stanza in modo spettacolare; è una video girl programmata per essere bellissima, sensuale e femminile, ma l’imprevisto dell’apparecchio causa una sua riproduzione un po’ alterata, che la priva dei suoi seni abbondanti, della sua femminilità nei modi di fare e pure del pudore: la bella Ai rimprovera Yota come un autentico maschiaccio e inveisce contro il suo videoregistratore rotto alla vista dei suoi seni poco prosperosi. Questo guasto nella riproduzione però fa sì che Ai cominci a provare dei sentimenti autentici, quando la prerogativa delle video girls  dovrebbe essere soltanto quella di offrire aiuto senza desiderare nulla in cambio, quindi sparire al termine della riproduzione del nastro, dopo tre mesi, e di non interferire più con la vita di chi ha scelto il nastro.
A complicare il triangolo amoroso che ha per teatro la scuola superiore frequentata dai tre amici è quindi la piccola Ai, che pur aiutando Yota con la sua Moemi non riesce a fare a meno di innamorarsi di lui, della sua gentilezza e della sua timidezza. Yota non si comporterà diversamente, cercando a sua volta di aiutare Moemi a conquistare Niimai pur volendola con sé. L’altruismo di questi due protagonisti, il fatto che tutti i personaggi siano positivi senza essere troppo melensi, il desiderio di Ai di restare sulla terra con Yota, l’inseguimento tra innamorati non corrisposti e la componente fantascientifica che per si fa strada per tutte le tavole, fino a diventare tratto essenziale della storia nel suo finale, rendono il manga un capolavoro assoluto e indimenticato. Indagando temi adolescenziali, che ognuno di noi può aver vissuto e indugiando in quelli più fantasiosi, l’opera di Katsura ha incantato sia ragazzi che adulti. Nonostante spesso sia stato accostato allo shojo, il genere per ragazze, per le sue tematiche liceali-amorose, la focalizzazione interna al protagonista (alternata qualche volta alle altre), i continui riferimenti sensuali al corpo delle protagoniste rendono Video Girl Ai uno shonen (letteralmente “ragazzo”) a tutti i livelli, non senza una strizzata d’occhio al genere chiamato ecchi, in cui l’erotismo è soft e i rapporti sessuali non vengono descritti nei minimi particolari.
Il disegno di Katsura viene ritenuto senz’altro perfetto, una caratteristica fondamentale del suo successo, che ha talvolta sopperito alle lacune delle sceneggiature. I suoi tratti sono estremamente sicuri e particolari dalla prima all’ultima tavola, con la cura che riserva soprattutto ai suoi personaggi femminili, sempre estremamente affascinanti anche quando si tratta di un fascino semplice, pudico, come può essere quello delle liceali. Si è parlato di un “lolitismo”, per il modo in cui la mano di Katsura ha saputo dare a queste ragazzine sensualità nelle loro forme e nelle espressioni del viso. Penso che la sua mano sia riconoscibile soprattutto dai capelli e dagli occhi delle sue eroine, disegnati in modo estremamente originale.
Attorno ai personaggi principali di cui si raccontano le vicende amorose, ne gravitano altri, che seppur marginali costituiscono dei caratteri veramente ben sfumati, come Natsumi Yamaguchi, così tenace da andare in giro per il Giappone, nonostante un disturbo al cuore, per cercare il ragazzo di cui non ha più notizie, e con cui voleva sposarsi.

In Italia è stato pubblicato da Star Comics dal 1993 in 17 volumetti, ma è ancora reperibile per la ristampa del 2000, anche nella versione con la lettura originale da destra a sinistra, ossia l’opposto di quella occidentale, per cui anche nel nostro paese è stata introdotta proprio perché in questa versione la godibilità del fumetto è completa, dato che le tavole non devono essere ribaltate.
Al successo del manga di Video Girl Ai seguì quello della sua versione animata, che in sei episodi, condensa i diciassette volumetti della versione italiana. L’OAV (Original Anime Video), prodotto sempre da Shueisha, uscì in Giappone nel 1992 ed è edito da Yamato Video anche in Italia, dove non fu mai messa in onda nelle reti nazionali per la natura esplicita di certe scene sensuali che non si addicono al pubblico cui generalmente vengono proposti i cartoni animati nella fascia pomeridiana. Come molti altri capolavori giapponesi, anche Video Girl Ai non è per bambini.
Il successo fu tale che in Giappone venne anche realizzata una Live Action Movie, ossia un film tratto dal manga, un po’ come la versione italiana di Kiss Me Licia con Cristina D’Avena. La differenza più grande tra i due tipi di produzioni, tuttavia, sta nel fatto che in Giappone questi movies sono molto fedeli alla storia originale.


Pubblicata sia in Italia che in Giappone in due soli tankobon (volumetti) da Star Comics, Video Girl Len vede Yota adulto e insegnante, nove anni dopo le vicende di Video Girl Ai . Nella sua classe Hiromu Taguchi è innamorato di una ragazza dalla cattiva reputazione, Ayumi. Anche a lui verrà in soccorso una video girl, Len. Ma la storia non si ripeterà...


2 commenti:

Elisa Pardi

Video Girl Ai è un capolavoro, la sua lettura ha accompagnato e condizionato un periodo della mia vita che ricordo con affetto e un briciolo di malinconia...Il liceo è ormai decisamente acqua passata!!!
Grazie Lorena!

Lorena Bruno

Già...a me piace definirlo un classico :D
Ti capisco benissimo, è stato così anche per me, una finestra sulla mia fantasia anche in periodi di studio molto intenso.
Grazie a te!