giovedì 5 febbraio 2015

Ritorni che fanno bene al cuore

Ogni giorno come fossi bambina
di Michela Tilli
Garzanti, 2015

pp. 256
€ 14.90


Le storie hanno uno strano rapporto con la vita, sembra che si rincorrano, a volte una chiama l'altra, altre volte sembra che la vita e la storia che la racconta si escludano a vicenda. Capita che una storia nasca poroprio dove la vita finisce, ma se c'è una cosa che Argentina mi ha insegnato, è che dove ci sono storie la vita rinasce sempre, trova la sua strada, a patto che ci sia qualcuno che le ascolti. (pp. 9-10)

Se anche voi avete qualcosa di irrisolto, lasciato a sedimentare nelle anse spiegazzate della vostra memoria (o del cuore, se volete essere sentimentali), questo romanzo di Michela Tilli vi colpirà. Vi scuoterà subito la notizia da parte della protagonista Arianna della morte della signora Argentina, da lei "curata" (e capirete tra poco il perché delle virgolette). 
La partenza di Arianna per il funerale, tuttavia, coincide con un viaggio ben più impegnativo: quello nel passato, per comprendere il rapporto strano con Argentina, tra amicizia e nonna-nipote, con momenti di commozione e contraddittorî.

Arianna è un'adolescente complessa, tanto bella interiormente quanto poco armoniosa nel corpo. Lei stessa, sensibile e poco armata nei confronti del mondo e degli sguardi dei coetanei, fatica ad accettarsi: 
Lei lo sapeva, cosa pensavano gli altri quando le posavano gli occhi addosso, ma non era lei quella cosa, quell'immagine goffa che di tanto in tanto baluginava come un lampo in uno specchio, in una vetrina. Ciò che desiderava era solo che qualcuno la guardasse negli occhi e la riconoscesse (p. 31).
Problemi seri, acuìti dalla riprovazione della madre, che non affronta direttamente il sovrappeso di Arianna, ma le dedica occhiate di disapprovazione continue. E anche il padre di Arianna, per quanto più comprensivo, non riesce a oltrepassare il muro di finto menefreghismo che la figlia ha eretto per difendersi dai commenti acidi e dolorosi. Anzi, entrambi i genitori guardano con grande sospetto il mondo digitale dove Arianna si trasforma in AriaLove, per scrivere le sue avventure su un blog di grande successo. Lì Arianna è a suo agio, lì ha gli amici che non riesce a coltivare nella vita reale, perché online non esiste corpo, ma solo parole.

Questa bolla di fuga dalla realtà o realtà alternativa si rompe, però, e piuttosto violentemente, quando i genitori decidono di mandare la ragazza a far compagnia ad Argentina, donna di una certa età, rimasta sola e senza badante. La donna è tutto l'opposto di Arianna: tanto fragile esteriormente, con le sue vene varicose e quel corpo secco, quanto forte e decisa nei confronti della vita. L'incontro, come è facile immaginare, è piuttosto violento: Arianna viene sbalzata dal suo mondo alternativo a un universo dominato dal senso pratico e dalla consapevolezza che «è il corpo che detiene il presente» (p. 176). 
Eppure, anche Argentina ha il suo universo parallelo, e lo custodisce gelosamente in una scatola di latta: lì, fa crescere un amore platonico e tutto epistolare per il suo primo colpo di fulmine, Rocco, che ha ripreso a scriverle dopo anni di silenzio. E Rocco non è solo un ritorno all'adolescenza e ai primi batticuore, ma anche al paese natale vicino a Potenza. Anche lì, mondi che non si vogliono riconoscere: se Arianna ha paura di conoscere i suoi amici virtuali, Argentina teme di non ritrovare le vie del paese su google earth.
Poi, un giorno, con delicatezza e spalleggiandosi, le due donne decidono di affrontare la realtà, ma solo se unite, fino ad arrivare a questa bella presa di coscienza di Arianna, che si spoglia del suo alter-ego AriaLove: 
E invece lei voleva vivere, voleva esserci, per una volta, doveva solo abbandonarsi, accettare di essere una presenza viva a tal punto da essere sé e segno di sé nello stesso momento, senza lasciare altre tracce, senza scrivere nulla, senza nascondersi dietro al solito muro di parole che si facevano oggetto al posto suo, quelle parole scritte alla tastiera dietro le quali si era sempre sentita protetta, dietro alle quali si era sempre nascosta. (p. 145)
Ci saranno allora spostamenti, incontri, scoperte e delusioni, ma anche nuove scintille di vita che riprendernano a far brillare gli occhi di Arianna e di Argentina. Avete qualche ipotesi? Bene, in realtà non fidatevi del vostro sesto senso, perché Michela Tilli riesce a stupire ricostruendo due figure che hanno poco di scontato e molto di umano. Anche per questo il romanzo è arrivato nelle classifiche di vendita con discrezione e, al tempo stesso, decisione: le stesse due costanti che caratterizzano pagina dopo pagina, avvolte da buoni sentimenti e speranza.

GMGhioni


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