giovedì 5 settembre 2013

#SpecialeSCUOLA - Il Maestro Atomi: una stravagante scuola di studenti buffi e maestri maniacali



Il maestro Atomi
di Maurizio Salabelle 
Comix, Modena 1997; poi Edizioni Casagrande, Bellinzona 2004 (nuova edizione rivista dall’autore)


Maurizio Salabelle (Cagliari 1959-Pisa 2003)  è stato uno degli autori più spiazzanti della narrativa italiana contemporanea. Gli scrittori prediletti da Salabelle e dai quali è stato influenzato sono gli italiani Federigo Tozzi, Giorgio Manganelli, Luigi Malerba e Lucio Mastronardi, i francesi Gustave Flaubert e Georges Perec, lo svizzero Robert Walser e l’austriaco Thomas Bernhard.  Si tratta di autori tutti accomunati dal fatto di essere dei “visionari” , come del  resto anche Salabelle. Essi, attraverso la rappresentazione verbale dei loro sogni, deliri e allucinazioni, oltre a inquietare e intimorire, presentano sempre un lato comico perché le loro visioni fanno anche sorridere.
Nei romanzi di Salabelle prende forma un mondo comico e allo stesso tempo malinconico in cui circolano personaggi goffi, assonnati, sognanti, completamente strampalati e pieni di tic, che non si sentono a casa in nessun posto.

Tra i libri di Salabelle che, oltre a essere scrittore, è stato anche insegnante, uno dei più noti è Il maestro Atomi, opera di irresistibile comicità dedicata al mondo della scuola.
Il maestro Atomi viene pubblicato nel 1997 dalla casa editrice Comix e successivamente, dopo essere stato rivisto dallo stesso autore, nel 2004 nelle Edizioni Casagrande.
In una scuola elementare fantastica e onirica, reinventata attraverso gli occhi di un ragazzino che costituisce la voce narrante, Salabelle immette le più svariate invenzioni comiche. Nel libro è rappresentato un mondo infantile che scorre senza orientamento come un’epoca di felice confusione, generando un sorriso irriverente. In questa stravagante scuola governata dal caso e da un’imprevedibile follia si dipanano, in un inestricabile nodo, le storie allucinate di studenti buffi e maestri maniacali.


I piccoli alunni maschi hanno un’aria addormentata, inebetita e malinconica, e la faccia tutta sudata e odorante di formaggio rancido. Tossicchiano nervosamente, s’infilano le dita dentro le narici e, con timide alzate di mano e debole tono di voce, rivolgono domande insolite e inopportune al loro insegnante. Quando vedono una femmina della loro età, sentendosi profondamente a disagio e imbarazzati, diventano tutti rossi nel volto, emettono sospiri languidi e si grattano dappertutto nervosamente. L’universo femminile per questi piccoli studenti è avvolto da un alone di mistero che suscita un desiderio irrefrenabile misto a paura e timore reverenziale nei confronti delle coetanee studentesse. Così i maschietti, nel tentativo di possedere i segreti e il mistero della femminilità, ritagliano foto di donne seminude da riviste scandalistiche e da cataloghi di biancheria intima, le  nascondono  sotto il letto e la sera, prima di andare a dormire, le guardano a lungo con cupidigia, cercando di sentire il loro profumo, ma avvertendo solo un impalpabile odore di carta mista a inchiostro.

Il lunatico maestro Gennaro Atomi impartisce ai piccoli alunni lezioni più di scaltrezza che di cultura, interrogandoli non sull’aritmetica o sulla grammatica ma sull’uso degli elettrodomestici. Ha il viso pieno di cicatrici e un alito odorante di cipolla soffritta e finocchio, è perennemente distratto e non fa altro che sbattere le ginocchia contro il cassetto aperto della cattedra. Il maestro Atomi va e torna, si assenta e ritarda, ed è sostituito o affiancato da personaggi altrettanto comici e assurdi. Compare infatti nel libro, in sostituzione del mitico e imprevedibile titolare di cattedra, il supplente Gelli che, oltre a mangiarsi continuamente la pelle delle dita e a inghiottire pillole contro la calvizie, conduce bizzarri esperimenti scientifici, tentando di ricreare in una pentola da cucina le condizioni di quel brodo primordiale in cui la vita si sarebbe manifestata per la prima volta. E c’è anche l’aiuto-maestro Apini, dinoccolato e con un’altezza talmente fuori dai canoni da dover procedere tutto curvo come se non ce la facesse a sostenere il collo; questi è un sabotatore della conoscenza, completamente avulso da qualsiasi logica didattica, che gira tra i banchi suggerendo agli alunni cose completamente sbagliate e riducendo i loro quaderni a brandelli.


Completano il quadro della scuola comico-onirica "dipinta" da Salabelle i bidelli che, con la loro faccia piena di macchie, il colorito rossastro e le labbra scure e sempre umide, assomigliano a degli alcolizzati cronici.

Alla fine del libro ti viene da pensare che l'ideale prosecuzione del percorso di studi di questi piccoli, goffi e impertinenti studenti, usciti fuori dall'estrosa penna di Salabelle, potrebbe essere data dal tragicomico liceo,caratterizzato da insegnanti buffi e grotteschi, che Federico Fellini ha "inventato" e magistralmente rappresentato nel suo bellissimo film Amarcord.

Il Maestro Atomi è uno dei più bei libri di narrativa sul mondo della scuola e dell’infanzia, e merita di essere letto almeno una volta nella vita.










1 commenti:

Sonia Ognibene

Ottima recensione. Mi ha incuriosita, perciò cercherò questo romanzo e lo leggerò. Grazie!