venerdì 8 luglio 2016

Sangue e denaro sporco: I mercanti dell'Apocalisse di L.K. Brass

I mercanti dell’Apocalisse
di L.K. Brass
Giunti, 2016

pp. 393 
€ 8,00


I mercanti dell'Apocalisse è un romanzo dalla sintassi molto semplice e dalla trama molto complessa. Tutto ruota intorno a un complotto finanziario internazionale, che insinua i suoi tentacoli nei mercati mondiali, incidendo sugli andamenti delle Borse e sulle sorti degli Stati che ne dipendono, ed eliminando qualunque ostacolo si ponga sulla strada di una smisurata ricchezza. Daniel è una delle vittime collaterali di questa rete cospirativa: scampato a due attentati che mirano alla sua vita e finiscono invece per distruggere la sua famiglia, l'uomo si rende conto che l'unico modo per salvare sua figlia Isabel, unica superstite, è quello di sparire nel nulla, di fingersi morto per poter rintracciare i responsabili della congiura e perseguire la propria vendetta nell'ombra.
Il romanzo, inizialmente autopubblicato dall'autore su Amazon e in seguito ristampato da Giunti, ha ottenuto un buon successo di pubblico. L'idea del thriller finanziario evidentemente funziona e incuriosisce, mentre l'uso di uno stile lineare e privo di orpelli impedisce al lettore di arenarsi sulle complesse spiegazioni tecniche di natura economica necessarie alla piena comprensione degli eventi.

Poste le basi oggettive, il successo dell'opera dipende inevitabilmente dai gusti degli acquirenti. Daniel è un personaggio che si può amare incondizionatamente o tollerare a fatica: brillante matematico, hacker informatico, ricco, piacente, con trascorsi lavorativi nei servizi segreti, il protagonista della storia pare l'uomo perfetto. Fin troppo. Inizialmente solidale e commosso per le sue tragedie familiari e per il suo spirito di abnegazione, qualche lettore inizierà presto a chiedersi se non siano troppe le coincidenze, troppe le doti, troppe le opportunità (o gli inconvenienti). Daniel parla dodici lingue, è un abile trasformista, in grado di creare nuove identità e camuffare perfettamente il proprio aspetto per tenere in piedi le proprie vite segrete; è ardimentoso e appassionato (se ne rende subito conto Anna Laine, bella economista impiegata presso la BCE e coinvolta  suo malgrado nella stessa rete di morte che ha avvinto Daniel); è un amico premuroso e un padre commosso che non si dà pace e si dibatte tra i sensi di colpa. L.K. Brass è abile nel cercare di spiegare tutto, di ricondurre tutto alla logica, ma non sempre l'operazione gli riesce: innanzitutto sceglie inspiegabilmente di inserire in un romanzo improntato alla ragione un elemento irrazionale (e non necessario). Il suo eroe ha infatti delle vere e proprie premonizioni che lo salvano nel momento del pericolo e che gli consentono in più occasioni di salvarsi in situazioni pericolose. Tali premonizioni sono in parte controllabili e possono essere opportunamente sfruttate – a scopo di lucro o per portare avanti la propria missione. Questo aspetto, oltre a minare sensibilmente la credibilità del personaggio, disturba il lettore che ricerca il rigore della trama, specie se questa rimanda al mondo dell’alta finanza, regolato da numeri e leggi ferree.

Bisogna a questo punto distinguere due aspetti: l'ideale etico-politico che dà spessore alla storia e la storia stessa. L'intento dell'autore sembra essere quello di sensibilizzare il pubblico circa le reali macchinazioni che soggiacciono ai grandi movimenti di denaro, di mostrare come l'economia nei suoi aspetti più tecnici e meno conosciuti sia il vero perno della società (e il principio del suo possibile scardinamento – da qui il riferimento all'Apocalisse). E, in questo, si può dire che il romanzo funzioni: gli interrogativi nascono spontanei, così come il desiderio di saperne di più, di comprendere quel che viene narrato, di aprire un motore di ricerca per cercare ulteriori informazioni. Dal punto di vista dello svolgimento, però, sono poche le problematiche poste dalla trama che vengano effettivamente risolte: l'autore apre la strada ai volumi successivi, costruisce le fondamenta di una saga, di un'epopea a puntate, ma lascia in qualche modo insoddisfatto chi arriva in fondo e non sa ancora se intende proseguire. Qual è stata la vera colpa di Daniel? Perché i burattinai della finanza che operano nell'ombra si sono sentiti tanto minacciati da lui da sterminare la sua famiglia pur di metterlo a tacere? Tale questione, sollevata nelle prime pagine del libro, non trova reale risposta. Troppi aspetti vengono lasciati in sospeso, troppi sono gli interrogativi rimasti pendenti. A questo punto il pubblico inevitabilmente si divide tra chi, amante della serialità, attenderà ansiosamente di leggere il seguito, e chi invece si fermerà, frustrato per essere stato depistato e aver concluso la lettura con più domande rispetto a quando l'aveva iniziata.

Carolina Pernigo 

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