Una piccola enciclopedia odorosa e divertente che ci accompagna mano per mano nel mondo inafferrabile dei profumi


 

Le immagini del profumo
di Matteo Fumagalli
L'Ippocampo, aprile 2026

pp. 280
€ 25 (cartaceo)

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Prima di acquistare un profumo, domandatevi il motivo di quella scelta. "Perché mi piace", sembra la risposta più naturale. Provate ad andare oltre, chiedetevi anche: "Quando lo indosserei? Che cosa dice di me?". (p. 11)

Quando penso al profumo mi vengono sempre in mente due cose, una che riguarda il ricordo e l'altra che riguarda la letteratura: la prima ha per protagonista un racconto di mia madre e la sua disperazione quando, tanti anni fa - all'epoca era una ragazza - fece cadere un'intera boccetta di "Magie noire" (mitologico profumo di Lancôme) su un tappeto, impestando la casa di fragranza di muschio e rosa per anni e anni e anni. La seconda invece ha per protagonista un romanzo, Il profumo di Patrick Süskind: protagonista indimenticabile, Grenouille è un reietto che però ha il naso più talentuoso al mondo. 

Mi sono sempre chiesta, leggendo il libro più e più volte, come abbia fatto l'autore a rendere a parole la magia inafferrabile del mondo del profumo. A distanza di anni ancora me lo domando e la risposta non può che essere il talento, e una grandissima ricerca.

La stessa ricerca che impiega Matteo Fumagalli, insider del mondo dell'editoria, divulgatore, appassionato di cinema e ovviamente di profumi. Questo volume illustrato da Daniele Catalli (stupendamente, aggiungo) ci porta nel dominio dell'olfatto, non limitandosi e descrivere questo o quel profumo, ma accompagnandoci per mano in un regno volatile e affascinante che, bene o male, ci riguarda tutti.

Il volume è suddiviso in sezioni: Buio, Luce, Eros, Thanatos, Città, Paesaggio, Ricordi, Futuro, e ognuna di esse presenta dei sottocapitoli in cui l'autore ci racconta alcuni dei profumi più leggendari di sempre abbinati a interviste ad altrettanti nasi famosi. 

Il più grande potere del profumo è l'evocazione e da qui vorrei partire per esplorare insieme questo fantastico mondo […] La selezione di fragranze che propongo evoca a mio parere immagini ben precise suddivise in otto universi visivi (Buio, Luce, Eros, Thanatos, Città, Paesaggio, Ricordi, Futuro). Per ogni profumo ne sono suggeriti in calce altri tre sulle stesse atmosfere. Vorrei offrirvi qualche spunto perché possiate partire in autonomia, ma non aspettatevi di trovare sempre l'immagine che descrivo. (p. 1)

Dunque ogni capitolo esplora quelle fragranze, commerciali o di nicchia, che evocano quell'immagine in particolare: ad esempio, per la sezione Eros"", Fumagalli elenca profumi che rimandano all'odore della pelle, alla carne, oppure che ricordano le pratiche fetish; per la sezione "Buio", profumi che figurerebbero a meraviglia al crepuscolo, in una cripta o per un incontro ad alto tasso erotico a tarda notte.

LA RELIGIEUSE

SERGE LUTENS

FRANCIA, 2015

CHRISTOPHER SHELDRAKE

In un convento isolato dal mondo, una monaca sente la sua fede vacillare. Ritiratasi in solitudine dopo i vespri, si tormenta per aver letto di nascosto "Le 120 giornate di Sodoma" del Marchese de SadeUn gelsomino in tutta la sua bellezza, candido e poco carnale. Profumo timido, se non fosse per le inaspettate sfumature fumose e animali che ne svelano l'aura peccaminosa. In bilico costante tra sacro e profano, ha un'evoluzione su pelle che passa armoniosamente da un estremo all'altro. (p. 33)

Da grande amante dei libri e del cinema, Fumagalli non si limita solo a inventare scenari fantastici per ogni profumo (alcuni dei quali sono veramente divertenti e azzeccatissimi), ma spesso ci abbina anche un libro o un film. Ad esempio: 

MOTH
ZOOLOGIST
CANADA, 2018
TOMOO INABA
Un cacciatore di fantasmi indaga su una presunta villa infestata. Salta la corrente. È costretto a procedere con una torcia. In un armadio trova soltanto un vestito a fiori. L'umidità è forte, c'è odore di naftalina. Il tessuto porta il flebile ricordo del profumo della proprietaria scomparsa. Se dovessi citare un libro capace di trasmettere l'identità olfattiva di "Moth", direi senz'altro "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson: case infestate, candele, gemelle spettrali vestite di bianco e tanti armadi e cassetti, pieni di vecchie e inquietanti fotografie. "Moth" evoca esattamente ciò che il nome promette: habitat naturale di una falena, affascinante creatura della notte. Un profumo dal profondo DNA gotico, che sorprende per il realismo con cui si presenta (naftalina di armadi antichi) e per l'evoluzione mozzafiato: un floreale molto cupo, nel quale prende il sopravvento un fumo ascetico e stregato. (p. 39)

Sono piccoli racconti che ci trasportano in un'atmosfera altra, scenari finzionali che ci permettono di entrare a piè pari in quello specifico profumo (e che, purtroppo per le nostre tasche, fanno venire voglia di comprarli tutti). 

Uno dei grandi pregi del profumo è la sua capacità di evocare ricordi, memorie sopite, di svegliare pezzi di vita che avevamo creduto persi. 

La prima volta che ho provato un profumo di Meo Fusciuni sono rimasto sconvolto. Davanti a una boccetta di "Luce", con la fragranza spruzzata su una mouillette, mi sono ritrovato di colpo nel mio vecchio asilo, tra le betulle e la luce filtrata in mezzo ai rami. Cerco di non essere mai troppo impulsivo nell'acquisto di una fragranza, prima preferisco studiarne l'evoluzione, ma in quel caso non ho potuto aspettare. "Luce" è stato un'epifania, mi ha svelato che un profumo può essere non solo bellezza, ma anche ricordo, emozione, poesia. (p. 47)

Il volume, oltre a essere una piccola enciclopedia odorosa, è anche un modo frizzante e divertente di giocare con noi stessi e con gli altri: che profumi indossi di solito? Quali sono le note che preferisci? Ecco, apriamo la sezione "Paesaggio" e cerchiamo qualcosa che possa essere adatto a te che - per esempio - ami le note verdi. Oppure, per stimolare la curiosità e uscire dalla comfort zone: di solito usi fragranze a base di ambra? Vediamo quali altri alternative ci sono nel volume. 

Non sono un'esperta di profumi, finita una boccetta cambio sempre (c'è però da dire che al momento sono inchiodata da alcuni anni su "Allegra Baciami" di Bvlgari) ma riconosco che la fragranza è tanto importante quanto ciò che indossiamo: racconta di noi, di come ci sentiamo, di cosa vogliamo comunicare agli altri, di chi vogliamo sedurre, che tipo di giornata desideriamo affrontare.

Il volume di Matteo Fumagalli è sì per appassionati del settore, ma - a mio avviso - anche molto adatto a chi vuole saperne di più sulle famiglie olfattive, sui nasi più attivi al momento, sui profumi che hanno fatto la storia, anche da sfogliare, così, ogni tanto, per provare a giocare con noi stessi.

Deborah D'Addetta