lunedì 2 aprile 2012

CritiCINEMA - The Help: dal libro al cinema, il coraggio e la forza delle parole

The Help
un film di Tate Taylor
con  Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Ahna O'Reilly, Allison Janney, Anna Camp, Chris Lowell, Cicely Tyson, Mike Vogel, Sissy Spacek, Brian Kerwin, Leslie Jordan, David Oyelowo, Wes Chatham, Roslyn Ruff, Shane McRae, Ritchie Montgomery, Tarra Riggs, Tiffany Brouwer, La Chanze, Carol Sutton, Aunjanue Ellis, Dana Ivey


Usa, 2012
durata: 137 min



Il connubio tra letteratura e cinema è stato negli anni una fonte inesauribile di possibilità espressive, che non conosce crisi. Dietro grandi film la maggior parte delle volte si celano infatti pagine scritte, riadattate e spesso mutate profondamente, ma pur sempre all’origine della storia.

Seguendo le mode e le richieste del mercato, l’industria cinematografica scava alla ricerca di storie che possano essere adeguatamente portate sul grande schermo, con risultati non sempre positivi certo, ma altri in cui il buio della sala ha saputo rendere immortali le parole.

Da grandi produzioni holliwoodiane, a piccoli film da festival indipendente, commedie, fantasy e film d’animazione: qualunque sia la forma, il personaggio prende vita e non di rado riesce a dare nuova popolarità al libro da cui è tratto.
“Il coraggio a volte salta una generazione: grazie per averlo riportato in famiglia”

Tra le recenti trasposizioni a mio giudizio ben riuscite, si colloca sicuramente “The Help” basato sull’omonimo romanzo di Kathryn Stockett (qui la recensione) uscito nel 2010 –dopo diverse lettere di rifiuto- ed accolto dal favore di pubblico e critica, che a dispetto del budget ridotto e delle mode del momento si è rivelato “il film evento dell’estate americana”, e dopo la vittoria di Olivia Spencer ai Golden Globes (e un totale di ben 5 nomination) si è aggiudicata l'Oscar come migliore attrice non protagonista.


Oltre alla storia efficace e piuttosto fedelmente trasposta sullo schermo, ciò che rende speciale questo film è sicuramente un cast perfetto ed equilibrato in cui spiccano Viola Davis (che interpreta la domestica Aibileen) ed Olivia Spencer (Minny), insieme ad una giovane ma promettente Emma Stone (Skeeter, aspirante scrittrice) alle prese con uno dei suoi primi ruoli drammatici.

Ambientato in una cittadina del Mississipi degli anni ’60, indaga i rapporti tra le domestiche di colore e le loro padrone bianche, mentre sullo sfondo nascono le lotte per i diritti civili. Fuori dai grandi movimenti e dalle proteste, la quotidianità della provincia viene sconvolta dal ritorno a casa di Skeeter, ragazza anticonformista e testarda decisa a diventare scrittrice e che si trova quasi per caso a scegliere di raccontare proprio le storie di quelle donne, spesso costrette a sopportare umiliazioni e ingiustizie per un salario davvero esiguo.

Un progetto assolutamente pericoloso, da condurre nel massimo segreto, per il quale Skeeter si scontrerà con la diffidenza prima delle donne afro-americane, restie ed intimorite a raccontarsi ad una bianca, e naturalmente con la società che si riconosce dietro l’anonimato del racconto.

Viola Davis è perfetta nel ruolo della domestica Aibileen, materna e premurosa, malinconica e stanca, che accudisce uno dopo l’altro 17 bambini, affezionandosi ad ognuno di loro, dando amore e attenzione. Attrice poliedrica, spazia fra teatro, cinema e televisione, raccogliendo ovunque consensi e nomination. La sua Aibileen è –come dice lei stessa- “una donna che ha perso le speranze, ha perso interesse verso la vita, fa quello che è necessario per sopravvivere” e sarà proprio questo progetto a ridarle speranza, a farle scoprire la forza e l’unicità della propria voce.

Accanto alla Davis, brilla Octavia Spencer che fresca di Golden Globe come miglior attrice non protagonista ha saputo dare volto e cuore a Minny, migliore amica di Aibileen, divertente e sboccata, dal carattere imprevedibile e cuoca sublime. Minny è una ventata leggera in una storia di fondo molto drammatica ed intensa, con i suoi attacchi d’ira, gli scherzi che combina, maschera con il suo spirito le difficoltà cui la vita la mette di fronte. La Spencer, con quel viso dolce ed ironico ha saputo rendere giustizia ad uno dei personaggi più amati del romanzo.

Una menzione a Celia Foote, interpretata da Jessica Chastain, è d’obbligo: stravagante, eccessiva, emarginata, Celia è adorabile nella sua spontaneità e mostra l’altra faccia del rapporto tra padrona e domestica, fatto di complicità e affetto.

Il film è arrivato finalmente anche nei nostri cinema lo scorso 20 Gennaio e gli incassi del primo weekend lasciano presagire che anche il pubblico italiano sia rimasto affascinato da questa storia di donne coraggiose, perché il “messaggio di integrazione e solidarietà” non conosce confini.

Debora Lambruschini

14 commenti:

A. Dario Greco [Sigfried]

Che dire? Mi piace! Articolo chiaro e conciso, interessante e che non si perde in fronzoli! Ottimo inizio per questa nuova rubrica! Complimenti Debora!

Lina Maria Ugolini

Pagina e schermo: due superfici contigue e dialettiche. Una proposta leggera e colta da condividere con i lettori. Articolo chiaro e messo ben messo a fuoco... Ottimo obiettivo!

Debora Lambruschini

Grazie mille Dario e Lina,
ho amato profondamente questa storia sia nella sua versione letteraria che sul grande schermo e spero di aver trasmesso le emozioni che mi ha suscitato.

P.S. Urge però una precisazione: quando ho scritto il pezzo, Viola Davis ed Octavia Spencer erano candidatea all'Oscar (in due diverse categorie); la Spencer si è poi aggiudicata la statuetta come miglior attrice non protagonista.

Debora

BarbieXanax

quale sarebbe la recensione?
per piacere.... riassumere la trama non è una recensione

A. Dario Greco [Sigfried]

Carissima BarbieXanax, ti consiglio una rilettura del testo, le parti critiche ci sono eccome, magari hai letto velocemente e ti sono sfuggite ;)

Sexybility

mi ha incuriosita ma non sono riuscita a vederlo, il tuo pezzo è un incentivo in più!
Ottimo debutto per questa rubrica, anche io consiglio a BarbieXanax di rileggere il post ancora una volta, o magari dire la sua sulla trasposizione libro-film :)

BarbieXanax

io consiglio a voi di leggere delle vere recensioni.

Anonimo

Critichi ma continui a non dire nulla che abbia spessore. Vai a trollare altrove.

Alice

Anonimo

non è trollare.

- non si parla di tecninca cinematografica ma solo di attori e di come siano adatti o meno alla parte, del carattere del personaggio e aggettivi legati al suo carattere.

manca tutto per fare una recensione: regia? montaggio? fotografia? punti di riflessione sull'anno in cui è ambientato il film e la costruzione sociale?
la produzione del film (in questo caso particolare?
i costumi?


la recensione seguente della rubrica è una RECENSIONE questo è solo un riassumere la trama e riportare informazioni ancor minori dei fascicoli stampa

BarbieXanax

non è trollare.

- non si parla di tecninca cinematografica ma solo di attori e di come siano adatti o meno alla parte, del carattere del personaggio e aggettivi legati al suo carattere.

manca tutto per fare una recensione: regia? montaggio? fotografia? punti di riflessione sull'anno in cui è ambientato il film e la costruzione sociale?
la produzione del film (in questo caso particolare?
i costumi?


la recensione seguente della rubrica è una RECENSIONE questo è solo un riassumere la trama e riportare informazioni ancor minori dei fascicoli stampa


(scusate il doppio commento ma non ero loggata)

A. Dario Greco [Sigfried]

Secondo il mio modesto parere ti focalizzi troppo sull'importanza dell'aspetto tecnico del film (regia, inquadrature, montaggio ecc)la recensione di the help si focalizza su altri punti di interesse, le attrici in particolare, cosa importante in un film sulla condizione della donna non credi? Non bisogna dimenticare che criticinema è una rubrica di romanzi trasposti in film, quindi per me non è sbagliato un approccio meno tecnicistico e più comparativo invece.

Personalmente ho gradito molto la semplicità e la fruibilità della recensione, comprensibile anche a chi non ha conoscenze specifiche in campo cinematografico, il lettore può comunque farsi un'idea del film che andrà a vedere.

Ci sono vari modi di recensire qualcosa,c'è un modo più tecnico, che magari a te piace e interessa di più, ma ci sono anche altri aspetti da prendere in considerazione, sta al gusto del recensore decidere su quale focalizzarsi, a mio parere.

L'importante, secondo me, è non scadere nel: "sta roba fa schifo perchè a me non è piaciuta". Lì è critica non costruttiva, fine a se stessa e per niente interessante.

Ognuno ha le sue opinioni, gusti e preferenze. Come vedi qui siamo aperti al dibattito e al confronto, anzi mi piace molto quando si sviluppano discussioni del genere. La cosa importante è partire col piede giusto ed esprimere le proprie opinioni in maniera cordiale anche nei post, evitando troll, insulti gratuiti e quant'altro.

Purtroppo a volte nel web si crede di poter fare ciò che si vuole perchè tanto si è protetti da uno schermo, tuttavia dietro lo schermo ci sono persone reali, e la gentilezza fa piacere a chiunque, dico tutto ciò in generale, non è un attacco contro BarbieXanax, sia chiaro, anzi ribadisco che il dibattito è una cosa che gradisco molto, è l'unico modo per crescere veramente a livello culturale a mio parere :)

BarbieXanax

Caro dario ho una laurea in critica e teoria del cinema se permetti so riconoscere una recensione da un riassunto.

Non è questione di "opinione" ma mancanza di conoscenza nel fare un lavoro per cui non si hanno le conoscenze.

Senti l'ultimo discorso puoi farlo a tutti tranne che a me, cerca il mio nick name du google e troverai una quantità enorme di insulti anche pesanti ed immotivati, per questo ho lasciato il mio commento sempre loggata.

A. Dario Greco [Sigfried]

Francamente, se vedo una persona uccidere un cane per strada, non è che poi vado a pensare che anche io sia legittimato a farlo...

BarbieXanax

qui c'è una falsa visione, insultare la pietosa critica non equivale a insultare l'autrice in quanto non la conosco non so neppure di che colore abbia i capelli.
La recensione di paolo che nemmeno lui conosco è una recensione questa no e leggendo si capisce subito il perchè.
Non facciamo i finti ipocriti con "c'hai provato" è un riassunto fatto bene ma non una recensione.
Ci sono informazioni tecniche?
ci sono informazioni culturali?
ci sono informazioni storiografiche sul film e non sulla diegesi?
no c'è solo un riassunto simile al materiale stampa che distrbuiscono ai festival