Mentre consegno i passaporti guardo l'ambiente intorno a me: è quel misto di lusso e di rusticità che sembra essere tipicamente alpino. Tre impiegati lavorano alacremente al lungo bancone, tutti vestiti con le uniformi rosso e oro dell'hotel. Fra i tappeti persiani si intravede l'elaborato parquet, i lampadari luccicano sopra le nostre teste e i pannelli di legno alle pareti immergono la sala in una calda luce ambrata. (p. 25)
È successo qualcosa. (p. 141)
Le grandi menti di Scotland Yard amano avere le loro teorie, ma a che cosa serve avere una teoria per un banale caso di meschina gelosia o collera o brama smodata? A volte un approccio più provinciale -cioè, più semplice- dà risultati migliori. Tanti criminali sono così stupidi in fondo. (p. 151)
La vecchina con l'aria da brava persona, i completi in lana e tweed, la maglia e i ferri tra le mani, i bianchi capelli vaporosi e il capo reclinato la rendono una figura innocua, assimilabile a una vecchia zia con cui confidarsi, ma sappiamo bene che i suoi sorrisi enigmatici, l'aria apparentemente distratta e l'azzurro cristallino dei suoi occhi non sono ciò che sembrano. Ed è proprio nei particolari trascurabili che ci si deve soffermare, in quello che non è ciò che sembra. Allo stesso modo una mente investigativa ben congegnata non deve necessariamente avere girato il mondo o vissuto grandi imprese, perché come ci dice Miss Marple:
Ho letto queste notizie comodamente seduta in poltrona a St Mary Mead. (270)
Assassinio al Grand Alpine Hotel si presenta dunque come un giallo classico scritto da un vero talento nel genere e da una grande conoscitrice della produzione di Agatha Christie che non ne vuole essere la prosecutrice o una mera imitatrice: la protagonista appare quasi in filigrana negli sguardi degli altri personaggi che con focalizzazione variabile raccontano in prima persona la storia: Diana Glass, l'assistente, Catherine Narracott, la moglie, Sylvia Sinclair, la star e Bruno Crane, l'amico, sono i punti di vista e le angolazioni attraverso cui il lettore vede i fatti. La stessa Miss Marple viene menzionata soltanto all'interno dei loro pensieri e dei loro sguardi e così ci viene restituita.
Ciò che si percepisce nettamente è un omaggio che Foley fa alla modernità del personaggio della protagonista in termini di emancipazione femminile: Miss Marple è una donna anziana pressoché invisibile nella società, non ha figli e non ha marito, ma è in grado di competere con gli ego maschili che la sottovalutano proprio in quanto donna e zitella. Assassinio al Grand Alpine Hotel é un romanzo fortemente declinato al femminile che ci mostra quanto attuali siano le dinamiche che si vengono a creare tra i vari personaggi della storia:
Mi sta guardando con un senso di comunanza? Un'altra donna nubile. I quattro decenni circa di età che ci separano non hanno alcun significato.Siamo parimenti utili (o inutili) per la società. Nessuna di noi é produttiva: di figli o altro. Siamo le accompagnatrici. Le donne rimaste indietro. (p. 14)
Un romanzo adatto a chi ama i gialli classici, ha amato Agatha Christie e ama Lucy Foley che ha saputo rendere omaggio alla modernità di Miss Marple.
Silvana Maria Baroni
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