Botteghe immaginarie
L'autore e illustratore polacco Mateusz Urbanowicz torna a farci sognare con questo nuovo volume Botteghe immaginarie: un'immersione in un mondo completamente fittizio, nato dal suo estro creativo, ma chiaramente ispirato alla sua amata Tokyo, città in cui da anni risiede. Dopo i successi di Botteghe di Tokyo (2021) e di Notti di Tokyo (2022), l'autore racconta, nell'introduzione alla sua opera, di quanto avesse del tutto abbandonato l'idea di creare un nuovo volume dedicato agli insoliti negozi dei quartieri della capitale giapponese. Quando poi realizzò che non era necessario riprodurre il vero, ma che poteva attingere alla realtà per generare l'immaginario, ecco che pian piano l'idea iniziò a prendere una sua forma. Forma che possiamo finalmente apprezzare anche noi lettori e ammiratori, grazie al minuzioso lavoro della casa editrice L'Ippocampo, che aveva già precedentemente pubblicato anche i già menzionati volumi.
Avrei potuto riprodurle tali e quali, ma stavolta volevo andare oltre la semplice rappresentazione della realtà: desideravo costruire una città ideale, con i suoi caffè, ristoranti, librerie e luoghi che avrei amato visitare. Avrei creato edifici fantastici, ma talmente realistici da sembrare veri. (p. 3)
Questo libro, fin dalle prime pagine, dà l'impressione di essere un tesoro appena scoperto: l'approccio alla sua consultazione è la stessa emozione che si prova nel tuffarsi nel mare, quando l'acqua è riscaldata dal sole, ma rinfresca, e il sale secca un po' la pelle, ma è anche la conferma che si è liberi da ogni pensiero, dagli impegni e dallo stress. Visivamente, veniamo subito introdotti in una mappa, proprio come quando, in tempi meno tecnologici, si visitava un posto scoprendolo sulla guida cartacea. Qui accade lo stesso: l'autore fornisce una mappatura completa della città inventata di Nabe-machi e delle sue quaranta pittoresche botteghe. Inizia così il viaggio tra acquerelli e fantasia.
Non sono ancora mai stata in Giappone purtroppo, ma dai racconti di amici e parenti che ci sono stati e dal mio amore per la letteratura nipponica, confesso che questo libro illustrato mi ha davvero fatta sentire lì. Le botteghe che più mi hanno colpita sono state quella del Fioraio Kusakabe, un imponente edificio verticale di architettura kanban, con al centro una grande insegna e con una moltitudine di esemplari floreali esposti ovunque. In vetrina però ci sono due elementi che rendono questa bottega così unica, e a suo modo anche un po' romantica: una fotografia dei due primissimi proprietari, immortalati seduti abbracciati sulla panchina davanti al negozio. Quella panchina è ancora "oggi" lì, e continua ad accogliere i visitatori e le loro incredibili storie.
Proseguendo il nostro cammino per le strade immaginarie di Nabe-machi, impossibile non lasciarsi attrarre dall'invitante profumo di pane appena sfornato che fuoriesce dalla bottega del Fornaio Naminori. Un tempo questo spazio era occupato da una sartoria, oggi invece ospita le prelibatezza di un cuoco originario della zona, ma che ha studiato a Parigi e che è amante del surf. Il nome del locale significa letteralmente "pane sull'onda", un perfetto connubio per celebrare le due grandi passioni dello chef. Oltre al fornirci il testo a fronte in lingua giapponese, è bellissimo vedere come Urbanowicz abbia immaginato non soltanto le intriganti facciate dell'edificio, ma anche gli spazi interni, descrivendoli e illustrandoli in ogni minimo particolare. Più si sfoglia questo libro e più ne si rimane affascinati.
Sarebbe bello poterle menzionare tutte e quaranta, perché ognuna contiene in sé un incanto che, seppure di fantasia, riesce davvero a regalare emozioni. Da amante dei libri non posso però tralasciare questa bottega: Two Lions - Libreria di lingua inglese. Secondo l'autore, in Giappone è difficile trovare librerie specializzate in lingua inglese che offrano un'abbondante scelta. Questa, dunque, fa eccezione, poiché i proprietari non sono locali, ma sono due britannici trasferitisi nella irreale cittadina, dopo averla visitata ed essersene profondamente innamorati. In questa ampia libreria, inoltre, gli avventori possono unire la passione per la lettura al piacere di una buona bevanda calda da gustare. La pace e la serenità rendono questo posto un vero paradiso per i lettori, e se esistesse davvero, vi assicuro che mi affretterei a prenotare il mio biglietto per il Giappone, alla ricerca di questo luogo magico.
Questo bellissimo viaggio si conclude con la spiegazione, in appendice, di come l'autore abbia realizzato la sua opera, in cui racconta di come la pittura sia l'ultimo dei passaggi da compiere. Una curiosità: Urbanowicz rivela ai suoi lettori, che per quanto ogni suo disegno sia pianificato prima di prendere vita, gli errori sono umani anche per una mano esperta. Come rimediarvi dunque? Coprendoli con un altro pezzo di carta, e ridisegnandolo, una sorta di rattoppo che ha donato a questo volume una sua dimensione talmente speciale da lasciare un segno indelebile nel cuore di tutti coloro che non hanno mai smesso di sognare.
Carlotta Lini





