giovedì 3 agosto 2017

#PagineCritiche - Intellettuali. Per un'interpretazione corretta del presente, occorre rileggere il passato

Intellettuali - Cultura e politica tra fascismo e antifascismo.
di Angelo Ventura
Donzelli editore

pp. 220

€ 27 (cartaceo)



Intellettuali - Cultura e politica tra fascismo e antifascismo raccoglie vari saggi pubblicati tra il 1978 ed il 2011 da Angelo Ventura, professore emerito di Storia contemporanea presso l'Università di Padova.
In seguito alla sua scomparsa un gruppo di allievi ed amici ha deciso di coltivarne l'eredità intellettuale mediante la diffusione di questi scritti.
Possiamo cominciare col dire che c'è una frase che ben racchiude la concezione del Prof. Ventura in merito al comportamento tenuto da intellettuali e pensatori italiani durante il periodo che va dalla prima alla seconda guerra mondiale:
"L'atteggiamento degli intellettuali di fronte al fascismo è tema complesso e delicato, che tocca i nervi  scoperti più sensibili della coscienza nazionale, riluttante a fare i conti fino in fondo con questo inquietante periodo della sua storia".
Ed è davvero così: è difficile parlare del rapporto che le menti illuminate del nostro Paese ebbero con il regime.
Tra i saggi più interessanti nei quali Ventura cerca di definire in termini maggiormente chiari l'approccio dei pensatori del nostro Paese nei confronti della destra totalitaria, meritano sicuramente di essere menzionati quelli dedicati a Gaetano Salvemini, a Norberto Bobbio ed al rigetto che i filosofi e gli intellettuali ebbero per il fascismo durante i suoi ultimi anni di vita.
L'esempio di Salvemini ben rispecchia l'atteggiamento di diversi intellettuali durante quegli anni: oscillante, contraddittorio, almeno fino al giorno del delitto Matteotti (10 giugno 1924), data che segnò la decisa presa di posizione di molti pensatori contro Mussolini ed il suo governo.
Per Norberto Bobbio, invece, la scintilla che causò una decisa perdita di consenso a favore del regime si ebbe nel 1940, quando decise di passare ad una militanza politica attiva ed affermò che l'entrata in guerra dell'Italia al fianco della Germania provocava
"il passaggio a un'opposizione concreta, anche se più dimostrativa che incisiva".
Intellettuali si dimostra un ottimo manuale per quanti vogliono approfondire un aspetto assai rilevante della nostra Storia, quale è quello che i nostri connazionali ebbero con il regime fascista, perché le parole e le azioni dei grandi pensatori riflettono anche e soprattutto il pensiero della gente comune di quell'epoca così travagliata, di quelle persone descritte da Elsa Morante ne La Storia che vissero ai lati della Storia stessa ma che, in un modo o nell'altro, ne presero parte.
Nelle parole de l'Autobiografia di Bobbio troviamo il significato più vero e profondo di questo libro, scopriamo il perché è necessario e doveroso prendere parte alla vita sociale del nostro Paese, non solo per evitare che errori come quelli vissuti in passato si perpetuino, ma per costruire un futuro migliore ed interpretare in modo efficace il presente:
"Se lo Stato ha un limite, non è più un dio terreno e il suo volto terribilmente mostruoso si trasforma in un volto benigno (...). Esso (lo Stato) non è un ente sovrapposto o sottoposto all'uomo, ma è un'espressione dell'uomo, è la realizzazione stessa dell'uomo sociale (...).Solo la consapevolezza della nostra condizione di uomini potrà rendere più viva ed efficace la nostra partecipazione allo stato. E solo una partecipazione allo stato, compiuta con la consapevolezza della nostra condizione di uomini, potrà dare allo stato un volto nuovo e alla persona umana una nuova nobiltà".

Ilaria Pocaforza 

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