lunedì 1 ottobre 2012

3a giornata Festival della Letteratura di Mantova



Credevate, cari lettori, che il resoconto di Critica Letteraria del Festival della Letteratura di Mantova si fosse concluso? Ebbene no.
Il vostro inviato infatti ha assistito anche alla terza giornata, probabilmente la più significativa da molteplici punti di vista.
Innanzitutto, abbiamo partecipato a un incontro tra numerosi blog letterari provenienti da ogni parte d'Italia (gli amici di ConAltriMezzi, La balena bianca, Sul Romanzo, Tropico del Libro, Il Post, ipool.it, Personal Librarian). Gli argomenti trattati sono stati numerosi, dal come definire la qualità di un blog letterario all'individuazione di comuni interessi per cui unirsi, al come poter essere maggiormente inseriti all'interno del dibattito culturale italiano.

Nel pomeriggio il vostro inviato ha assistito alla conferenza tenuta dal Prof. Claudio Magris, in cui si è discusso cosa sia il Romanzo. Lasciamo spazio alle parole di Magris su tale questione:
Il romanzo accanto alla finzione ha il bisogno poetico di dare INFORMAZIONI sulla realtà [...] La fantasia è necessaria per tirare fuori dalla realtà ciò che la realtà, da sola, non riesce a tirare fuori. Per questo, mi sono sempre sentito un copista della realtà".

Magris, su questo punto è bene chiarirsi subito, non auspica una visione naturalistica della Letteratura, un romanzo che assomigli a un saggio giornalistico. Durante l'incontro, e più in generale leggendo i suoi libri, ci dice ben altro. Ci dice che la Letteratura deve avere un fine sociale e, per fare questo, deve fare i conti con la realtà che circonda tutti noi (dunque anche il romanziere).
Del resto, Magris non nega certo il ruolo importante della Fantasia che deve servire per "mescolare la Realtà come un mazzo di carte".
Una visione comprensibile leggendo i suoi libri che, se devono essere inquadrati in un genere specifico (cosa che il vostro inviato non gradisce), questo è certamente la Letteratura di viaggio in cui
l'elemento fondamentale non è ciò che si inventa, ma ciò che si vede; in cui i protagonisti sono i personaggi, mentre lo scrittore è il loro "fotografo". La letteratura, come ci insegnano scrittori come Terzani, Piovene o Cavallari, è "l'occhio che coglie la realtà.


Magris, infine, ha affrontato un problema persistente nella letteratura contemporanea (non solo italiana), di cui si è ampiamente discusso qui a Mantova: l'impossibilità a descrivere il rapporto con la realtà, come nel romanzo ottocentesco.
Un'interessante spiegazione che Magris ha posto all'attenzione del pubblico, è che, contrariamente all'800, nel '900 e nei primi anni del nuovo secolo, non si può più scrivere con lo stesso stile un articolo giornalistico e un'opera narrativa.
Questo perché, ci chiediamo? Probabilmente perché l'800, come i secoli che lo avevano preceduto, è stato un secolo fondato sull'idea e sul principio della Totalità mentre quelli che, nostro malgrado, stiamo vivendo sono all'insegna del Postmoderno.
Non è questo il luogo per una discussione sulle conseguenze, politiche e sociali,  che tale termine e tendenza filosofica abbia comportato sulla nostra società. Brevemente diremmo, però, che se con esso si intende quella tendenza per cui "le idee sono semplici simulacri e solo rappresentazioni autoreferenziali", la conseguenza è che non esiste la Verità (in senso filosofico) e, come non esiste la Verità, allora non è più possibile descrivere la Realtà.

Dopo l'ultimo incontro è il momento dei saluti. Principalmente a Mantova che mi ha lasciato nel cuore tanti giorni interessanti e piacevoli e la possibilità di aver incontrato gente dalla faccia pulita, interessata alla letteratura e al sapere, e con un notevole spirito critico nei confronti della realtà che ci circonda.

Al prossimo anno!

0 commenti: